Test Drive Renault Twizy Z

Luci ed ombre sulla Renault Twizy Z nel traffico urbano di Roma

6 agosto 2012 - 11:35

La Renault Twizy è un quadriciclo 2 posti in tandem dotato di motorizzazione elettrica, proposto con 2 livelli di potenza: Twizy 45: 4 kW (5,4 CV), 33 Nm, velocità max. 45 km/h (quindi guidabile a 14 anni); oppure 12,7 kW (17 CV), 57 Nm, velocità 80 Km /h. Sul piano normativo, la versione depotenziata è equiparata ai ciclomotori, mentre per quella da 17 CV è necessaria la patente A o B. Noi abbiamo provato la versione più potente. Il motore elettrico tipo 3CG sincrono trifase è alimentato da batterie di trazione da 58 V. Il peso a vuoto (senza batterie) è di 347 Kg per la “45” e 375 kg per la versione da 7 kW. Il peso in ordine di marcia del veicolo è di 499 Kg.

AUTONOMIA NON DICHIARATA – Il peso delle batterie arriva al 44% del peso a vuoto del veicolo. L'autonomia max. o media non viene dichiarata nella documentazione che accompagna il veicolo. La gentile ragazza addetta alla consegna ci assicura che le batterie totalmente cariche consentono una percorrenza che varia tra 70 e 100 Km a seconda del tipo di guida e di percorso. Più si va veloci, più si riduce l'autonomia. I tempi dichiarati per la ricarica completa delle batterie di trazione sono di 3 ore e mezza (vedi libretto di istruzioni). I prezzi variano, a secondo degli allestimenti: Urban, Color, Technic da 7.800 a 8.700 euro, escluse batterie per il cui noleggio si pagano da 50 (fino ad una percorrenza di 7500 km/anno) a 72 euro al mese. Tale importo, non trascurabile, è un elemento da ben valutare in tema di costi di esercizio, in quanto spesa di gestione fissa anche in caso di inutilizzo, che in molti casi potrebbe essere superiore ai costi medi mensili per benzina o gasolio per una city car sottoposta ad uso analogo.

DESIGN ED INTERNI – Il design della Twizy non passa inosservato: il profilo laterale ricorda vari prototipi di microcar e un pò la Smart ma le viste anteriori e posteriori sono molto personali. Le ruote sono esterne rispetto allo stretto corpo vettura e sono coperte da parafanghi in plastica di tipo motociclistico. Le sospensioni, ovviamente indipendenti, sono in vista. L'abitacolo è dotato di sottili mini-sportelli (optional) in materiale plastico privi di vetri, apribili verso l'alto. Quindi lateralmente l'abitacolo è aperto e per entrare si usano le levette di apertura interne. Il sedile anteriore, così come il posteriore è abbastanza rigido avendo l'imbottitura ridotta all'osso. L'accesso al sedile posteriore non è agevole specialmente per le persone di alta statura o poco agili: una volta seduti, bisogna stare a gambe divaricate e distese, con il sedile anteriore al centro. Inoltre l'ambiente posteriore è leggermente claustrofobico a causa della conformazione chiusa della carrozzeria e dell'assenza del lunotto. La finitura interna è più che spartana con le plastiche dure e sottili, fonti di cigolii in marcia. Ovviamente, in caso di pioggia, ci si bagna, testa a parte, quindi è opportuno indossare abiti anti-acqua da moto. Nel pianale della Twizy sono previste feritoie di drenaggio per l'acqua.

SU STRADA – Già al primo impatto, ci si accorge che il freno a mano del tipo a tirante, posizionato a sinistra sotto la plancia, non è il massimo della praticità: se si tira troppo è poi difficile sbloccarlo ed il suo funzionamento lo rende poco sfruttabile nelle frequenti partenze in salita (si pensi alla marcia a singhiozzo in coda su strade in salita) per evitare che la Twizy vada indietro, visto che mancano sia il dispositivo di bloccaggio automatico in salita, sia il trascinamento del veicolo senza dare acceleratore. Il pedale acceleratore ha un po' di corsa a vuoto e nella fase di tiro-rilascio a bassa velocità si avverte lo “stacco-attacco” di trasmissione che ricorda i vecchi filobus o i carrelli elettrici portabagagli delle stazioni. A sinistra della plancia si trovano riuniti i pulsanti di selezione D,N,R per marcia avanti, retro e folle; manca la selezione P (parcheggio) che prevede sempre un sistema di blocco della trasmissione. La doti di accelerazione e ripresa sono buone, buona anche la tenuta di strada quasi da kart che si paga tuttavia con un assetto abbastanza rigido che fa sentire anche le minime irregolarità stradali. Bene i freni che però richiedono una forza al pedale superiore agli standard a cui siamo abituati. In marcia è avvertibile un sibilo di fondo di intensità variabile, proveniente dal motore elettrico e dalla trasmissione. La Twizy monta all'avantreno pneumatici 125/80 R13 e al retrotreno 145/80 R13, quindi un poco più larghi per un maggior appoggio e grip sulle ruote motrici. La lunghezza del veicolo è di 2,335 m, la larghezza (specchietti laterali) 1,436 m, l'altezza a vuoto 1,451 m, il passo 1,686 m, larghezza anteriore (ruote) 1,237 m, larghezza posteriore (ruote) 1,232 m.

CONCLUSIONI – Il nostro giudizio complessivo sulla Renault Twizy si può così riassumere:

  • Veicolo sicuro sul piano telaistico
  • Buona tenuta di strada ma attenzione alle manovre brusche
  • Buone doti di accelerazione e ripresa
  • Buone doti di accelerazione e ripresa
  • Comfort scarso
  • Abitacolo molto spartano
  • Accessibilità posteriore difficoltosa
  • Prezzo di listino accessibile
  • Noleggio batterie dal costo eccessivo
  • Scarsa protezione alle intemperie
  • Autonomia limitata
  • Tempo di ricarica totale non ancora accettabile

di Bruno Pellegrini

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Daimler e Waymo: l’accordo per i camion a guida autonoma Livello 4

Esame patente: come funziona e quanto costa nei vari Paesi del mondo

Taxi NCC Decreto Cura-Italia

Decreto Ristori: indennizzi anche per taxi e NCC, ecco quali