VAL D'ILLASI – Dopo i T-red, è guerra agli autovelox

VAL D'ILLASI. L'ex sindaco tregnaghese, Mario Zampedri, continua la sua battaglia in difesa degli automobilisti dalle «sanzioni ingiuste»Già una ventina i ricorsi inviati al giudice di...

3 gennaio 2010 - 13:28

VAL D'ILLASI. L'ex sindaco tregnaghese, Mario Zampedri, continua la sua battaglia in difesa degli automobilisti dalle «sanzioni ingiuste»

Già una ventina i ricorsi inviati al giudice di pace di Soave e un sito internet spiega come fare per appellarsi

In attesa di riprendere la guerra contro i T-red, l'ex sindaco tregnaghese e già vicepresidente del consiglio provinciale Mario Zampedri, tornato a tempo pieno alla sua professione di geometra, non ha abbandonato la difesa dei diritti dei cittadini.

Accecati i T-red, i semafori che sanzionavano con foto il passaggio con il rosso, dall'ordinanza di sequestro della magistratura, partita su sua sollecitazione, adesso il dito accusatore di Zampedri punta agli autovelox, altra bestia nera degli automobilisti. Ha già inviato una ventina di ricorsi al giudice di pace di Soave, qualcuno anche a quello di Verona e altri ne sta predisponendo. Gli arrivano richieste da tutta Italia, dove è ormai conosciuto come paladino contro sanzioni ritenute ingiuste e la nuova avventura lo stimola perché il tema non è meno «affascinante» dal punto di vista della casistica di quello dei cosiddetti semafori intelligenti.

Anche qui, secondo Zampedri, a volte accusato di stare dalla parte dei pirati della strada, sgombra subito il campo dall'equivoco: «Sono favorevole agli autovelox, anche quando sono posizionati in maniera occulta e senza cartello di preavviso, perché la vita delle persone non ha prezzo. Ma sono anche dalla parte dei cittadini che si sentono tartassati da un sistema vessatorio che non ha l'obiettivo di fare sicurezza, ma di far cassa».
Dunque secondo Zampedri saremmo di nuovo di fronte a un sistema che accomuna fabbricanti, omologatori e amministratori per creare macchine capaci di torchiare e spennare: l'autovelox, in assenza dei T-red, sarebbe il nuovo elemosiniere degli enti locali ridotti a raschiare il fondo delle tasche degli automobilisti. Ma come?
Prende l'esempio dell'autovelox in dotazione alla polizia locale dell'Unione Comuni Verona Est (Caldiero, Colognola, Illasi e Mezzane di Sotto) e snocciola problemi: «Nei verbali di rilevazione delle infrazioni non si fa alcun riferimento alle periodiche verifiche obbligatorie di taratura degli strumenti che sono delicatissimi. Lo stesso manuale d'uso prevede che siano almeno annuali e due sentenze del giudice di pace di Lecce annullano i verbali di contestazione proprio per questo motivo. Se non c'è la certezza del corretto funzionamento la prova fornita non è attendibile», ribadisce Zampedri.

C'è poi la questione della contestazione immediata dell'infrazione. Nei verbali ciò si giustifica con il fatto che il veicolo era a troppa distanza dal posto di accertamento per essere raggiunto, ipotesi prevista dal codice della strada. In realtà il Velomatic 512, nome commerciale dell'autovelox che è in dotazione alla polizia locale dell'Unione, può essere opportunamente adattato alle prescrizioni di legge con l'utilizzo di un secondo agente posto una cinquantina di metri dopo, oppure con una prolunga di un centinaio di metri che fornisca i dati agli agenti posizionati più lontano dall'apparecchiatura di rilevazione, come previsto dallo stesso libretto di istruzioni fornito dal costruttore. O ancora con un accessorio detto Rtv, un portatile che, collegato via radio alla postazione di rilevazione, trasmette in tempo reale i dati rilevati dal sensore all'agente (che in questo caso può essere anche da solo) che ha pertanto tutto il tempo di fermare il veicolo e contestare l'infrazione al conducente.
Ci sono inoltre ancora le questioni della rilevazione con l'apparecchiatura montata all'interno della vettura della polizia, mentre gli agenti vi stanno seduti e con i movimenti possono provocare variazioni sulla velocità rilevata, nonché il mancato ottenimento di autorizzazione dell'ente proprietario della strada per l'utilizzo dell'autovelox e del relativo decreto prefettizio.

Ce n'è abbastanza insomma per partire con una campagna anti autovelox «perché l'anomalia è un bilancio dell'Unione tarato sulle multe. Invece fare sicurezza vuol dire educazione dei guidatori, investire su strade, anche su apparecchiature rispettose della legge. Però un semaforo con T-red che in pochi mesi di funzionamento ha procurato una trentina di incidenti, mentre prima della sua installazione e dopo la sua rimozione non se ne è verificato neppure uno, qualche dubbio sulla sua utilità lo dà», conclude Zampedri, che mette a disposizione sul sito tutto la documentazione per il ricorso contro gli autovelox
(www.semaforivaldillasi.info) e la sua mail per aiutare quanti intendano avvalersi della facoltà di non pagare una sanzione ritenuta ingiusta (semaforivaldillasi@yahoo.it).

fonte – larena

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