Va a 150 km l'ora dal marito in coma, il giudice le dimezza la sanzione

Per raggiungere il marito, ricoverato in coma dopo un incidente sul lavoro, il 6 giugno si mise alla guida di un'auto, toccando i 150 chilometri orari. Transitando per Capalbio, però, la polizia...

13 Agosto 2009 - 09:08

Per raggiungere il marito, ricoverato in coma dopo un incidente sul lavoro, il 6 giugno si mise alla guida di un'auto, toccando i 150 chilometri orari. Transitando per Capalbio, però, la polizia provinciale la fermò, infliggendole una multa da 350 euro, oltre alla sottrazione di 10 punti dalla patente. Dopo il ricorso, il giudice di pace ha disposto che la decurtazione sia di 5 punti. A raccontare la vicenda è Giacinto Canzona, legale della signora. Quel giorno, la donna, 50 anni, casalinga di Grosseto, venne chiamata da un collega del marito, che è marinaio, il quale la avvisò che quest'ultimo aveva avuto un grave infortunio sul lavoro e che era stato portato d'urgenza all'ospedale di Civitavecchia. Alcuni mesi dopo, quando la multa è stata notificata, la donna ha fatto ricorso al giudice di pace, allegando il certificato medico del marito – poi guarito – e la dichiarazione del comandante della nave, che attestava l'incidente sul lavoro. «Il 30 luglio – spiega Canzona – l'ibrido verdetto del giudice, che sconta alla donna solo 5 punti. Intanto l'8 agosto è entrato in vigore il nuovo Codice della strada che prevede lo stato di necessità come esimente dal rispetto dei limiti di velocità».

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