Truffe RCA: i carabinieri di Napoli smantellano un mega giro d'affari

Società fantasma con sedi in casolari diroccati e cabine telefoniche. Ecco come agiva la banda delle truffe assicurative al Nord

9 dicembre 2014 - 10:00

A Napoli le tariffe RCA sono costosissime? E allora io mi invento una società in zone dove si pagano RCA meno (specie al Nord), intesto le vetture a quelle aziende, e pago RCA bassissime. Questa la tecnica usata da una banda di truffatori di Boscoreale (Napoli). Come racconta ilmattino.it, sono infatti tre i capi riconosciuti dagli inquirenti quali menti dell'organizzazione dedita alle frodi, finiti in manette. In particolare, Umberto Ambrosio viene riconosciuto come il titolare di una delle associazioni, con sede a Monfalcone, in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), già sequestrata in precedenza. E Keila Mollica sarebbe la titolare di un'altra agenzia, con sede a Boscoreale. Proprio dalla cittadina ai piedi del Vesuvio che sono partite le indagini dei carabinieri. Altre agenzie avevano sede a Cercola, a Serravalle Scrivia (in provincia di Alessandria), Avezzano, Striano, San Damiano D'Asti, Volla, Poggiomarino e Piazzolla di Nola. A carico dei 16 indagati, le accuse di reato di truffa e di falsità in scrittura privata, tesi a trarre guadagno ai danni delle Compagnie assicurative.

DOV'ERA IL TRUCCO – L'organizzazione agiva mediante un doppio passaggio di proprietà. Primo: le auto venivano intestate prima ad associazioni, cooperative e società esistenti solo sulla carta, in luoghi strategici. Ovvero le province italiane dove il tasso di incidenti è basso e le assicurazioni non sono care come a Napoli. Secondo: tutte le società erano riconducibili ai capi dell'organizzazione ed avevano sede in ruderi, abitazioni di cittadini che non erano a conoscenza, e addirittura in una cabina telefonica. Per evitare che i contratti fantasma tornassero alle Compagnie mittenti, veniva usato il servizio di Poste Italiane Seguimi. Non solo: sulle carte di circolazione rilasciate poi, la residenza del contraente era falsa e alle Compagnie assicurative veniva trasmesso un passaggio di proprietà fasullo. Per gli inquirenti, i truffatori mettevano a disposizione di altre agenzie assicurative le società false per stipulare materialmente i contratti assicurativi. I titolari di queste agenzie riscuotevano i profitti, dividendo i guadagni con i capi.

IL DRAMMA DEL MERIDIONE – Stando all'Ania (Associazione delle Assicurazioni), nel 2012, quasi un quarto dei sinistri denunciati è risultato sospetto, così come il 40% delle partite relative a danni alla persona. Di tutti questi sinistri, per quasi la metà (il 42,3%) vengono predisposti ulteriori accertamenti e di questi il 26,5% sono stati chiusi senza seguito. A livello regionale le percentuali sono più accentuate in Campania, Puglia e Calabria. Lì dove le tariffe raggiungono vette impensabili, in particolare a Napoli e Caserta. E i sinistri oggetto di approfondimento in relazione al rischio frode – 232.000 circa nel 2012 – aumentano nel 2013, ammontando a 235.000 unità, pari all'8,5% circa del denunciato. I numeri assoluti delle querele proposte dalle imprese nel 2013, invece, aumentano in modo molto più deciso rispetto alla precedente annualità, risultando un incremento del 30% per fattispecie legate a possibili frodi in fase liquidativa, e del 35,5% per fattispecie fraudolente connesse ad aspetti contrattuali e precontrattuali. Confrontando i dati 2012 e 2013, si osserva che, nonostante la rilevata diminuzione del numero dei sinistri, l'ammontare su base nazionale delle stime sul risparmio conseguito per effetto della lotta alle frodi è cresciuto di più del 3%, passando dai 177,5 milioni di euro del 2012 ai 183,5 milioni nel 2013.

GUAIO CHIAMA GUAIO – Napoli è la patria delle truffe RCA, pagate a carissimo prezzo anche dai cittadini onesti (la stragrande maggioranza) del capoluogo campano: le Assicurazioni spalmano sulla collettività i costi delle frodi, specie nelle zone dove gli incidenti gonfiati o inventati sono numerosi. La truffa in questione (residenza lontano da Napoli) è quindi una patologia figlia di un'altra patologia: il caro-RC Auto. Difficile sconfiggerla, dunque. C'è anche da dire che le stesse Compagnie non paiono agguerrite nel combattere le truffe di qualsiasi genere: spesso, al Sud, gli uffici sinistri chiudono, e di recente l'Ivass (l'Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) ha richiamato le Compagnie in seguito alla fuga delle stesse da certe zone del Meridione, con gli automobilisti onesti che avevano difficoltà a trovare un'agenzia. Tornando alla truffa della residenza fittizia, è possibile che, per accaparrarsi o non perdere il cliente, l'Assicurazione faccia finta di non accorgersi che l'assicurato in realtà circola a Napoli.

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