Torino: la Polstrada ferma quattro furbetti della patente facile

Armati di ricetrasmittenti e auricolari, si presentavano al posto di altri per superare l'esame. Fermati per falso e sostituzione di persona

6 aprile 2012 - 8:00

A Torino la Polstrada ha agito incastrando quattro “furbetti” che intendevano conseguire la patente di guida con pochi rischi di non passare la prova di teoria. L'operazione è scattata l'altro ieri negli uffici della Motorizzazione di via Agostino Bertani 4, sede di esami. Gli agenti avevano qualche sospetto su attività illecite per il conseguimento della patente attuate mediante il trucco della sostituzione di persona e sono intervenuti fermando quattro persone, tutte collegate tra loro: una di 34 anni residente in provincia di Foggia, un torinese 24 enne e due 20enni di etinia sinti.

VADO IO, MA LA PATENTE È TUA – In pratica, si tratta del classico scambio di identità in cui all'esame si presenta fisicamente un soggetto diverso da quello al quale sarà intestata la patente, ma con i documenti di quest'ultimo (foglio rosa, certificato medico, carta d'identità e così via). Nei documenti dove è prevista la foto dell'esaminando, questa viene sostituita con quella del soggetto che si presenta alla prova. In questo caso, i riscontri hanno permesso di accertare che si trattava di una manomissione facilissima, poiché l'organizzazione (c'è il sospetto che si tratti di una vera banda) disponeva della rivettatrice e dei rivetti utilizzati dagli uffici dell'anagrafe per fissare le fotografie ai documenti.

C'È PURE UN BOCCIATO – Durante il controllo, è stato scoperto che il 34enne aveva superato la prova presentando i documenti con la sua fotografia, ma intestati al torinese, la cui patente è risultata sospesa. Addosso al foggiano è stato trovato un auricolare attraverso il quale altre persone, che non risultano tra i fermati, suggerivano le risposte esatta ai quiz. Gli altri due ragazzi si sono anch'essi scambiate le identità, ma lo stratagemma non ha funzionato perché il collegamento tra ricevente e trasmittente è andato in avaria, quindi il giovane che ha sostenuto l'esame è stato bocciato perché ha evidentemente fornito risposte errate. Tutti e quattro sono stati incriminati a piede libero (ma con obbligo di firma giornaliera in questura) per falso e sostituzione di persona. I sospetti degli inquirenti, giustificati dal fatto che uno dei fermati è del foggiano, è che si tratti di un'organizzazione articolata che agisce in varie zone d'Italia procurando i soggetti che si spostano per sostenere gli esami in differenti uffici della Motorizzazione allo scopo di non presentare ripetutamente il loro volto allo stesso esaminatore.

MA SE LA MERITANO LA PATENTE? Insomma, un trucco semplice e noto, che però di solito viene utilizzato da persone di nazionalità non italiana e con poca dimestichezza con la nostra lingua, che possono trovare difficoltà nell'affrontare i quiz e sono disposti a pagare i 1.500-2.000 euro che costituiscono a quanto pare il prezzo del “disturbo”. Il che, ovviamente, non giustifica il riscorso a simili trucchi, caratterizzati dal fatto che sia il falso esaminando, possono superare la prova ignorando del tutto qualsiasi regola del Codice della Strada. Il che fa sorgere una domanda: chi non è disposto a studiare nemmeno un po' per superare un esame che non è certo quello di laurea, la patente se la merita davvero?

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