Truffe RCA in calo, ma…

Nel 2010, quasi 70.000 incidenti fasulli, contro gli 81.000 del 2009. Però restano fuori le frodi non scoperte

17 agosto 2012 - 6:00

C'è poco di che stare allegri: è vero che nel 2010 le truffe nel settore Rca sono scese, ma si tratta pur sempre di numeri non degni di un Paese civile. Due anni fa (questi gli ultimi dati disponibili), infatti, sono stati rilevati 69.763 sinistri fraudolenti, pari al 2,3% di tutti quelli accaduti e denunciati nell'anno stesso (nel 2009 ne erano stati accertati 81.040, pari al 2,55% del totale). Sono statistiche che l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) ha appena fornito, basandosi a sua volta sui numeri dell'Isvap (l'Istituto che vigila sulle Assicurazioni).

QUAL È IL PROBLEMA – Se nel 2009 si era registrato un incremento, il fenomeno ha invece mostrato nel 2010 un'inversione di tendenza in tutte le aree geografiche. Il fatto è che queste statistiche riguardano solo le truffe scoperte dalle Imprese attraverso i limitati mezzi che possono impiegare per contrastare tale fenomeno. Stando a una recente stima dell'Ania, il vero numero di rimborsi gonfiati è di circa 350.000 l'anno (grosso modo il 10% dei sinistri annuali), per risarcimenti complessivi di 1,5 miliardi di euro. Comunque, secondo i dati ufficiali, l'Italia settentrionale, anche nel 2010, è la zona del Paese dove si registrano meno sinistri connessi con episodi fraudolenti: l'incidenza dei sinistri con frode è stata pari a 0,84% (era 0,93% nel 2009). In particolare, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia registrano il decremento più elevato (rispettivamente da 0,81% a 0,65% e da 0,40% a 0,32%), seguite da Trentino-Alto Adige (da 0,40% a 0,33%) e Liguria (da 1,68% a 1,47%). La Liguria si conferma la Regione del Nord con l'incidenza di sinistri con frode più elevata, mentre la Valle d'Aosta quella con l'incidenza più bassa d'Italia (pari a 0,29%).

GUAIO SUD – In lieve diminuzione la percentuale di frodi registrata nell'Italia meridionale (da 6,79% a 6,55%) che continua però a detenere il primato dei sinistri connessi con comportamenti fraudolenti. La Campania è la Regione che presenta l'incidenza di tali sinistri più elevata d'Italia (pari a 9,58%), pur in miglioramento rispetto all'anno precedente (era 9,96% nel 2009). In particolare, Caserta e Napoli rimangono le città in cui il fenomeno è più grave (l'incidenza è pari rispettivamente al 12,38% e al 10,91%). Anche in Puglia il fenomeno si è ridotto lievemente (da 6,27% a 5,93%) con Foggia, Taranto e Brindisi le città dove il numero dei sinistri con frode accertata è più elevato. In Molise, il numero dei sinistri con frode accertata si è più che raddoppiato (da 172 a 378). E anche così si spiegano le tariffe RCA che schizzano alle stelle in quelle aree. Nelle Regioni del Centro è il Lazio ad avere l'incidenza dei sinistri con frode più elevata e pari a 1,68%, in diminuzione rispetto al 2009 quando era pari a 2,03%. Un andamento determinato dalla città di Roma che nel 2010 registra un decremento di sinistri fraudolenti di oltre il 20%. In linea con la media nazionale è la percentuale dei sinistri con frode nelle Isole: questo valore è pari nel 2010 al 2,37%. In particolare, è la Sicilia a mostrare il valore più elevato (2,84%), mentre la Sardegna presenta un'incidenza molto al di sotto della media nazionale (0,95%). Anche per quanto concerne il fenomeno degli importi risarciti riconducibili a frodi assicurative si nota una significativa differenza a livello territoriale: nel Sud la percentuale si avvicina al 7%, mentre nel Centro e nel Nord è intorno all'1%.

NUOVE REGOLE – Resta da vedere se la Legge liberalizzazioni voluta dal Governo Monti farà calare le tariffe Rca, grazie alla guerra dichiarata alle frodi: in quest'ottica va vista la scatola nera, nonché il rimborso delle lesioni fisiche lievi solo in seguito a esame strumentale (una radiografia nel caso del colpo di frusta). L'Esecutivo dei tecnici si aspetta parecchio in termini di calo dei prezzi RCA, ma a decidere saranno le Assicurazioni, sulla base dei costi dei rimborsi.

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