Toyota apre alla guida autonoma: più sicurezza per i pedoni

Toyota ha sviluppato una tecnologia di guida autonoma basata sulla comunicazione tra le auto per aumentare la sicurezza e ridurre consumi e traffico

19 ottobre 2013 - 7:00

Tra le maggiori Case costruttrici in grado di inventare nuove soluzioni per la sicurezza di guida, Toyota è una delle poche rimaste in disparte a guardare, o almeno così sembrava fino a quando non è uscita allo scoperto. La guida autonoma secondo Toyota non si baserà più sui sistemi radar attuali e le auto sapranno dialogare tra loro per ridurre la congestione del traffico e i consumi di carburante.

LA SICUREZZA ATTIVA FARA' ANCHE RISPARMIARE – Probabilmente passerà qualche anno fino a quando vedremo le auto scambiarsi informazioni sotto i nostri occhi senza accorgercene mentre è più probabile che i sistemi su cui si baserà la guida autonoma Toyota vedranno la luce già tra qualche anno. I tecnici nipponici hanno sviluppato dei sistemi avanzati di assistenza alla guida che, come pochi altri, assumono i comandi di guida per evitare un pedone o un'altra auto. I sistemi AHDA (Automated Highway Driving Assist) e PCS (Pre-collision System) per ora hanno dato dimostrazione a bordo di un prototipo di Lexus LS e potrebbero entrare in produzione già dal 2015.

LE AUTO PARLERANNO SE GIA' SI CONOSCONO – L'AHDA include alcune funzioni di assistenza alla guida per ridurre lo stress di guida, assicurando al guidatore che l'auto resti sempre in strada qualsiasi cosa accada. Il funzionamento si basa sul CACC (Cooperative-adaptive Cruise Control), un'evoluzione del normale Adaptive Cruise Control che comunica in modalità wireless con gli altri veicoli per mantenere la distanza di sicurezza. L'auto che precede non dovrà più entrare nel campo di rilevamento dei radar per mostrare la sua posizione e la velocità con cui si muove perché tutto questo avverrà attraverso i dati che le auto si scambieranno. Lo scopo è anche quello di uniformare il flusso del traffico ed evitare che le auto si muovano come se fossero legate con dei grossi elastici. Le continue accelerazioni e decelerazioni provocano infatti congestione e consumi di carburante più elevati, senza contare, poi, che un'auto ferma al semaforo potrà avvertire quelle in arrivo se il semaforo è rosso, potendo così decelerare per tempo. E' evidente che diverse auto potranno comunicare tra loro solo se parleranno una linguaggio univoco e se disporranno di tecnologie comparabili, un fattore importante che potrebbe rallentarne la diffusione.

GUIDA AUTONOMA SOLO SE IL RISCHIO AUMENTA – Il sistema che invece potrebbe equipaggiare per primo le auto di serie è il PCS, basato sulla tecnologia di guida autonoma ma solo in caso di imminente pericolo. Una telecamera di bordo controllerà se davanti un pedone o un'auto si trovano in rotta di collisione. Come per i sistemi attuali il guidatore sarà allertato da un messaggio evidente di pericolo sulla plancia, al quale segue una frenata automatica di emergenza se non c'è alcuna reazione da parte del guidatore. Se il PCS si accorge che pur frenando l'impatto è inevitabile entra in gioco la nuova funzione Automatic steering, che indirizza l'auto nelle zone libere davanti agendo sullo sterzo. A molti di voi il funzionamento del PCS sembrerà familiare, almeno quanto quello presentato qualche tempo fa da Nissan con l'AESS, che intanto si è aggiudicata anche la licenza per testare la Leaf senza guidatore sulle strade del Giappone.

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