Uber è davvero illegale? Ecco cosa dice la legge

Il noleggio auto con conducente offerto da Uber non rispetta la legge secondo i tassisti. Ecco cosa potrebbe mettere d'accordo Taxi e Uber

21 maggio 2014 - 9:50

In questi giorni si fa un gran parlare dello scontro tra i tassisti e i conducenti delle auto a noleggio gestite da Uber l'innovativo servizio di noleggio NCC. Il pomo della discordia sta tutto nel mancato rispetto della legge, secondo gli autisti delle auto bianche, che impone loro costose licenze (150 mila euro), mentre ad Uber (che è un semplice servizio di noleggio con conducente) sarebbe permesso di raggirarla. Per capire se è solo un pretesto di chi vede minacciato il suo stipendio o c'è una motivazione più profonda alla base degli scontri di piazza avvenuti negli ultimi giorni a Milano, abbiamo voluto approfondire i reclami dei tassisti spulciando la legge 21/1992. E' giustificata tutta questa rabbia sfociata in lanci di uova e due autisti  finiti in ospedale?

LA TECNOLOGIA VISTA COME UNA MINACCIA – Di Uber vi abbiamo già parlato fin dal suo lancio; è un'applicazione che permette di prenotare un'auto con conducente in tempo reale direttamente dallo smartphone. Proprio per questo i tassisti di Milano, la prima città italiana in cui è partito il servizio già presente in Europa, si sono visti mettere nel mani nel paniere, lamentando da subito che le auto nere di Uber sono abusive. Vedendo altra concorrenza in giro per Milano (oltre al car sharing Car2Go ed Enjoy) i tassisti hanno annunciato il primo sciopero anti Uber il 20 marzo scorso. Ma dalle proteste si è passati ai fatti senza aspettare troppo tempo e così l'incontro che avrebbe dovuto mettere la pace tra Uber, Tassiti e Comune di Milano è sfociato in un derby con scontri e problemi di ordine pubblico. Il dibattito al Wired Next Fest per trovare un punto d'incontro non è nemmeno iniziato, poiché preceduto da urla dei manifestanti, lanci di uova, petardi e fumogeni. Cosa spinge i tassisti a schierarsi prima contro l'Applicazione californiana e poi contro il comune di Milano, che non farebbe nulla per bloccare la concorrenza sleale delle auto nere con conducente?

PER I TASSISTI E' CHIEDERE UN PASSAGGIO A PAGAMENTO – Secondo i tassisti le auto a noleggio con conducente di Uber non rispetterebbero le disposizioni di una legge vecchia che risale al Governo Andreotti, quando i cellulari erano uno status symbol e internet non esisteva ancora. La legge n. 21 del 1992 disciplina il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea; sostanzialmente taxi e auto a noleggio con conducente. L'art.3 della suddetta legge riporta che “Il servizio di noleggio con conducente si  rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita  richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio. Lo stazionamento dei mezzi avviene all'interno delle rimesse o presso i pontili di attracco”. Questo, secondo le proteste dei tassisti, sarebbe già sufficiente a protestare contro la concorrenza abusiva, poiché il cliente sarebbe in contatto diretto con l'autista e non con un centralino, ed inoltre le vetture Uber non rientrerebbero mai nei garage se non a fine servizio. Questa tesi è mossa dalla possibilità, per chi ha prenotato un'auto a noleggio con conducente tramite l'applicazione Uber, di vedere attraverso lo smartphone dove si trova l'auto e in caso di necessità, ad esempio se è cambiato il luogo d'incontro precedentemente comunicato al server, informare l'autista.

LA SOLUZIONE DEL COMUNE DI MILANO – E infatti, come ci ha assicurato Uber qui, le prenotazioni confluirebbero tutte al server e solo dopo sarebbe assegnata la corsa all'autista. “E' la sola richiesta di servizio che deve arrivare presso la sede del vettore munito di licenza NCC – replica Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber Italia – ed è così che avviene mediante un sistema automatico di mail certificate”. Per cui, sostanzialmente, l'applicazione non fa altro che virtualizzare la richieste fisiche che prima avvenivano con una procedura meno informatizzata e più lunga, cioè alzare il telefono e chiamare l'azienda di auto con NCC per prenotare la corsa. Proprio come avviene ancora oggi con i taxi in tempi più lunghi. E qui affrontiamo il tasto dolente balzato agli occhi degli assessori alla Sicurezza del Comune di Milano: le norme sono vecchie e inadeguate. “Il sistema di leggi vigente non affronta le nuove opportunità che le tecnologie offrono alla mobilità e, nel contempo, non garantisce più la protezione dei diritti di chi oggi eroga regolarmente il servizio pubblico di taxi e il servizio di noleggio con conducente.” Ecco perché avrebbe già una proposta pronta per il Ministro Maurizio Lupi, affinché sia garantita al contempo innovazione e legalità basata su 5 punti essenziali:

  • Istituire un registro nazionale di intermediari NCC (Noleggio con Conducente).
  • Gli intermediari potranno assegnare corse solamente agli NCC della Provincia o Città Metropolitana dalla quale comincia o termina il servizio richiesto.
  • Dal momento della prenotazione all'inizio del servizio dovranno decorrere almeno 90 minuti.
  • Se verranno accertate più di 3 violazioni su base annua, l'intermediario sarà sospeso dal registro nazionale per 12 mesi.
  • Istituire un registro nazionale di intermediari del car pooling.

PERCHE' SOLO BIANCO O NERO? – Nulla, intanto, impedisce ai tassisti di trarre un profitto da Uber, stando alle dichiarazioni di Benedetta Arese Lucini, secondo cui Uber avrebbe offerto al Comune di Milano il coinvolgimento dei tassisti anche al sistema di prenotazione. Intanto l'incontro organizzato nei giorni scorsi tra Benedetta Arese Lucini, l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran e il rappresentante di Unica Filt-Cgil per i tassisti, Giovanni Maggiolo, è sfumato e gli autisti delle auto bianche continuano a battere i piedi per terra per la chiusura categorica di Uber. Vedendo cosa cambia tra Taxi o Uber c'è da chiedersi perché i tassisti s'impuntano su un sistema indubbiamente rodato che però impone ai clienti di salire sul primo taxi della fila, senza sapere nulla dell'autista e di come troverà l'auto, prima di salire a bordo? Senza dimenticare che il nostro servizio di taxi italiano è stato giudicato non proprio ecellente in una recente inchiesta che pubblicavamo qui. Bisogna prendere atto che le abitudini dei consumatori sono cambiate e molti sono disposti a pagare un prezzo più alto pur di sapere cosa stanno acquistando, di poter esprimere il loro grado di soddisfazione, ma soprattutto di farlo in fretta ed in mobilità. Una minaccia che per i tassisti potrebbe rivelarsi un'opportunità, quella di sviluppare un'App efficace che possa confrontarsi con Uber. D'altronde solo se c'è concorrenza si è stimolati a migliorare la qualità di un servizio, incluso quello di trasporto pubblico, che sia in taxi o in un'auto a noleggio con conducente.

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