Tombini rubati: disperazione Italia e rischio sicurezza stradale

Ladri scatenati: rubano tombini e chiusini. Una spia della crisi, e un bel rischio per la sicurezza stradale

3 ottobre 2012 - 7:32

Osservate la foto a corredo di quest'articolo: è stata appena scattata a Belpasso (Catania), dove gli amministratori si sono visti costretti a mettere blocchi ai tombini, per evitare che i ladrino portino via il chiusino. Un problema diffuso un po' in tutta Italia: nel nostro Paese, sono sempre più frequenti i furti a tombini e chiusini.

METALLI DA RIVENDERE – Come denuncia Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, nel mirino dei ladri non c'è solo il rame, ma anche la ghisa; metalli che poi vengono rivenduti. Sono furti che non arricchiscono, ma che consentono di arrotondare per arrivare a fine mese: si ruba per fame, e questa è una spia importante della crisi che attanaglia la nostra nazione. La recessione economica è infatti la causa principale dell'impennata dei furti di materie prime, sempre più costose e ricercate, su cui spiccano quella dei cavi per ottenere il nuovo oro rosso, il rame, e quella di tombini e tubi idraulici per ricavarne la preziosa ghisa.

DUE GUAI – Al di là della questione puramente estetica, i “buchi” in strada dovuti ai furti dei tombini comportano due conseguenze gravi. Anzitutto, reti telefoniche ed elettriche che non funzionano, con intere comunità isolate dalle comunicazioni anche per giorni; e, peggio ancora, seri rischi per gli utenti della strada, la cui incolumità è messa in serio pericolo per l'improvvisa assenza dei preziosi coperchi sul manto stradale. Quei “vuoti” in strada sono una minaccia per gli pneumatici, per i cerchi, per le sospensioni; e possono causare incidenti. Per non parlare dei rischi per chi va in moto o in bici, con possibili cadute rovinose. Diventa pure difficile capire a chi chiedere il risarcimento dei danni in questi casi, giacché i Comuni possono sempre difendersi sventolando il caso fortuito: non potevano in nessun modo prevedere il furto e portvi rimedio. E non si tratta di pochi casi isolati, i nuovi ladri sono costretti a fare incetta di tombini e chiusini, dato il modesto controvalore di ogni singolo pezzo rubato. Stando, infatti, alle quotazioni attuali, la ghisa si attesta a circa 500 euro alla tonnellata e quindi a 0,5 euro al chilo. Sul mercato nero dei rottamatori, è evidente che il prezzo dovrà essere certamente inferiore. Pertanto, per un singolo tombino, queste mano leste incassano sui 3,5 euro. Per “fare la giornata”, i ladri devono portarsi a casa almeno una trentina di tombini, con intere strade che diventano delle pericolose groviere.

SOLUZIONI – Per tenere alla larga i ladri, occorre “lucchettare” i tombini, come si vede nella nostra foto. Servono tombini incernierati al cemento per renderne ancora più arduo lo sradicamento, imbollunarli in modo da poter essere sollevati. È inoltre necessario che tutti i fruitori delle strade segnalino immediatamente alle autorità di Polizia la mancanza dei tombini per evitare che altri possano incapparvi. Ovviamente, sono costi economici per le amministrazioni proprietarie o custodi delle strade, costrette a spendere fior di quattrini pubblici per la messa in sicurezza delle vie di competenza: tutto denaro che a lungo termine dovremo tirare fuori noi contribuenti. “Fregati” due volte: per la sicurezza stradale e per il portafogli.

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