Tutor Autostrade: cosa è, come funziona

Ormai da qualche anno chi viaggia sulle autostrade italiane, in numerosi tratti del centro-nord, avrà notato la presenza di cartelli stradali che avvisano la presenza del controllo elettronico ...

13 aprile 2010 - 9:10

Guida ai Tutor Autostradali, il sistema elettronico di controllo della velocità che presto verrà introdotto anche sulle Strade Statali.

Ormai da qualche anno chi viaggia sulle autostrade italiane, in numerosi tratti del centro-nord, avrà notato la presenza di cartelli stradali che avvisano la presenza del controllo elettronico della velocità con sistema Tutor. Si tratta di un progetto avviato da Autostrade per l'Italia nel 2004, studiato in sinergia con la Polizia Stradale e le Associazioni dei Consumatori, ed è entrato in funzione il 23 dicembre 2005.

La differenza principale tra il Tutor e le altre forme di controllo elettronico della velocità, autovelox fissi o postazioni mobili, è la misurazione della velocità media su determinato tratto stradale invece della determinazione della velocità istantanea di un veicolo. Altra peculiarità di questo nuovo strumento di controllo è quella di essere gestito in maniera totalmente automatizzata, questo esclude eventuali errori umani ma soprattutto permette di impiegare il personale delle forze dell'ordine in numerose altre attività di interesse e sicurezza pubblica. Il concetto di base del funzionamento del Tutor è quindi di limitare la velocità con la quale vengono attraversati tratti autostradali e statali nei quali, negli anni, si è registrato un elevato numero di incidenti stradali. L'obiettivo dei sistemi di controllo è proprio quello di contenere la velocità e con essa limitare il numero e la gravità degli incidenti.

Tecnicamente il Tutor analizza un tratto stradale delimitato da due “barriere”, attraversando con un veicolo la prima vengono memorizzati i dati relativi alla targa, alla tipologia di mezzo (auto, moto, camion etc.) e l'orario esatto del passaggio; la barriera posta alla fine serve per calcolare la velocità media di percorrenza e segnalare all'autorità competente le eventuali trasgressioni.

Dall'introduzione di questa nuova tecnologia di controllo sono nati, inevitabilmente, falsi miti e leggende metropolitane; come quella che insisteva sul legame tra Tutor e Telepass (in pratica la barriera Tutor leggerebbe l'impulso del Telepass invece di riconoscere la targa del veicolo) o la diffusione della credenza che di notte o con condizioni meteo avverse (forte pioggia o nebbia) il controllo non è fattibile. Il Tutor funziona sia di giorno che di notte, con pioggia e nebbia fino a una distanza di 30 o 40 metri. La copertura attuale del Tutor è stimabile in oltre 2.200 chilometri di autostrade, dal prossimo mese di giugno il sistema verrà esteso anche a tratti di strade statali, cominciando ovviamente con quelle reputate più pericolose e dove la casistica di incidenti gravi è elevata.

Scarica l'elenco completo delle postazioni Tutor sulla rete autostradale dal sito Autostrade.it

Con il Tutor si vuole tendere a cambiare le abitudini degli automobilisti, educare al rispetto dei limiti di velocità e ad una guida più responsabile. I benefici sono evidenti, già nel primo anno di utilizzo di questa nuova tecnologia i risultati sono stati più che confortanti. Le statistiche pubblicate da Autostrade per l'Italia mostrano una riduzione di oltre il 50% degli incidenti mortali, del 27% di quelli con feriti e un taglio del numero complessivo di incidenti pari al 19%.

fonte – auto.fanpage.it

1 commento

Daniele
14:12, 22 gennaio 2012

Luciano, confutare la sua teoria con elementi oggettivi non ne sono in grado, tuttavia le è mai sorto il dubbio che, per quelle volte, il tutor potesse essere disattivato? io ho parecchi conoscenti che sono transitati in prossimità del tutor a velocità ben superiori ai 130km/h eppure non sono mai stati “pizzicati”

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