Trasporti europei: la commissione guarda al 2050

Gli organi comunitari si sono riuniti a fine marzo per tracciare le linee guida di quella che s'annuncia come una vera rivoluzione per i trasporti europei. Ora serviranno i fondi per realizzarla

6 aprile 2011 - 14:50

Una dimostrazione di lungimiranza e un grande sforzo di pianificazione. Così potrebbe essere definito il piano “Trasporti 2050” messo a punto dalla commissione europea il 28 marzo scorso per incrementare la mobilità, rimuovere i principali impedimenti che la ostacolano, ridurre la dipendenza del vecchio continente dal petrolio, diminuire le emissioni di CO2 allo scarico del 60% e favorire crescita economica e occupazione. Insomma, un intervento a 360°.

40 INIZIATIVE – Tuttavia, come ha sottolineato il vicepresidente della commissione Siim Kallas, il piano prevede una strategia esattamente opposta a quella ipotizzata da alcuni studiosi secondo i quali l'unico modo per combattere il deterioramento della situazione climatica del pianeta è quello di ridurre la mobilità. “Quella non è un'ozione – ha affermato Kallas – né lo è mantenere la situazione attuale. Possiamo guadagnare su tutti i fronti”. Per riuscirci, la road map di Bruxelles prevede 40 diverse iniziative che devono portare all'eliminazione dei colli di bottiglia che, in molte aree, ostacolano ancora la creazione di un sistema di trasporto unico e integrato per passeggeri e merci. Nei dettagli, ecco gli interventi più importanti previsti dal piano “Trasporti 2050”:

– passare all'utilizzo di carburanti più puliti per il trasporto su gomma;

– abbandonare almeno il 50% delle auto ad alimentazione convenzionale entro il 2030 ed escluderle gradualmente dalle città fino ad eliminarle nel 2050;

– ottenere nei maggiori centri urbani un trasporto delle merci essenzialmente esente da CO2;

– utilizzare almeno il 40% di carburanti a bassa emissione di CO2 nel trasporto aereo;

ridurre di almeno il 40% le emissioni di CO2 nel trasporto marittimo;

dimezzare il trasporto su gomma nei viaggi città-città in favore di quello fluviale e su rotaia;

conferire ai mezzi su rotaia il 50% del trasporto passeggeri a medio raggio (oltre 300 km);

collegare tutti gli aeroporti europei alla rete ferroviaria;

collegare i principali porti alla rete ferroviaria merci e, possibilmente, alla rete di navigazione interna;

applicare in pieno i principi “chi utilizza paga” e “chi inquina paga”;

promuovere l'impegno del settore privato a eliminare le distorsioni, a generare profitti e ad assicurare il finanziamento dei futuri investimenti nei trasporti;

modernizzare (entro il 2020) il sistema di controllo del traffico aereo per consentire viaggi più brevi e più sicuri con aeromobili di maggior capacità;

adottare sistemi intelligenti di gestione dei trasporti a terra e in mare ;

dimezzare entro il 2020 le vittime degli incidenti stradali entro il 2020 ed avvicinarsi all'obiettivo di azzerarle entro il 2050;

assicurare che l'Unione diventi leader mondiale in materia di sicurezza del trasporto aereo, ferroviario e marittimo.

FINANZIAMENTI – Come si può vedere, si tratta di obiettivi alquanto ambiziosi che, se realizzati, avranno come risultato finale una vera rivoluzione nel sistema europeo dei trasporti. Ovviamente, la piena realizzazione del piano sarà subordinata alla disponibilità di somme di denaro colossali necessarie all'implementazione di sistemi e infrastrutture.

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