Torino-Savona, la rivincita del tutor Nel primo giorno oltre 200 multe

A restare impigliati nella rete sono stati 43 automobilisti: 28 sfrecciavano in pianura, altri 15, dove era acceso solo un rilevatore, nel tratto appenninico. Le sanzioni cambiano molto a ...

20 agosto 2010 - 14:51

A restare impigliati nella rete sono stati 43 automobilisti: 28 sfrecciavano in pianura, altri 15, dove era acceso solo un rilevatore, nel tratto appenninico. Le sanzioni cambiano molto a seconda del numero di chilometri oltre il limite. Si va da un minimo di 148 euro fino a 779 per chi viaggia di 60 Km/h sopra il limite. In quest'ultimo caso è anche prevista la sospensione della patente

Il tutor sulla Torino – Savona ha debuttato con oltre 200 multe. Ieri è stato accesso anche l'ultimo dei rilevatori: alla fine funzionano tutti, i due in pianura e gli altri due sul tratto appenninico. I primi ad accendersi, nel pomeriggio di lunedì, sono stati quelli a difesa del limite dei 130 chilometri. Più macchinoso è stato l'avvio per i tutor dove i cartelli stradali impongono una velocità contenuta: è il caso del tratto appenninico, dove in alcuni punti si scende ai 90. “Con il nuovo codice della Strada – spiegano dal cuore romano dei tutor d'Italia – abbiamo prima fatto tutte le verifiche per garantire che le apparecchiature fossero a norma e gli avvisi rispettassero le distanze previste. Anche il nodo dei cantieri è stato risolto e ora tutti i rilevatori sono in funzione”.

Il debutto per tre apparecchi è quindi avvenuto nella notte di mercoledì. A restare impigliati nella rete del tutor sono stati 43 automobilisti: 28 sfrecciavano in pianura, altri 15, dove era acceso solo un rilevatore, nel tratto appenninico. Il sistema, passato il rodaggio, ha funzionato, salvo le pause di routine, per tutta la giornata. Le sanzioni cambiano molto a seconda del numero di chilometri oltre il limite: proprio recentemente il nuovo Codice ha ritoccato gli importi. Si va da un minimo di 148 euro fino a 779 per chi viaggia di 60 Km/h sopra il limite. In quest'ultimo caso è anche prevista la sospensione della patente.

Sembra quindi superato, almeno nei fatti, il rimpallo di responsabilità tra la società Ats, la concessionaria che ha montato gli impianti, e la Polizia stradale, che deve gestirli. “Mancavano alcuni documenti – ribadisce il sottosegretario all'Interno Michelino Davico – che la società ci ha spedito nei giorni scorsi. Ora è tutto risolto. Il tutor, in vista del rientro delle vacanze, è in funzione. E dal 5 luglio al 18 agosto, anche se l'apparecchio era spento, ha comunque svolto il suo compito: sull'A6 non si è infatti verificato nemmeno un incidente mortale”. Anche gli altri sinistri hanno subito un drastico calo: quelli con lesioni si sono assottigliati a 15, 22 quelli con danni solo materiali.

fonte – repubblica.it

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