Tragedia ferroviaria in Calabria: “Avevano le chiavi del cancello”

A bordo ?del veicolo diversi braccianti romeni, che potevano aprire il cancello

28 novembre 2012 - 8:11

La tragedia ferroviaria in Calabria di sabato sera, col treno che ha travolto un furgone nella zona di Rossano (sei morti, tre donne e tre uomini), assume contorni sempre più inquietanti: in base a una prima ricostruzione, il mezzo, con a bordo diversi lavoratori di origine romena impiegati nei campi, è passato sui binari in un punto dove c'è un attraversamento privato e sarebbe stato trascinato per 600 metri. Ma chi era a bordo aveva le chiavi del cancello, per passare indisturbato.

LUCCHETTO – Il cancello del terreno privato attraversato dai binari era chiuso con un lucchetto ed è infatti stato aperto con le chiavi: questo dicono le indagini che sull'incidente hanno avviato i Carabinieri. Il passo successivo è capire chi abbia fornito ai braccianti la chiave del cancello che delimitava l'accesso al terreno. Addirittura, l'attraversamento dei binari, per accorciare i tempi per raggiungere le abitazioni in cui erano ospitati, sarebbe stata una pratica consueta per i braccianti, che così facevano da anni, forse non essendo pienamente consapevoli dei pericoli enormi che correvano. Le sei vittime sul veicolo, tutte straniere, erano impiegate nella raccolta di clementine, insieme al proprietario del fondo, italiano, e tornavano dalla giornata di lavoro. Altri due lavoratori, anch'essi rpmeni, si sarebbero salvati perché scesi dal mezzo per aprire il cancello del terreno che dà l'accesso al passaggio sui binari.

POLEMICHE – Il PD ha chiesto che il ministro dello Sviluppo economico Passera e l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Moretti riferiscano in Parlamento sull'incidente: “Vengano subito a riferire sull'incidente ferroviario di Rossano e sullo stato di attuazione del programma di interventi per l'eliminazione dei passaggi a livello sulla rete nazionale – chiede il capogruppo democratico della commissione Trasporti, Michele Meta -. È allucinante morire nel 2012 per colpa di un passaggio a livello. A rendere la questione ancora più grave è il fatto che, da quanto appare dalle prime informazioni, in questo caso il passaggio sarebbe stato gestito direttamente dai privati proprietari dei terreni. Quanti casi ci sono in Italia di questo tipo?”.

LE FERROVIE – Le Ferrovie dello Stato sono intervenute con una nota, puntalizzano che i passaggi a livello privati “sono previsti nella legislazione italiana in forza di quanto riportato agli articoli 64 e 66 del DPR n.753/1980. Tali passaggi a livello sono generalmente necessari per dare accesso a fondi interclusi e il relativo uso è regolato mediante una specifica convenzione tra RFI e uno o più privati utilizzatori, cui è affidata la chiave per l'apertura e chiusura – a carattere necessariamente saltuario – del passaggio, in base a specifiche regole di comportamento, che – se rispettate – consentono tale uso in sicurezza”. Il guaio è che, spesso, quando si ripetono comportamenti pericolosi (come aprire da sé un cancello per attarversare una ferrovia) porta alla sottovalutazione dei rischi incredibili per la propria vita e per quella degli altri.

1 commento

Andrea
17:40, 2 dicembre 2012

Mi sembra che su qquesto caso le istituzioni stiano puntando il dito sulle chiavi del cacello. Per me l'infrazione dovrebbe essere quella di non aver dato la precedenza al treno, non quella di aver avuto la possibilità di aprire un cancello.

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