Test europeo sui TAXI: Roma pessima, Milano tra le “Top”

A Roma non rispettano il codice della strada e allungano i percorsi. A Milano rispettano di più le regole e non barano mai sul tragitto

6 ottobre 2011 - 12:15

Sono questi i risultati di una maxi indagine condotta da EuroTest, un progetto europeo che raggruppa i maggiori automobil club di 16 paesi (tra cui anche ACI) e prevede test annuali riguardanti il settore della mobilità. In questa specifica indagine sono stati coinvolti gli esperti dell’ADAC che hanno girato l’Europa fingendosi uomini d’affari in viaggio di lavoro. Obiettivo, verificare la reputazione del servizio taxi in Europa, servizio che ormai gioca un ruolo centrale nella mobilità urbana moderna.

PARAMETRI – Gli esperti hanno valutato la qualità degli autisti di taxi e dei loro veicoli in 22 città europee, esaminando in particolare le condizioni dei mezzi, la professionalità dei conducenti e il rispetto delle tratte indicate. Esprimendosi in inglese, gli esaminatori hanno percorso, in tempi diversi e ciascuno due volte, cinque “tragitti tipici”. La maggioranza dei risultati si colloca fra “buono” e “sufficiente”. Primo posto per Barcellona, ultima la capitale della Slovenia Lubiana.

METODO – L’ispezione dei servizi di taxi nelle 22 città europee è stata effettuata durante il periodo tra il 2 Maggio e il 17 giugno 2011. Muniti di una specifica lista di controllo, di un GPS e di una macchina fotografica, gli ispettori hanno viaggiato in incognito chiedendo, sempre e solo in inglese, di essere condotti su cinque percorsi-tipo, comparabili in ogni città: Aeroporto/Stazione Ferroviaria Centrale, Stazione Centrale/Fiera, Fiera – Hotel (3-5 km), Centro Storico/Attrazione turistica nel centro della città (breve viaggio fino a 2 km), Hotel – Ristorante (da 5 a 7 km). Ogni percorso è stato testato da un ispettore di sesso maschile: una volta durante il giorno (evitando gli orari tra le 7,30 e le 9,00 e tra le 16,30 e le 19,00) e una volta in ore notturne (tra le 22,00 e 5,00). In totale, sono state percorse 220 corse singole. La lista di controllo è stata suddivisa nelle seguenti categorie principali: “Conducente” (peso 40% del totale del punteggio), “Veicolo” (20%), e “Percorso” (40%) e conteneva un totale di 60 requisiti da controllare, tra cui l’osservanza delle regole, la gentilezza e la disponibilità dell’autista, le conoscenze del luogo e della lingue, le condizioni del taxi, la chiarezza dell’indicazione delle tariffe. Un dispositivo satellitare, è stato utilizzato all’insaputa del conducente, al fine di registrare il percorso intrapreso. Questi dati sono stati poi confrontati con i corrispondenti percorsi di riferimento, messi a disposizione dalle associazioni di taxi, al fine di valutare la rispondenza ai percorsi standard, per verificare cioè se il conducente in realtà ha effettuato il percorso più economico. Il dispositivo è stato utilizzato anche per registrare la velocità e le violazioni alle norme del codice della strada.

RISULTATI POCO POSITIVI – Costose deviazioni fino al 213% rispetto al percorso più diretto, violazioni dei limiti di velocità con superamento del limite fino a 42 km/h (in città!), passaggio con il semaforo rosso, guida aggressiva e contraria alla sicurezza stradale, imprecazioni contro il traffico, una certa resistenza a prestare il servizio per tragitti di breve percorrenza. Queste sono solo alcune delle carenze riscontrate dagli ispettori in tutta Europa. Il percorso meglio valutato è stato fatto a Barcellona, il peggiore a Roma. Maggiori dettagli nella gallery allegata.

ROMA DELUDE – Il viaggio peggiore è stato fatto di mattina a Roma dalla stazione ferroviaria “Roma Termini” alla Nuova Fiera di Roma. In questo caso, il conducente si è fatto “apprezzare” per le difficoltà a trovare il percorso, con conseguenti deviazioni di quasi il 60%, rispetto all’itinerario standard. Ha poi ha richiesto 69 Euro invece dei 62,90 Euro indicati sul tassametro. Questo prezzo è stato molto più alto dei circa 50 euro, previsto per il percorso diretto, secondo il listino prezzi del taxi. L’auto in questione non aveva l’aria condizionata, presentava un finestrino rotto e dei fazzoletti di carta usati, sparsi in giro, nonché il motore rumoroso. Piuttosto diffuso l’uso del cellulare senza viva-voce e l’emissione non corretta della ricevuta, in nessuno dei taxi era presente un’indicazione sull’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza (come previsto dalla legge).

MILANO NO – A tenere alto l’onore degli italiani c’è, per fortuna, Milano. La capitale economica del paese si è guadagnata il 4° posto della classifica EuroTest grazie soprattutto alla correttezza dei suoi tassisti, che non hanno mai imbrogliato sui percorsi e si sono sempre mostrati gentili con i clienti, nonché alle condizioni delle loro auto e l’accettazione delle carte di credito, poco accolte in buona parte dei taxi europei.

IN ITALIA COSTA MENO – Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, Roma e Milano hanno delle tariffe piuttosto basse se raffrontate alla media europea (vedi gallery). In un percorso tipo di 7 km, effettuato in città con una pausa di circa 5 minuti dovuta al traffico, a Roma e Milano si pagherebbero rispettivamente 11,22 e 12,18 euro (proprio in queste ore però a Roma si sta discutendo un aumento delle tariffe del 10-15%, ingiustificato considerata la qualità del servizio…). Mentre a Ginevra e Zurigo, le più care d’Europa, servirebbero ben 28,77 e 31,35 euro. Quasi il triplo. Si risparmia molto a Lisbona (7,88 euro) ma il miglior rapporto qualità prezzo va a Barcellona che con 10,92 euro garantisce il miglior servizio a livello europeo.

Commenta per primo