Velocità e ''sosta sospetta'' Bufera sull'auto blu di Tosi

Botta e risposta tra Pd e primo cittadino sulla macchina di servizio. Infuria lo scontro. L'opposizione: «Si crede al di sopra della legge». E il sindaco querela.

8 giugno 2010 - 13:00

Botta e risposta tra Pd e primo cittadino sulla macchina di servizio. Infuria lo scontro. L'opposizione: «Si crede al di sopra della legge». E il sindaco querela.

VERONA- Eccesso di velocità, sosta vietata in zona rimozione, targa parzialmente ricoperta da un adesivo. C'è di che mettere nei guai qualsiasi automobilista. Ma se parliamo dell'Audi 6 più conosciuta in città, quella del sindaco Tosi, c'è di che fare scoppiare una guerricciola politica dai toni più che accesi. Con seguito in Tribunale. I fatti accertati: il 22 febbraio scorso, l'Audi A6 sfrecciava più o meno a 180 chilometri l'ora sull'autostrada Serenissima. La stessa Audi 6, nei giorni scorsi, è stata fotografata in piazzetta San Tommaso, sotto un cartello di sosta vietata. Sulla targa della medesima Audi 6 fa bella mostra di sé un verdissimo adesivo, col simbolo della Padania leghista. Di qui in poi occhio, perché il terreno si fa scivoloso. Perché Tosi non appartiene alla famiglia del «porgi l'altra guancia». E fa ribattere punto su punto, a muso duro, dal suo staff, che annuncia anche querele. Perché? Perché: quel 22 febbraio l'Audi era guidata dalla scorta (il fido Idelmo più un agente, entrambi armati e in servizio). E la scorta di chiunque (da un ministro ad un sindaco, di destra o di sinistra che sia), se ritiene di averne i motivi, va alla velocità che vuole. La sosta è vietata in piazzetta San Tommaso, ma solo «fuori dagli spazi segnati», come dice proprio il cartello fotografato dallo stesso Burato. E l'Audi è in uno spazio segnato, sia pure in giallo (pare che prima ci fosse un cassonetto).

L'adesivo sulla targa c'è. Ma quell'Audi 6 non appartiene al sindaco, e neppure al Comune: appartiene al signor Vicentini, concessionario Audi per Verona, c h e ha dato l'auto a Tosi, in comodato gratuito, per farsi un po' di pubblicità con la scritta che c'è sulla fiancata. E il signor Vicentini come privato cittadino – dicono a palazzo Barbieri – attacca alla sua auto tutti gli adesivi che più gli piacciono, siano essi della Padania, di Rin-tin-tin o di Pippi calzelunghe. Ma la polemica dilaga. Il Pd si scatena: «Tosi rivendica il privilegio dell'immunità rispetto al Codice della strada ma i cittadini hanno il diritto di sapere dove fosse diretto a quella folle velocità, mettendo a repentaglio la vita di tante persone», tuona il segretario, Giandomenico Allegri. E Stefania Sartori, capogruppo in Comune, aggiunge che «il sindaco deve spiegare quali sono le ragioni di pubblico interesse, urgenti e straordinarie, alla base di questi episodi ». Ma palazzo Barbieri non demorde e replica, querelando per diffamazione Allegri e Burato e definendo «le loro affermazioni un cocktail di ignoranza e falsità». Dopo di che il sindaco invita «a riportare il dibattito politico a un livello meno penoso». Non prima comunque di entrare più nel dettaglio sulla questione dell'eccesso di velocità. «Il sindaco – spiegano da palazzo Barbieri – è sotto scorta per motivi seri. Chi è alla guida dell'auto è il responsabile della scorta e la legge gli assegna la discrezionalità sulla velocità che ritiene più opportuno adottare in quel momento. Stesso dicasi per i parcheggi: la scorta ha il compito di lasciare l'auto il più vicino possibile al sindaco proprio per garantirne l'incolumità. Siamo al cospetto di polemiche sciocche ».

fonte – corrieredelveneto.corriere.it

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