Un disco magnetico per guidare senza sosta

Un conducente di un TIR fermato dalla Polstrada: multa di 1.600 euro

20 febbraio 2013 - 8:00

Per fortuna, la Polizia stradale di Genova l'ha fermato e multato, ma Franco – 56 anni e da una vita a bordo di “bisonti” della strada – aveva taroccato il cronotachigrafo, col rischio di guidare troppo a lungo, e di andare incontro magari a un colpo di sonno.

SEGNO DELLA CRISI – Nella sua carriera, Franco ha percorso milioni di chilometri in giro per l'Europa ma ora, forse alla ricerca di un po' di tranquillità, fa l'autista per una ditta genovese. Ma anche nel mondo dell'autotrasporto la crisi si avverte e così capita che il capo di Franco, il titolare di questa ditta genovese di trasporti che opera prevalentemente tra il porto di Genova e quello di Voltri movimentando containers, lo costringa a lavorare oltre le otto ore di guida previste. Otto ore non sono poche alla guida di un autoarticolato di 40 tonnellate perché la stanchezza, lo stress e il sonno sono in agguato. E sono facilmente immaginabili le conseguenze che possono provocare questi “bestioni” una vota privi di controllo. A Franco quindi è “imposto” dal suo datore di lavoro di guidare la mattina e anche il pomeriggio, ed ecco il problema: come aggirare il cronotachigrafo, ovvero quell'apparecchio presente su questo tipo di mezzi che registra le ore di guida e di riposo degli autisti?

QUAL È IL TRUCCO – Il titolare ha la soluzione anche per questo: apporre sul bulbo del cambio un potente magnete che stacchi il collegamento tra il motore e il dispositivo che ne registra l'attività. Il magnete, sul bulbo del cambio, determina il distacco del filo che alimenta i dati utili al cronotachigrafo agli “occhi” del quale il motore risulta così fermo. Tuttavia, il 18 mattina, una pattuglia al casello di Voltri mostra la paletta a Franco: gli agenti notano subito che qualcosa non torna dai fogli di registrazione inseriti nel cronotachigrafo, troppi i chilometri percorsi e poche le ore alla guida. Franco nicchia ma deve assecondare la richiesta degli agenti: gli hanno appena chiesto di vedere il motore, loro sanno dove guardare e trovare quel magnete. Alla fine, Franco è rimasto senza patente e con una multa di 1.600 euro in meno. Si tenga presente, comunque, che il magnete non è efficace su tutti i cronotachigrafi di nuova concezione (digitali), ma su buona parte di essi. La manomissione più frequente su questi ultimi tipi di apparecchiature consiste nell'installare una scheda elettronica che falsi i dati inviati al cronotachigrafo. In nome del denaro, mettendo a rischio la sicurezza stradale. Addirittura, di recente, nessun camionista controllato dalla Stradale era in regola con il cronotachigrafo. Il guaio è che, come successo a noi di SicurAUTO durante un pattuglione insieme alla Polstrada, per un controllo serio di un camion a volte ci vuole un intero servizio di sei ore. Infatti, ci sono da fare operazioni piuttosto laboriose (anche burocraticamente) e quindi in sei ore di servizio una pattuglia dedicata non può fare di più. I camionisti lo sanno e i loro committenti pure.

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