Via il limite-farsa dalle tangenziali milanesi: si torna ai 90 km/h

Il limite di velocità di 70 km/h in vigore sulle tangenziali milanesi è stato annullato. Restano, e pesano sulle tasche dei contribuenti, i costi della nuova segnaletica ora da eliminare

16 marzo 2011 - 11:48

La società Milano Serravalle-Milano Tangenziali Spa ha deciso di non prorogare il provvedimento che limita a 70 km/h la velocità massima sulle tangenziali milanesi, entrato in vigore il 21 febbraio scorso, il cui periodo di validità era già previsto terminasse il 15 marzo. Da domani, dunque, sulle tangenziali sarà nuovamente possibile circolare a 90 km/h.

DIETROFRONT – L'azienda, a capitale pubblico, avrebbe constatato l'inutilità della misura ai fini del miglioramento della qualità dell'aria (da noi abbondantemente preannunciata), che pure era stata all'origine del provvedimento. Nel periodo in cui è rimasto in vigore, infatti, l'inquinamento non è per niente calato. Sorprende (a dir poco) la dichiarazione al riguardo del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà: “gli automobilisti si ostinano a non rispettare la norma. Dovrebbero dimostrare più senso civico”. Insomma, la colpa del fallimento dell'iniziativa non sarebbe della sua dubbia efficacia (Podestà, infatti, sarebbe tuttora convinto della sua validità), ma degli automobilisti che hanno ignorato i nuovi limiti continuando a guidare come prima. Tuttavia, era quasi scontato che l'avrebbero fatto dopo aver capito che sarebbe mancata una vera azione di controllo, e quindi anche le sanzioni. Quanto all'efficacia intrinseca, continuiamo a rimanere dell'idea che per diminuire le emissioni, piuttosto che limitare le velocità massime dei veicoli, sarebbe più sensato cercare di aumentare quelle medie. Per esempio, eliminando al massimo tutto ciò che, anche a livello strutturale, in un arteria a elevata densità di traffico provoca rallentamenti e colli di bottiglia che portano i veicoli a frenare e poi ad accelerare nuovamente, con un aumento esponenziali dei consumi e delle emissioni.

IL PATERACCHIO – Quindi, riteniamo che, in ogni caso, la colpa di questo vergognoso pateracchio sia tutta della società che gestisce le tangenziali milanesi. In primo luogo per aver introdotto nuovi limiti che comunque sapeva di non poter far rispettare con azioni di controllo efficaci, e in secondo luogo perché restano forti perplessità sulla loro reale efficacia anche nel caso vengano rispettati. A carico della società (e quindi delle tasche dei cittadini, visto che si tratta di un'azienda a capitale pubblico) rimangono ora le spese sostenute per collocare in fretta e furia sui 140 km di tangenziali i circa 350 cartelli con i nuovi limiti di 70 km/h, e anche quelle che ora si renderenno necessarie per rimuoverli.

E SULLE PROVINCIALI? – A carico dei suoi amministratori, invece, rimane la responsabilità morale della bella pensata. E non è finita: dato l'esito della vicenda, resta da vedere che cosa avverrà ora dell'ordinanza anti-smog di Podestà che il 14 febbraio ha istituito il limite dei 70 km/h anche sulle strade extraurbane dell'intera provincia. Se gli automobilisti che usano le tangenziali sono stati da lui giudicati privi di senso civico, non è chiaro per quale motivo dovrebbero dimostrare più civismo guidando sulle provinciali. Quindi, non si vede per quale motivo l'ordinanza che aveva abbassato il limite anche su queste strade, per ora semplicemente sospesa, non dovrebbe essere annullata del tutto.

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