Via i “fantasmi” dai listini. Troppe auto inutili riempono i listini delle case

Via i “fantasmi” dai listini. Troppe auto inutili riempono i listini delle case L'offerta delle case abbonda di modelli da tempo fuori produzione o dalle richieste scarsissime. Eliminandoli

L'offerta delle case abbonda di modelli da tempo fuori produzione o dalle richieste scarsissime. Eliminandoli, se ne avvantaggerebbero la chiarezza dei listini stessi e i bilanci della case

11 Ottobre 2010 - 05:10

I listini della riviste di auto sono ormai delle vere enciclopedie, che occupano decine (qualche volta centinaia) di pagine. Potrebbero però occuparne un po' meno se venissero eliminate le auto “fantasma”.

Con questo termine, intendiamo identificare quei modelli che, vuoi perché sul mercato hanno registrato un vero “flop” commerciale fin dalla nascita, vuoi perché ormai si avvicinano alla fine del loro ciclo vitale, totalizzano ormai una manciata di vendite. Ma possono essere considerati “fantasmi” anche i modelli ormai fuori produzione da tempo e che vengono tenuti artificialmente in vita dalla stampa specializzata solo perché siano presenti nell'immaginario collettivo dei potenziali acquirenti ed esclusivamente per fare un favore alle case automobilistiche, che in questo modo vengono aiutate a smaltire gli ultimi “fondi di magazzino”.

Dalla loro sparizione i listini ne guadagnerebbero in chiarezza e trasparenza, e anche i bilanci della case, che spendono cifre non indifferenti per gestire linee di prodotto la cui offerta è praticamente virtuale. Senza contare i conti degli editori abituati, per compiacere le case, a sprecare pagine che potrebbero essere utilizzate per ospitare informazioni e articoli certamente più utili ai lettori.

Si tratta di decine di modelli e versioni le cui immatricolazioni rappresentano percentuali minime sul totale e che se sparissero non provocherebbeo certo molti rimpianti. Anzi, l'offerta ne guadagnerebbe in chiarezza e trasparenza.

Scorrendo le pagine delle riviste che ospitano i listini c'è da rimanere sorpresi dalla quantità di “fantasmi” che contengono, con tanto di accessori a richiesta,. Eccone un elenco, suddiviso in ordine alfabetico per marche.

Alfa Romeo: le sfortunate Spider e Brera sono uscite di produzione qualche settimana fa (ma sul minisito dedicato alla Brera c'è ancora… il suo configuratore!), ma verranno mantenute in listino chissà per quanto ancora allo scopo di agevolare lo smaltimento degli esemplari in giacenza. Elevato, in rapporto alla singolarità del modello e alla quantità di esemplari venduti, è il numero di Brera “km zero” e “dimostrative” offerte dai concessionari. Anche la GT, da tempo abbandonata dagli uomini del marketing Alfa Romeo, non viene più prodotta, e già da maggio (tranne la Quadrifoglio Oro per il Giappone), ma è tuttora “disponibile”. Aspirante “fantasma”: l'ormai superata 147, della quale la rete deve ancora liberarsi di un certo numero di pezzi.

Chrysler: dite la verità, quante Sebring avete visto in giro? Pochissime, ed è praticamente fuori produzione già dal 2009. Quindi, le versioni in listino e gli esempari in stock presso i concessionari sono dei veri “fondi di magazzino”. Un discorso applicabile a tutta o quasi l'attuale gamma Chrysler, che verrà presto rivoluzionata dal passaggio del “ciclone Marchionne”.

Citroën: vera bestia nera nella rete di vendita della casa francese, la C6 ha riscosso pochissimo successo, soprattutto al di fuori della Francia. La sua fine è vicina e probabilmente non avrà eredi, ma se sparisse già oggi dai listini non sarebbero molti gli italiani a piangerla. A chi ne vuole una, i concessionari offrono senza batter ciglio uno sconto di almeno il 25%, che facilmente può salire.

Daihatsu: la Trevis è un oggetto misterioso, o la si odia o la si ama. Pochissimi gli esemplari venduti da noi. La Copen si prepara a uscire di produzione con la versione speciale Ultimate S prodotta solo per il Giappone. In Italia, venduti circa 700 esemplari dal 2004. Anche i motivi per cui anche la sgraziata Materia rimane in listino sono… materia di studio.

Ford: la Fusion registra vendite al lumicino da tempo. L'erede era stata annunciata per il 2010, ma nessuno l'ha vista.

Honda: coupé tanto ambizioso quanto semisconosciuto, la Legend andrà probabilmente fuori produzione a fine anno. Se ne incontrate una per strada, fotografatela.

Mitsubishi: fuori dal Giappone, le vendite complessive della Grandis nell'intero 2008 hanno raggiunto appena le 8.283 unità. Figuriamoci in Italia l'anno dopo e quest'anno, con il modello, nato nel 2003, divenuto ancora più anziano.

Nissan: forse le vendite della Murano si riprenderanno un po' con l'arrivo della versione 2.5 a gasolio, ma quella con il benzina 3.5 proposta finora non ha certo riscosso molti consensi.

Peugeot: l'incompresa e sfortunata 1007 rimane in vita solo sui listini delle riviste, che servono a svuotare i piazzali, ma dal sito italiano della casa è sparita lo scorso maggio.

Saab: l'incomprensibile (dal punto di vista del mercato) 9-7X è la versione europea della Trailblazer. Ma lo stabilimento di Moraine (Ohio) che le produceva entrambe è chiuso dalla fine del 2008. Penalizzata da motori giganteschi e assetati, sarebbe interessante capire il senso della permanenza nei listini di un'auto non più prodotta da quasi due anni e che il sito americano The Thruth About Cars ha collocato all'ottavo posto tra le 10 vetture peggiori del mercato. Da quello italiano della casa, invece, è scomparsa in sordina.

Ssangyong: tra quasi-fallimenti, rinuncia all'acquisto da parte di Renault-Nissan e alleanze con altri gruppi (Mahindra), non è ancora completamente chiaro se la tormentata storia della marca coreana arriverà o meno a un epilogo felice. Fino a quando non ci arriverà, forse sarebbe meglio tenersi lontani dai quattro modelli in listino: Actyon, Actyon Sports, Kyron e Rexton II. E infatti gli italiani lo fanno, come molti altri: nel 2010 le vendite mondiali Ssangyong hanno toccato a malapena le 45 mila unità.

Subaru: forse anche per la mancanza di una versione a gasolio, la Tribeca si è rivelata un vero “flop”, come testimoniano le quotazioni da saldo dell'usato.

Volkswagen: la rinnovata versione della Fox è stata presentata già nel 2009 per il mercato brasiliano, con una nuova mascherina simil-Polo. In Italia (e in Germania, quindi si presume in tutta Europa) è in listino ancora quella vecchia, che però da noi non è mai decollata. Sono finiti i tempi della passione smodata per New Beetle berlina e cabrio: rimangono in listino per un manipolo sempre più esiguo di irriducibili. Nemmeno per la Eos c'è mai stata molta ressa negli autosaloni. Del restyling, atteso l'anno prossimo, gli Italiani probabilmente potrebbero fare a meno.

Volvo: il dispiacere qui si chiama C30, una coupé partita con belle speranze per rinverdire i fasti della gloriosa P 1800 ES e della 480. Speranze rapidamente tramontate: se ne vendono davvero pochine.

1 Commento

andrea
11:38, 16 Ottobre 2010

e mercedes ? occupa pagine e pagine con modelli e allestimenti che si posso sintetizzare in poche righe !

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