Toyota GT 86, fattela perdonare

La GT 86 è la risposta di Toyota a chi ama la bella guida ma non vuole spendere un capitale

21 maggio 2013 - 12:59

Nel panorama attuale del mercato europeo, la Toyota GT 86 è quasi una mosca bianca. Le auto a trazione posteriore, un tempo molto diffuse, sono quasi scomparse. Solo BMW e Mercedes rimangono fedeli a questa scelta tecnica, anche se a Stoccarda producono anche auto a trazione anteriore e a Monaco lo faranno a breve. Per il resto le auto che “spingono da dietro” sono quasi scomparse e le superstiti hanno quasi sempre una forte connotazione sportiva e prezzi  non esattamente popolari. Ormai il grosso della produzione mondiale ” tira da davanti”, in nome della semplificazione costruttiva. C'è anche da dire che le auto a trazione anteriore sono intrinsecamente più semplici da controllare in situazioni di emergenza, quindi anche più sicure, ma il piacere di guida che possono regalare è sicuramente minore.

PIACERE DI GUIDA E SICUREZZA – Così, negli ultimi anni, chi voleva un'auto più dinamica, ma dal prezzo umano, si è dovuto rivolgere a prodotti che definivano la sportività con motori sempre più potenti e pneumatici sempre più larghi, salvo poi imbrigliare il tutto con controlli elettronici molto stringenti. Come a dire che “piacere di guida” vuol dire avere tanti cavalli e tanta aderenza, ma poca sensibilità e ancora meno controllo. Ma un'auto per chi ama guidare non è quella più veloce a portarti dal punto A al punto B, bensì quella sensibile, che si mette in contatto con il pilota, reagisce in maniera precisa ai comandi e ti fa danzare tra i tornanti. Tutto questo senza andare necessariamente veloce, toccare il limite e percorrere le curve a velocità siderali. Le auto belle da guidare lo sono anche a velocità più moderate.

TECNICA DA VECCHIA SCUOLA – La Toyota GT 86 è una di queste. Non ha un motore turbo con la coppia di un camion, non ha i cerchi da 20 pollici, ma è stupenda da guidare. È una coupé 2+2, anche se i posti dietro sono di fortuna, e ha la trazione posteriore. Il peso non supera i 1.240 kg, le marce sono sei e il motore è un boxer aspirato che ama girare in alto con la finezza della doppia iniezione, indiretta e diretta, per i bassi e gli alti carichi. Eroga 200 CV a 7.000 giri e 205 Nm a 6.600 giri. È costruito dalla Subaru, che ha condiviso il progetto della GT 86 con la Toyota. Così questa coupé è nata su una piattaforma tutta nuova e anche i componenti sono unici; solo il 10% è condiviso con altre auto dei due gruppi. Lo scopo degli ingegneri era quello di progettare un'auto leggera e con il baricentro basso, per questo non c'è la trazione integrale (un marchio di fabbrica Subaru), cosicché il motore è molto vicino al suolo e il centro di gravità si trova ad appena 46 cm dal terreno.

FATTELA PERDONARE – Anche le sospensioni della Toyota GT 86 la dicono lunga sugli obiettivi di quest'auto: il McPherson anteriore ha i braccetti inferiori a L, così da accentrare le masse arretrando il motore all'interno del passo, mentre il multilink posteriore ha quattro bracci e mezzo (quello triangolare superiore è vincolato) per correggere la convergenza e il camber nelle curve. Il cambio è manuale a 6 marce che lavora con un differenziale autobloccante Torsen rigorosamente meccanico. Tutto ciò al prezzo di 29.900 €, che non saranno i 10.000 € di una citycar ma permettono di portarsi a casa un'auto che fa del piacere di guida una filosofia, essendo, allo stesso tempo, molto sicura. In questi giorni, inoltre, Toyota Italia ha messo in atto la campagna “Fattela Perdonare”, un'iniziativa simpatica che consente a chi acquista una GT 86 di donare alla propria compagna un mazzo di rose con dedica, per farsi, appunto, “perdonare” per avere comprato un'auto sportiva e non una familiare.

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