Torino – E adesso pure la Ztl finisce al Tar

Un ricorso contro la Ztl. Che potrebbe, se accolto, rendere nulla la pioggia di multe inflitte dal 12 luglio ad oggi ai trasgressori della zona proibita e liberare i torinesi dall'incubo del centro of

17 luglio 2010 - 22:59

Un ricorso contro la Ztl. Che potrebbe, se accolto, rendere nulla la pioggia di multe inflitte dal 12 luglio ad oggi ai trasgressori della zona proibita e liberare i torinesi dall'incubo del centro off-limits.

Lo hanno annunciato ieri i vertici Pdl Enzo Ghigo e Agostino Ghiglia al fianco dell'avvocato Cocirio Ferrero Olivetti, che ha steso il documento inviato due giorni fa al Tar, che in merito dovrebbe pronunciarsi entro ottobre. La motivazione che ha convinto il centrodestra a dare voce al malcontento dei cittadini su cui «è piombata la cappa della Ztl» è riassumibile in uno slogan: «Nuoce gravemente alla salute». Il perché è stato ben illustrato da Agostino Ghiglia: «Questo inutile e vessatorio provvedimento anziché migliorare la qualità dell'aria ha prodotto l'esatto contrario trasformando i corsi-cornice in una camera a gas e mettendo quindi a rischio la salute dei polmoni di chi vi risiede».

Ha aggiunto: «Siccome la Ztl non è una campana di vetro e le centraline anche di via della Consolata denunciano più smog rispetto allo stesso periodo del 2009 è evidente che il primo scopo per cui è stato adottato questo divieto è andato fallito».
Anche il senatore Ghigo ha insistito sul fallimento degli obiettivi, ma anche sui «gravi danni economici che il provvedimento sta infliggendo a commercianti e professionisti che lavorano in centro». E ha anticipato: «Nel programma del nostro futuro candidato sindaco ci sarà senz'altro una politica del traffico che non prevede Ztl capaci solo di rendere più difficile la vita alle persone e soprattutto fare cassa, fingendo di preoccuparsi per la salute dei cittadini».

Nella foto la protesta di alcuni giovani del Pdl contro la Ztl

All'avvocato Cocirio Ferrero Olivetti è toccata la parte tecnica, che ha permesso il ricorso al Tar: «I Comuni per poter subordinare l'accesso alle zone a traffico limitato al pagamento di una somma – spiega il legale del Pdl – devono aver istituito una Ztl ai sensi dell'articolo 7 comma 9 del nuovo codice della strada, aver adottato il piano urbano del traffico ai sensi dell'articolo 36 e aver introdotto la tariffazione degli accessi all'interno del piano urbano del traffico».

Traducendo: dal momento che per entrare nella Ztl gli aventi diritto devono pagare una somma (dai residenti ad alcune categorie di professionisti), il tariffario di questi permessi deve essere riportato con chiarezza nel piano urbano del traffico di cui si è dotato il Comune, ma per ora in questo piano le tariffe non ci sono. Ecco il motivo tecnico su cui si fonda il ricorso, poi ci sono infinite altre ragioni di «inopportunità» che serviranno ai giudici per riflettere sulla legittimità della restrizione.

A chi faceva notare – anche vedendo la presenza fra il pubblico dell'assessore regionale all'Ambiente Roberto Ravello – all'onorevole Ghiglia che è proprio la Regione a chiedere al Comune di istituire una Ztl (e subordina alla sua entrata in vigore anche lo stanziamento di fondi per bus, tram e e altre infrastrutture legate alla mobilità) Ghiglia ha risposto: «Il centrodestra è al governo in piazza Castello da soli cento giorni, per ovviare ai tanti disastri combinati dall'amministrazione precedente ci vuole un po' più di tempo». Anche qui, traducendo, significa che al di là dell'esito del ricorso al Tar, i detrattori della Ztl (commercianti in testa) hanno due cose in cui sperare per vederla abolire: che al posto di Chiamparino si insedi un sindaco di centrodestra, e che la Regione guidata da Cota elimini il vincolo delle zone a traffico limitato per stanziare fondi ai Comuni alla voce ambiente.

fonte – lastampa.it

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