Ultime novità in tema di autovelox

In Italia, si sa, l'interpretazione delle leggi è una pratica complessa. La giungla di norme che esiste in ogni settore complica parecchio le cose al povero cittadino che cerchi di tutelare i...

27 Giugno 2005 - 07:06

In Italia, si sa, l'interpretazione delle leggi è una pratica complessa. La giungla di norme che esiste in ogni settore complica parecchio le cose al povero cittadino che cerchi di tutelare i propri interessi.

L'autovelox è l'emblema della confusione che regna sovrana: contestazione si, contestazione no, taratura, presenza del vigile sul luogo dell'infrazione, decurtazione dei punti, decreti del Prefetto sulle strade soggette a controllo, comunicazione da parte del proprietario del veicolo del conducente al momento dell'infrazione. Ci limitiamo a riportare le ultime, e prossime, novità:

Le multe elevate agli automobilisti con gli apparecchi “auotovelox-fhotored” con annessa decurtazione dei punti sulla patente, sono tutte annullabili sull'intero territorio nazionale, qualora gli apparecchi stessi, oltre all'omologazione, non abbiano la prescritta taratura annuale. E' quanto sancito da numerose sentenze consolidate, su ricorso dell'avv. Antonio Tanza, vice presidente Adusbef, l'associazione che ha intrapreso questa ulteriore battaglia, con l'esclusiva finalità di veder riconosciuto il diritto del cittadino – utente della strada – alla certezza della violazione contestata.
Le ultime 3 sentenze emesse il 23 aprile 2005 dal giudice di pace di Lecce Annarita Distante; il 16 aprile dal giudice di Pace di Lecce Oronzo Tamburano; il 15 aprile dal giudice Cosimo Rochira,che oltre a sancire la nullità della multa e, quindi, l'annullamento della decurtazione dei punti e la non debenza della sanzione pecuniaria, condanna la P.A. a pagare euro 103,29 oltre accessori di legge.

La Magistratura ha approfondito le censure di cittadini ed associazioni che si sono opposti a verbali elevati servendosi di dette apparecchiature: Tribunale di Lodi, sentenza del 22 maggio 2000 n. 363; Giudice di Pace di Gonzaga, sentenza n. 222 del 10 dicembre 2003; Giudice di Pace di Porretta Terme, sentenza n. 108 del 06 dicembre 2004; Giudice di Pace di Taranto, sentenza del 27 ottobre 2004 relativa a causa r.g. n° 4165/04; Giudice di Pace di Rovigo, sentenza n. 642 del 23 settembre 2004, ecc. Emblematica è, però, la sentenza del Tribunale di LODI. Nel 1997 il Sig. C. P. avendo ricevuto una multa per eccesso di velocità decise di opporla rivolgendosi alla locale Prefettura, contestando la mancanza di adeguata taratura dell'autovelox mod. 104/C-2 (prodotto da Sodi Scientifica) utilizzato per i rilievi.

Successivamente, vedendosi respinta l'opposizione, si rivolgeva alla Magistratura, all'epoca competente. In detta sede, venne disposta perizia tecnica d'Ufficio sull'autovelox: la perizia venne eseguita dal Dott. Paolo Soardo, direttore dell'Istituto Elettrotecnico Nazionale di Torino (IEN- G. Ferrarsi) ed attuale Presidente del Comitato SIT. Le conclusioni del Tribunale di Lodi sono state sostanzialmente le seguenti:
– uno strumento di misura, per essere attendibile, deve essere tarato con riferimento a campioni nazionali, inizialmente e periodicamente; nessuna tolleranza forfetaria (cioè il 5% stabilito dalla legge) può sostituire la taratura, unica operazione in grado di rivelare e correggere eventuali errori sistematici e di confermare la conformità dello strumento alle caratteristiche metrologiche richieste; non può esistere alcun sistema di autocontrollo in grado di sostituire la taratura rispetto a campioni nazionali; in tema di determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità, non possono essere considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature solamente “omologate”, ma è necessario che tali risultanze siano riferibili a strumenti la cui funzionalità ed affidabilità siano previamente e periodicamente certificate e documentate dagli enti preposti a tali controlli al fine di eliminare qualsiasi dubbio sulla certezza ed attendibilità della misurazione.

Secondo le norme UNI 30012 un Certificato di taratura deve contenere,i dati completi identificativi dell'ente che emette il certificato; i dati completi identificativi dello strumento tarato (marca, modello, numero di matricola e descrizione); l'identificazione univoca (per esempio mediante numeri di serie) di ogni certificato e data di emissione; i dettagli ambientali (Temperatura ed Umidità); i campioni di riferimento utilizzati per eseguire la taratura e loro riferibilità ai Campioni Nazionali; il risultato della conferma metrologica (cioè le misure fatte); l'intervallo di conferma metrologica (tempo che deve intercorre fino alla prossima taratura, ad esempio 1 anno); l'errore massimo ammesso per ogni misura; le incertezze coinvolte nella taratura dell'apparecchiatura; l'identificazione della persona che esegue la conferma metrologica, e l'identificazione della persona responsabile per la correttezza delle informazioni registrate. “Per quanto esposto -afferma l'ultima sentenza- poiché la contravvenzione è stata elevata sulla base di un apparecchiatura non utilizzata secondo le condizioni previste dal decreto dirigenziale n. 1130 del 18.03.2004 del Ministro dei Trasporti e, peraltro, da una apparecchiatura non sottoposta a taratura secondo le disposizioni di legge, non può riconoscersi l'attendibilità dell'accertamento effettuato”.

La sentenza n. 5528 del 14.03.2005 della Corte di Cassazione decreta che le contravvenzioni per superamento dei limiti di velocità sono valide anche se non sono state contestate immediatamente.
Secondo la Suprema Corte, in base all'art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, «deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l'apparecchiatura consenta la determinazione dell'illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento, o comunque nella impossibilità di essere fermato. Ne deriva che, ove l'apparecchiatura non consenta la determinazione dell'illecito se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l'apparecchiatura permetta l'accertamento dell'illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla, nei limiti delle disponibilità di personale dell'Amministrazione e senza che sulle modalità di organizzazione sia possibile alcun sindacato giurisdizionale ». La sentenza del giudice di pace avrebbe, al contrario, censurato l'organizzazione del servizio di vigilanza da parte della polizia municipale.

E' in preparazione il decreto legge Tassone che sarà presentato prossimamente al Consiglio dei Ministri, che prevede l'inasprimento di sanzioni pecuniarie, con sanzioni durissime pari a 2.500 euro, per quei proprietari dei mezzi che non forniscono, perché magari non ricordano, i dati del conducente del veicolo responsabile dell'infrazione.

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