Testimoni Rc auto: o subito, o nulla. È giusto?

Incidenti, valide solo le testimonianze raccolte subito: lo prevede il decreto Destinazione Italia

24 dicembre 2013 - 6:00

SicurAUTO.it sta continuando a spulciare a vostro beneficio il decreto Destinazione Italia, di imminente approvazione: fra le varie norme sulla Rc auto che non ci sono sfuggite, c'è anche quella sui testimoni che assistono a un incidente stradale. Dice infatti il decreto che l'identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell'incidente deve risultare dalla denuncia di sinistro prevista dall'articolo 143 del Codice delle assicurazioni, nonché dalla richiesta di risarcimento presentata all'impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149. Quindi, tutto dev'essere documentato. “Fatte salve – recita il decreto – le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell'incidente, l'identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l'inammissibilità della prova testimoniale addotta”. Ma che cosa vuol dire questo?

TUTTI IMMEDIATAMENTE – La futura norma stabilisce che i testimoni del sinistro vanno individuati e identificati immediatamente dal guidatore: per il risarcimento dei danni, una persona che testimonia a vostro favore (dicendo che siete la vittima dell'incidente, di cui non avete colpa, magari perché vi hanno tamponato o tagliato la strada) può essere decisiva. Fatto salvo, dice il decreto, quanto risulta dal verbale di Polizia o Carabinieri: se il verbale contraddice la testimonianza, l'Assicurazione terrà in considerazione il verbale, e non la testimonianza. Tra l'altro , lo stesso verbale può contraddire il Modulo blu della constatazione amichevole, magari compilato e firmato dai guidatori sotto choc: i conducenti, in buona fede, potrebbero avere descritto la dinamica del sinistro in modo diverso dalla realtà. E a che serve questa regola della testimonianza valida solo se immediata? Semplice: a far calare le truffe. L'obiettivo del Governo Letta è evitare che vengano architettate frodi con testimonianze false, raccolte nei giorni successivi. Truffe che fanno salire l'ammontare dei risarcimenti e, di riflesso, le tariffe Rca di tutti noi, specie di chi abita nelle zone dove le frodi sono più diffuse: Napoli, Caserta e Foggia sono fra le città più martoriate, e gli automobilisti in prima classe di merito, che non causano mai sinistri, hanno continui rialzi tariffari.

DAVANTI AL GIUDICE – La stessa norma stabilisce che, in caso di giudizio, il giudice, sulla base della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste dal comma 3-bis: cioè ammette solo le testimonianze immediate, e non quelle tardive. Quindi, non è unicamente l'Assicurazione ad ammettere solo la testimonianza immediata, è anche il giudice nel caso in cui si andasse per vie legali, ossia nel caso in cui l'automobilista volesse il risarcimento rifiutato dalla Compagnia. Attenzione: il giudice dispone l'audizione dei testimoni che non sono stati indicati nel rispetto del comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione. Viene lasciata aperta una porticina: se non è stato possibile raccogliere immediatamente le testimonianze, allora queste possono essere fatte valere in sede di giudizio. Una norma un po' ambigua: che cosa significa “impossibilità della loro tempestiva identificazione”? Che il guidatore era sotto choc? Che non si è accorto dei testimoni? Che doveva essere curato per qualche lesione? E poi, perché solo il giudice, e non l'Assicurazione, può tener conto di questi testimoni tardivi? In generale, anche se la lotta alle frodi va combattuta senza tregua e con tutte le armi possibili, questa regola della testimonianza immediata pare un po' svantaggiare gli onesti cittadini che, per un motivo o per l'altro, erano nell'impossibilità di raccogliere subito testimoni. I quali potrebbero essere individuati pure il giorno dopo, quando si torna, con maggiore lucidità e freddezza, sul luogo del sinistro: negozianti, abitanti, venditori ambulanti o altri.

SE IL TESTIMONE È FREQUENTE… – Stabilisce infine il decreto che, nei processi attivati per l'accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice verifica la eventuale ricorrenza dei medesimi testimoni già chiamati in altre cause nel settore dell'infortunistica stradale. Se il giudice riscontra, anche avvalendosi dell'archivio integrato informatico, la ricorrenza dei medesimi nominativi in più di tre cause negli ultimi cinque anni, trasmette l'informativa alla Procura della Repubblica competente per gli ulteriori accertamenti. Come a dire che, se i testimoni sono troppo spesso presenti sul luogo dei sinistri, si vuole capire se non ci sia dietro un tentativo di frode da parte dei “testimoni di professione“. Una regola che non si applica agli ufficiali e agli agenti delle autorità di polizia che sono chiamati a testimoniare.

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