Torino – Strade pericolose, la mappa dei rischi

La classifica del rischio è questa: corso Regina Margherita, corso Vittorio Emanuele, corso Giulio Cesare. Non sono strade sicure. E non sono le uniche.

11 febbraio 2010 - 0:00

Ecco i dati quartiere per quartiere. I vigili: si corre troppo

La classifica del rischio è questa: corso Regina Margherita, corso Vittorio Emanuele, corso Giulio Cesare. Non sono strade sicure. E non sono le uniche.

Nel 2009 a Torino ci sono stati 4607 incidenti stradali: 3383 feriti, 26 morti, per un totale di 9.335 auto coinvolte. Un bollettino di guerra. Una mappa che non esclude zone della città: 3 morti in corso Giulio Cesare, 2 morti in corso Grosseto, 2 in corso Peschiera, 1 in corso Casale. Alcune strade, fra quelle che rientrano più frequentemente nelle statistiche tragiche della polizia municipale, sono proprio quelle per cui adesso è stata votata un mozione in Comune. Obiettivo: alzare i limiti di velocità da 50 a 70 all'ora, almeno in alcuni tratti. Eppure già così la situazione sembra poco rassicurante: corso Trapani (62 feriti), corso Francia (69 feriti e un morto), corso Unione Sovietica (117 feriti e un morto), corso Massimo d'Azeglio (70 feriti).

Certo, ci sono stati anni peggiori. I dati complessivi segnalano una diminuzione degli incidenti costante (8 mila nel 2003). Ma il problema resta comunque estremamente serio. Il comandante della polizia municipale, Mauro Famigli, dice: «Non spetta a me il compito di fare dichiarazioni di tipo politico, non è il mio mestiere. Ma è evidente che la cosa più importante è far passare un concetto fondamentale, magari attraverso dei corsi specifici di educazione stradale: gli automobilisti devono usare il piede destro in modo più garbato. È sempre l'eccessiva velocità la causa principale degli incidenti». Cosa ha invertito la tendenza negli ultimi anni? «I motivi sono diversi – spiega il comandante Famigli -: più controlli da parte delle forze di polizia, l'iniziale effetto deterrente della patente a punti, modifiche strutturali alla viabilità, una segnaletica più efficace».

 

Sull'eventualità di aumentare i limiti? «Ripeto, non sono un politico, non chiedetelo a me. Ma di sicuro una velocità moderata diminuisce il rischio sulle nostre strade». Un vizio difficile da contrastare. Non basta neppure l'autovelox dichiarato e una velocità massima tollerata fino ai 70 all'ora: 35.797 multe rilevate grazie agli occhi elettronici piazzati in corso Regina Margherita e in corso Moncalieri. Ma anche per le multe rilevate con metodi tradizionali la velocità resta al primo posto: sono 5890, contro 3872 per le cinture di sicurezza, 3401 per guida con il cellulare, 2892 per semafori bruciati, 154 per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.

La velocità, quindi. Nonostante le strisce pedonali, la vicinanza con giardini pubblici, le scuole che protestano, esposti di cittadini affacciati sul disastro. Gli incroci più pericolosi, soprattutto per i pedoni, sono sempre gli stessi: via Pietro Cossa angolo via Bianchi, corso Tazzoli angolo via Arborea, via Sansovino angolo via Masaccio. Un terzo degli incidenti a danno dei pedoni avvengono ad incroci regolati da semafori (sono 670 in tutta la città). Non basta la luce rossa. Non basta la segnaletica, non bastano neppure i limiti di velocità. Appesi ai pali restano fiori secchi, altarini, biglietti d'addio.

 

fonte -lastampa.it

 

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