Un'ora di sciopero in Maserati e Marchionne scrive ai dipendenti FCA

Un'ora di sciopero in Maserati e Marchionne scrive ai dipendenti FCA Lo sciopero è stato causato dalla lentezza delle trattative sulle condizioni di lavoro dei lavoratori del Gruppo FCA

Lo sciopero è stato causato dalla lentezza delle trattative sulle condizioni di lavoro dei lavoratori del Gruppo FCA

20 Giugno 2014 - 02:06

Mercoledì scorso, cioè l'altro ieri, il Gruppo FCA ha diramato un comunicato, sotto forma di lettera, rivolto a tutti i dipendente e firmato dall'Amministratore Delegato del gruppo, Sergio Marchionne. In questo testo il manager italo-canadese si rivolge in maniera appassionata a tutti i 300.000 dipendenti di FCA sparsi per il mondo. In un introduzione piuttosto lunga Marchionne ricorda quelli che definisce come i successi degli ultimi anni, con l'acquisizione di Chrysler, la creazione del settimo gruppo al mondo, gli investimenti e la possibilità di crescere nell'immediato futuro, grazie agli sforzi di tutti, alla strategia coraggiosa nonostante le difficilissime condizioni economiche che sta attraversando l'Italia. Dopo questa premessa arriva il punto centrale della lettera, ovvero l'opinione di Marchionne riguardo all'ora di sciopero che, lunedì scorso, ha coinvolto 209 lavoratori sui 2.019 attivi nello stabilimento di Grugliasco, dove vengono prodotte le Maserati Ghibli e Quattroporte. Ora di sciopero che è costata la mancata produzione di undici auto.

LE PAROLE PER CHI HA SCIOPERATO – “Gli episodi recenti, dovuti al comportamento di un'esigua minoranza, che hanno causato perdite produttive in un momento così delicato, non possono essere presi con leggerezza. Parlo direttamente a chi si è reso responsabile di questi episodi. Vi chiedo di riflettere sulla gravità delle conseguenze. Non sottovalutate l'effetto che le vostre azioni possono provocare. Oggi, a differenza del passato, anche la più piccola frattura ha un'eco molto più vasta del vostro ambito lavorativo e familiare. Colpisce i vostri colleghi dello stabilimento, i fornitori sul territorio, ma a cascata si allarga anche a tutto il resto della comunità dei nostri lavoratori nel mondo. In un sistema così aperto come quello che abbiamo creato, tutti osservano tutti. Quello che è successo pochi giorni fa ha certamente cancellato opportunità preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda. Ma, cosa ben più grave, ha inferto un duro colpo al nostro e al vostro lavoro. Non ha offerto dell'Italia l'immagine che vorremmo portare nel mondo, quella di un Paese serio e di grande valore. Si è sprecata un'occasione per mostrare le capacità e le qualità dei lavoratori italiani”.

I MOTIVI DELLO SCIOPERO – Dopodiché, Marchionne passa a rivolgersi alla maggioranza, ovvero a quelli che non hanno scioperato. Tuttavia, l'a.d. di FCA non cita le ragioni che hanno portato a questo sciopero di un'ora e che sono state spiegate stamane con una lettera dal Segretario Generale della FIOM-CGIL, Maurizio Landini

“Lei (Marchionne, ndr) ritiene incomprensibile quello che è accaduto in Maserati, io credo che sia utile chiarire cosa è accaduto. Lo sciopero di un'ora per tenere una assemblea coi lavoratori è stata una scelta presa dopo che ci è stato negato il diritto di poter discutere con i lavoratori. I delegati della FIOM han chiesto di tenere l'assemblea per discutere dei problemi che persistono nello stabilimento e avanzare proposte per risolverli, questa è la verità. Il comportamento e le scelte dei delegati della Maserati di Grugliasco coincidono con una scelta generale della FIOM: con la sentenza della Corte costituzionale che riconosce il diritto ai lavoratori di potersi scegliere il sindacato e i delegati liberamente, per noi si sarebbe aperta una nuova fase. Nel primo incontro avuto con la direzione aziendale abbiamo chiarito due punti: che non avremmo firmato il CCSL e che non pretendiamo di cancellarlo, ma che nell'interesse dei lavoratori avremmo negoziato nel merito delle singole questioni. Inoltre, abbiamo chiarito che per quel che ci riguarda le azioni legali, che non sono mai state alternative alla contrattazione, erano tese ad un riconoscimento di democrazia, tanto che l'ultimo atto che abbiamo compiuto è stato l'accordo per il rientro dei delegati della FIOM nello stabilimento di Pomigliano”.

IL PROBLEMA DEL CONTRATTO COLLETTIVO – Ma il Gruppo FCA ha anche altri problemi, cioè il blocco degli straordinari negli stabilimenti del gruppo proclamato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto specifico di primo livello. Il segretario provinciale della Fim/Cisl di Modena Claudio Mattiello, che fa parte della delegazione trattante, ha spiegato alla Gazzetta di Modena che “Nell'ultimo incontro fra sindacati e azienda non è stato possibile trovare un accordo sull'una tantum per il 2014. A fronte dei 390 euro richiesti da noi  FCA ne ha offerti 250, cioè un terzo in meno. Se l'azienda ha la volontà di proseguire la discussione, deve essere disponibile ad accettare una mediazione che tenga conto delle esigenze di entrambi, avvicinando le distanze sugli aspetti economici e normativi ancora aperti”.

LE PAROLE PER TUTTI GLI ALTRI – “Vorrei anche parlare a tutti quelli che, invece, si sono mostrati compatti e leali nell'impegno preso. Siete la stragrande maggioranza e mi rammarico nel vedere che gli atteggiamenti di pochi finiscono per sminuire il vostro apporto. Lo trovo incomprensibile, irrazionale e ingiustificato, soprattutto in una fase in cui abbiamo bisogno di indirizzare tutte le nostre energie per rilanciare l'economia e attrarre nuovi investimenti. Non esiste nessun altro Paese in Europa o nel mondo che permetta a una minoranza di danneggiare i diritti di tutti gli altri, specialmente il diritto al lavoro. Quello che voglio dirvi è di mantenere il vostro coraggio e la voglia di fare qualcosa di buono. Continuate a mostrare la fiducia e la passione di cui gli italiani sono capaci e che voi avete già mostrato di avere. Difendete l'italianità vera – quella fatta di creatività, etica del lavoro e risultati di eccellenza – che sono le risorse più preziose per guadagnarci il rispetto e la stima sul mercato globale. Di fronte abbiamo ?l'occasione della vita: quella di dimostrare che l'Italia può giocare un ruolo da protagonista nel mondo dell'auto e che anche qui un nuovo modo di fare industria è possibile. Non sprechiamo questa opportunità unica.

LE CONSEGUENZE PER I LAVORATORI – Ognuno sia libero di trarre le proprie conclusioni su quello che Marchionne pensa riguardo al diritto allo sciopero, su quale sia il ruolo dei sindacati o quale dovrebbe essere, ma intanto sembra che la Fiat non ricorrerà più agli straordinari in tutti gli stabilimenti italiani. L'azienda, inoltre, ha deciso di non estendere a dodici i turni di lavoro alla Maserati di Grugliasco e di sospendere i 500 trasferimenti previsti da Mirafiori. Ma le ricadute arriveranno anche nello stabilimento Ferrari, come ha fatto sapere la FIOM “I lavoratori della linea di montaggio V6 (Maserati) domani saranno messi in ferie forzate dalla Ferrari per problemi tecnico-organizzativi. Questo metodo utilizzato dall'azienda è inaccettabile. Non è la prima volta che i problemi tecnici dell'azienda vengono scaricati sui lavoratori. Perché utilizzare le ferie degli addetti? Perché non confrontarsi per cercare soluzioni diverse? I lavoratori che non vogliono regalare le proprie ferie all'azienda avranno al loro fianco la FIOM”.

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