Tesla, l’ex dipendente denuncia: “Batterie difettose e falsa produzione”

Secondo il dipendente accusato di sabotaggio e licenziato da Tesla, l’azienda avrebbe usato batterie difettose e truccato i dati sulla produzione

Tesla, l’ex dipendente denuncia: “Batterie difettose e falsa produzione”
Altro che acque calme, il mare in cui naviga Tesla è sempre più agitato dopo la denuncia del suo ex dipendente di poche ore fa. Martin Tripp, questo è il suo nome, era stato licenziato da Tesla dopo essere stato accusato di aver violato i sistemi informatici dell'azienda; di tutta risposta l'ormai ex dipendente ha presentato un reclamo formale di denuncia alla SEC, l'ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa dei valori. Componenti difettose nell'assemblaggio dei veicoli elettrici e numeri sulla produzione gonfiati per non disattendere le aspettative dei clienti: queste le due "contro accuse" di Tripp nei confronti di Tesla. Un nuovo scandalo trascina Tesla nell'occhio del ciclone?

LA DIATRIBA 

Neanche un mese fa, era il 19 giugno, con il suo tradizionale metodo di fare Elon Musk inviava una mail ai suoi dipendenti: "Un lavoratore insoddisfatto si è introdotto nei sistemi informatici della compagnia e ha condotto un sabotaggio molto dannoso alle nostre operazioni". Secondo le indagini interne effettuate da Tesla sarebbe stato rubato 1 giga di dati sensibili da Martin Tripp, prontamente licenziato in tronco (sapevi che Tesla aveva licenziato 3.500 dipendenti poco prima?). Da qui è partita un'accesa battaglia legale, arrivata all'apice proprio ieri con Tripp che si è affidato ad uno dei più importanti studi legali statunitensi per presentare la denuncia alla SEC, la quale per ora si rifiuta di commentare. Al contrario gli avvocati dell'ex dipendente rendono note le accuse del loro cliente.

PAROLA DI TRIPP 

Tesla avrebbe utilizzato durante l'assemblaggio alcune batterie forate, probabilmente per favorirne il raffreddamento, che in realtà sarebbero molto pericolose per i clienti Tesla (guarda il video di una Tesla andata a  fuoco), così come altre parti montate nei veicoli anche se considerate scarti, sempre secondo le accuse di Tripp. E ancora le ultime modifiche ai veicoli avrebbero un impatto negativo sulla sicurezza, perché le batterie sarebbero troppo vicine ed installate in una posizione sbagliata, e ciò aumenterebbe il rischio di combustione. Infine Tesla verrebbe denunciata per aver ingannato i suoi investitori, gonfiando la produzione della Model 3 ogni settimana dichiarando addirittura fino al 44% in più.

VERO O FALSO? 

Per ora nessun commento né da parte del SEC né da Tesla, ma quest'ultima aveva già citato per danni Tripp dopo il presunto sabotaggio chiedendo un risarcimento da 1 miliardo di dollari. In ogni caso una denuncia al SEC assume una certa rilevanza e le azioni di Tesla potrebbero subire un pesante contraccolpo nelle prossime ore; d'altro canto da quanto riportato dai media statunitensi per ora risulta difficile calcolare i dati di produzione della Tesla Model 3 con precisione, perché nei numeri ufficiali rilasciati periodicamente non sarebbe specificata una suddivisione per modelli proprio ora che Musk aveva dichiarato di aver raggiunto l'obiettivo di 5.000 a settimana. Intanto Tripp ha scelto di farsi difendere da uno dei migliori studi legali ma anche questo ha un costo, ed ha aperto un sito di raccolta fondi per la sua lotta allo scopo di raggiungere i 500.000 dollari della parcella (finora ha raggiunto 15.100 dollari). La battaglia legale sarà molto lunga, non ci resta che attendere nuove indagini per avanzare verso la verità.

Pubblicato in Auto elettriche il 13 Luglio 2018 | Autore: Redazione (F)


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