Test Michelin Pilot Sport 4S: equilibrio di prestazioni dalla pista alla strada

Michelin Pilot Sport 4 S e Pilot Sport Cup 2 a confronto sul Misano World Circuit con Porsche Driving Experience

Test Michelin Pilot Sport 4S: equilibrio di prestazioni dalla pista alla strada
Che Michelin abbia fatto delle competizioni nel motor sport in cui è impegnata il laboratorio di ricerca e miglioramento delle prestazioni degli pneumatici al fianco dei più abili piloti professionisti, si era capito già dal nostro recente primo contatto con le gomme Michelin Pilot Sport 4 - scopri qui il test in anteprima, derivate direttamente dalla Formula E. Ma con i nuovissimi pneumatici Pilot Sport 4S, tutto ciò che abbiamo assunto sull'equilibrio delle prestazioni è declinato a un livello ancora più sostenuto. Spunta la "S" a rimarcare nuovamente la genealogia sportiva di una gomma sviluppata apposta per chi fa della guida dell'auto la sua passione di tutti i giorni e non accetta compromessi sulla sicurezza senza distinzioni tra i cordoli della pista o sulle condizioni più disparate delle strade aperte al traffico. L'abbiamo provata in un evento per pochi giornalisti al Misano World Circuit, dove Michelin ha voluto celebrare la solida partnership con Porsche che lega i due brand nello sviluppo di pneumatici esclusivi dal 1969. Ecco le nostre impressioni nel faccia a faccia delle Michelin Pilot Sport 4S con le più estreme Michelin Pilot Sport Cup 2 meno recenti ma ancora imbattute sulle prestazioni secondo una comparativa indipendente - per carpirne le differenze a bordo della nuovissima Porsche Carrera GTS 2017 tra i cordoli del circuito intitolato a Marco Simoncelli.

MICHELIN PILOT SPORT 4 S SOTTO LA LENTE

I pneumatici Michelin Pilot Sport 4S portano in seno le più recenti tecnologie che hanno visto il debutto sui modelli top di gamma UHP (Ultra High Performance), come la mescola bi-compound, la tela a zero gradi costituta da fili di aramide e nylon per massimizzare l'impronta al suolo, l'effetto velluto della spalla con la Michelin Premium Touch Technology e un cordolo di protezione che evita il contatto del cerchio contro il marciapiede. Sostanzialmente il battistrada realizzato con 10 famiglie di materiali (che si articolano in 200 materiali diversi) è strutturato nella parte esterna per dare il massimo su fondo asciutto, mentre nella parte centrale la silice e nuovi elastomeri funzionali guarda questo video per scoprire come lavorano - migliorano l'aderenza su fondo bagnati. Le Pilot Sport 4S però non nascono da una costola delle Pilot Sport 4 e questo si intuisce dai calettamenti da 19 e 20 pollici declinati in 41 misure attualmente disponibili che riescono a coprire circa il 97% del mercato di riferimento. Nella gamma di pneumatici del costruttore francese le Pilot Sport 4S prendono il posto delle Pilot Super Sport, la gomma top di gamma prodotta nello stabilimento italiano che vi abbiamo mostrato dall'interno qui. Si collocano invece per prestazioni e campo d'impiego tra le Pilot Sport 4 e le Pilot Sport Cup 2 con cui condividono una stretta attitudine corsaiola che ci ha lasciati sbalorditi. E' chiaro che le affinità tra le Michelin Pilot Sport 4S e le più note Michelin Pilot Sport Cup 2 si sovrappongono in un ristretto campo di impiego, infatti le prime sono indicate per un impiego strada-pista nella proporzione 80-20%, viceversa, le semiclick da strada Pilot Sport Cup 2 sono realizzate per massimizzare l'impronta sull'asfalto offrendo la possibilità a chi ne fa un uso prevalente in pista (quindi la proporzione si inverte in 20-80%) di poter tornare a casa in tutta sicurezza con pneumatici dal DNA sportivo. La domanda più maliziosa che farebbero i lettori attenti potrebbe essere, perché non approfittare del lancio dei Pilot Sport 4S per continuare la saga dei Pilot Sport Cup? Una domanda che trova risposta nel confronto diretto in pista a bordo delle Porsche 911 GTS che abbiamo guidato con al fianco abilissimi istruttori della Porsche Driving Experience, persone magnifiche che ci hanno assistito costantemente per poter tirare fuori il meglio dal binomio auto-gomme tra i cordoli di Misano.

PERCHE' NON UNA PILOT SPORT CUP 3

Perché cambiare una squadra vincente e ad oggi imbattuta? E' la risposta che ci siamo dati parlando con i tecnici Michelin dei recenti risultati del Pilot Sport Cup 2 nella comparativa recentissima realizzata dalla rivista tedesca Autobild. Sviluppato in collaborazione con Porsche per la GT3 e la 918 Spyder e lanciato nel 2014, il Pilot Sport Cup 2 è risultato in testa ai concorrenti nella comparativa Autobild che riassume così la valutazione "Preciso comportamento in curva, dinamica di guida equilibrata e un elevato livello di aderenza su asciutto e bagnato." Non fa eccezione l'alterego da strada delle Pilot Sport Cup 2, che nei test condotti da TUV SUD e DEKRA vedi i risultati in dettaglio nella fotogallery ha visto le Michelin Pilot Sport 4S primeggiare per durata (almeno 2602 km in più rispetto al concorrente migliore), frenata su bagnato (almeno 83 cm prima del concorrente migliore) e frenata su asciutto (almeno 10 cm prima del concorrente migliore). Noi però siamo saliti a bordo delle Porsche 911 GTS non tanto per un validare i test indipendenti, quanto per capire perché Michelin sviluppi pneumatici specifici per un'auto e cosa si percepisce al volante passando da una gomma che fa della pista il suo pane quotidiano (tecnicamente la Pilot Sport Cup 2 si può tranquillamente definire una semislick) e una studiata per i track-day nel fine settimana - i Michelin Pilot Sport 4S - ma capaci di superare nei test indipendenti una percorrenza di 50 mila km.

PS4S E CUP2 LE NOSTRE IMPRESSIONI

Perché una gomma specifica per una Porsche? "Come nei kart - spiega Max Busnelli campione italiano in Carrera Cup e istruttore capo del team Porsche Driving Experience - una gomma può risolvere i problemi di un'auto, accentuarli o esaltare le sue migliori caratteristiche". Ed è chiaro che gran parte del lavoro svolto dai 6500 dipendenti di Michelin del reparto di Ricerca e Sviluppo (per cui Michelin ha confermato un investimento di 700 milioni di euro) si concentri ad accordare la filosofia Total Performance per sfruttare appieno le credenziali con cui si presenta la Porsche 911 GTS. Per capire cosa significhi sviluppare una gomma specifica per una Porsche bisogna sapere che questa deve rispondere ad almeno 33 criteri Porsche per ottenere la specifica marcatura "N": 12 criteri in pista, 16 su banco prova e molti altri soggettivi dei collaudatori che testano i diversi prototipi di gomma (a proposito, leggi qui come si diventa collaudatore di pneumatici Michelin). Se da un lato infatti i 450 cavalli del boxer 6 cilindri da 3 litri biturbo possano sembrare un presupposto oltre ogni ragionevole ipotesi di mantenere un'auto attaccata al suolo nei frequenti spostamenti di carico del tracciato di Misano Adriatico, il binomio gomme-auto diventa piuttosto rilevante se le condizioni di prova sono tra le più stressanti per gli pneumatici. Nonostante i 40 gradi centigradi dell'asfalto e le velleità prevalentemente stradali delle Michelin Pilot Sport 4S, fin dai i primi turni di prova alternandoci alla guida di Porsche 911 GTS 2 (trazione posteriore) e 4 (trazione integrale) la sensazione percepita è di un inserimento nelle curve veloci via via sempre più fiducioso. Chi conosce il Misano World Circuit sa quanto conti poter trovare prima la migliore impronta delle gomme per poter avere sempre il controllo dello sterzo senza sbavature; qui un errore di guida emerge subito. Nel nostro caso l'ottima percezione della dinamica dell'auto e il feedback costante proveniente dal volante è dovuto anche alla simbiosi tra le gomme, telaio e asse posteriore sterzante che modifica il centro di rotazione.

L'ELETTRONICA ATTIVA ESALTA LE GOMME

La funzione sterzante delle ruote posteriori con cui erano equipaggiate le Porsche GTS 2 e 4 è studiata per intervenire con una rotazione progressiva legata alla dinamica dell'auto (accelerazione, rollio, sterzo e tanti altri parametri) fino a 2 gradi, praticamente impercettibile ma abbastanza da aumentare l'inserimento e la stabilità in tutte le condizioni di guida. In pratica le ruote posteriori sterzano in contro fase fino a 50 km/h rispetto a quelle anteriori e nella stessa fase da 80 km/h in poi. Gran parte del lavoro è invece svolto dal sistema PASM (Porsche Active Suspension Management) che agisce come una barra stabilizzatrice molto rigida ma regolando costantemente la forza di smorzamento degli ammortizzatori per ogni singola ruota. Cambiando gomme poi l'anima delle Porsche GTS diventa più cattiva, ma non per questo meno affidabile, anzi con le Michelin Pilot Sport Cup 2 si sente la prevalenza pistaiola del DNA con cui è stata concepita: la sensazione di un'impronta maggiore a terra e di una trazione subito disponibile è tangibile fin da subito e questo ci ha spinto a tentare ingressi ed uscite dalle curve sempre più "aggressivi" cercando invano di portare al limite il perfetto equilibrio tra gomme e auto. A dirla tutta però, se è vero che Pilot Sport 4S e Sport Cup 2 si contendono l'asfalto di pista e strada con un 20/80 per la prima e 80/20 per la seconda, un fattore importante da non sottovalutare è sempre la temperatura di esercizio. Le Michelin Pilot Sport 4S, con una temperatura dell'asfalto di 40°C sono entrate subito in temperatura (tra 50 e 60 °C), mentre le Sport Cup 2 hanno bisogno di qualche metro in più per raggiungere il massimo delle prestazioni a circa 90°C. Un particolare da non sottovalutare quando all'uscita dalla pista si potrà rientrare a casa in sicurezza con le stesse gomme utilizzate tra i cordoli.

Pubblicato in Pneumatici Auto il 18 Luglio 2017 | Autore: Donato D'Ambrosi


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