Tra autovelox e telelaser, un’autentica giungla

Crescono le proteste e si moltiplicano i ricorsi al giudice di pace. Che nella quasi totalità dei casi ritiene però il ricorso infondato e lo respingeTra autovelox e telelaser per gli...

3 luglio 2009 - 14:39

Crescono le proteste e si moltiplicano i ricorsi al giudice di pace. Che nella quasi totalità dei casi ritiene però il ricorso infondato e lo respinge

Tra autovelox e telelaser per gli automobilisti savonesi è una autentica giungla.

All’interno della quale è molto difficile muoversi: tra norme che prevedono il rispetto di determinate regole per poter effettuare il controllo elettronico della velocità, a partire dalla segnalazione del rilevamento che deve essere esposta almeno 400 metri prima, sino ad arrivare al fatto se la contestazione della violazione debba essere effettuata dagli agenti immediatamente o se invece possa esser registrata e poi inviata al proprietario del veicolo reo di aver superato il limite di velocità.

Regole che dovrebbero esser certe, ma che però nella realtà dei fatti variano a seconda che la rilevazione elettronica della velocità sia stata effettuata in autostrada, piuttosto che lungo una strada provinciale o comunale, ma anche se a rilevarla sia stato un autovelox fisso o mobile o un telelaser.

Una serie di varianti che molto spesso disorientano gli automobilisti portandoli alla decisione di opporsi alla contravvenzione, presentando ricorso al giudice di pace.

«Il problema senza dubbio esiste – conferma il dottor Giuseppe Robatto, uno dei giudici di pace in servizio al Tribunale di Savona – ma mi sembra che nella maggior parte dei casi i ricorsi presentati dagli automobilisti contro queste contravvenzioni vengano respinte sia da me che dai miei colleghi. A mio avviso la normativa è abbastanza chiara, anche se forse vi è stato un errore di comunicazione nei confronti degli automobilisti. E mi spiego meglio. Coloro che ricorrono al giudice di pace per chiedere l’annullamento della contravvenzione lo fanno principalmente per tre motivi: alcuni sostengono che l’apparecchiatura elettronica non sia tarata nella maniera dovuta, altri sostengono invece che non era esposta la segnalazione di controllo elettronico della velocità, altri ancora lamentano il fatto che la violazione non gli sia stata contestata immediatamente. Quasi sempre in questi casi respingiamo il ricorso, mentre lo accogliamo se effettivamente emergono delle irregolarità compiute dalle forze di polizia nella stesura del verbale. Ma si tratta di pochissimi casi».

Per gli automobilisti che vengono sorpresi da un autovelox o da un telelaser ad una velocità superiore a quella consentita in un determinato tratto di strada, sembra quindi non restare altra strada che pagare la sanzione prevista.

«Gli agenti della stradale, ma sono certo che nello stesso modo si comportano anche i componenti delle altre forze dell’ordine – sottolinea l’ispettore Paolo Romeo, vice-comandante della polizia stradale di Savona – quando effettuano un servizio di rilevazione della velocità, utilizzando autovelox fissi o mobili o i telelaser di ultima generazione, rispettano sempre quelle che sono le regole disposte dal ministero degli Interni e contenute nel codice della strada».

Eppure, le proteste da parte degli automobilisti savonesi continuano a fioccare con sempre maggior insistenza. E riguardano soprattutto la presunta mancata o incompleta segnalazione delle apparecchiature per il rilevamento elettronico della velocità. «Ogni caso andrebbe valutato singolarmente – spiega Igor Aloi, comandanti della polizia municipale di Savona – ma per quanto mi riguarda nella quasi totalità dei casi le motivazioni dei ricorsi che vengono presentati si rivelano alla fine infondati».

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