Truffe RC Auto: un sistema corrotto a tutti i livelli

Sventata un'organizzazione che, tra Napoli e Caserta, ha truffato le assicurazioni mettendo in piedi un sistema corrotto a tutti i livelli

12 luglio 2012 - 8:00

Una vera e propria “compagnia teatrale” inscenava, tra Caserta e Napoli, una serie di incidenti automobilistici per truffare le assicurazioni. 28 personaggi (senza bisogno di autore) di volta in volta interpretavano ruoli diversi: dal testimone casuale alla parte lesa, dal tamponatore al tamponato, dall'investitore all'investito. Il tutto con la bella complicità di avvocati, medici e udite, udite… anche di un giudice di pace.

UNA MAXI TRUFFA – Le “commedie”, ovvero i falsi sinistri fino ad ora accertati sarebbero oltre 70 (ma potrebbero essere molti di più) che, all'organizzazione, hanno fruttato fiumi di denaro. Parlare di connivenza con i Casalesi sembra quasi scontato ma per organizzare truffe di proporzioni “industriali” come queste, che sicuramente richiedono un bell'impianto scenico e una specie di autorizzazione “dall'alto”, occorrono organizzazioni ben strutturate e ricche. Per ora gli arresti si limitano ai 28 complici, non si escludono però altri coinvolgimenti.

PAGHIAMO TUTTO NOI – Ed ecco che ancora una volta l'onesto cittadino, per queste deprecabili azioni, si ritrova a pagare un surplus legato al territorio (leggi il recente articolo sul tema) e alla presenza di questa “piovra”. 28 persone coinvolte, per lo meno quelle accertate, sono tante, ma non così tante da evitare di ripetere, nel tempo, lo stesso ruolo nelle varie “commedie” inscenate. Infatti la società di assicurazioni Fondiaria SAI, a causa di qualche ripetizione di troppo, il 23 luglio del 2006, si è insospettita ed ha presentato un esposto che ha dato il via all'inchiesta da parte delle autorità competenti. Per farla breve in quel 23 luglio, il giudice di pace di cui sopra, presentava contemporaneamente otto condanne (con relativo obbligo di risarcimento danni) nei confronti di altrettanti assicurati Fondiaria SAI. Il fatto strano, che ha insospettito l'assicurazione, era che quattro di queste sentenze obbligavano la società a risarcire i danni procurati ad una stessa vettura e al suo proprietario (una signora assistita per tutte le cause dallo stesso legale) nell'arco di pochi giorni. La stessa donna ha inoltre ottenuto risarcimenti per oltre 43.000 euro per danni derivanti dallo scontro con un motociclo.

SI POTEVA FERMARE PRIMA? – Ora ci domandiamo: ma c'è bisogno di arrivare a questo punto? Possibile che nessuno si accorga delle azioni reiterate nel giro di pochi giorni da un gruppo di manigoldi? Perché il controllo deve scattare sempre dopo? I funzionari assicurativi aprono gli occhi solo quando i “buoi sono usciti dalla stalla”? Eppure Caserta e Napoli sono zone “calde” note a tutti in merito alle truffe. Quello che si chiede dunque è un maggior controllo a monte per evitare che l'utente onesto debba pagare per se e per la disonestà di altri. Non si possono arginare i danni provocati dai truffatori con aumenti indiscriminati delle polizze RC Auto. Per garantire un maggior controllo ed una maggiore efficacia nell'eversione delle truffe occorre snellire l'impianto burocratico che rallenta e produce “umus” nel quale la malavita, con la connivenza di professionisti “disinvolti”, si nutre e cresce.

di Gabriele Bolognini

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

colonnine ricarica ue

Colonnine di ricarica con POS: la proposta del Parlamento UE

Blocco traffico Roma 4 dicembre 2022: orari e deroghe

Ricarica CCS vs NACS: la presa Tesla è “rischiosa” per i Costruttori