Terremoto Emilia: 670 milioni, soldi anche per le infrastrutture

Aiuti record per la ricostruzione Emilia da parte dell'Unione europea

24 settembre 2012 - 6:00

Si mobilita anche l'Unione europea per risollevare l'Emilia, dopo il sisma di maggio 2012: arrivano i fondi europei per la ricostruzione post terremoto.

PRIMATO – Johannes Hahn, commissario europeo per la Politica regionale, ha annunciato la proposta della Commissione di stanziare 670 milioni di euro per l'Italia a seguito dei due gravi terremoti consecutivi, e delle centinaia di scosse di assestamento, verificatisi in Emilia-Romagna, e avvertiti anche in Veneto e Lombardia. Si tratta della somma più elevata mai stanziata dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea (Fsue), e si pone l'obiettivo di coprire gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di fornitura di alloggi e di servizi di soccorso nonché proteggere il patrimonio culturale della regione. Hahn è stato categorico: “Dobbiamo aiutare questa Regione altamente produttiva a rimettersi in piedi. L'ammontare dell'aiuto è il maggiore mai erogato dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea dalla sua istituzione nel 2002. Esso riflette l'entità dei danni provocati dal terremoto a migliaia di famiglie, alle loro case, ai loro mezzi di sostentamento e all'economia della Regione in generale. La priorità è ridare un alloggio e sostenere le decine di migliaia di persone che hanno perso la casa in seguito a questo disastro epocale”.

DOPO LA DOMANDA – Il provvedimento fa seguito alla domanda di aiuto tramite il Fondo di solidarietà avanzata dall'Italia il 27 luglio scorso, entro il termine di 10 settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno (20 maggio). Le autorità italiane hanno indicato danni diretti per 13,3 miliardi di euro, tre miliardi di euro in più rispetto ai danni record provocati dal terremoto dell'Aquila, in Abruzzo, nel 2009: è lo 0,86% del reddito nazionale lordo italiano e supera di quattro volte le condizioni per la mobilitazione del Fondo di solidarietà, fissate a 3,6 miliardi di euro per l'Italia nel 2012 (corrispondenti tre miliardi di euro ai prezzi del 2002). Ovviamente, la fetta più grossa (465 milioni di euro) va alla fornitura di strutture ricettive provvisorie per ospitare 43.000 persone per un massimo di tre anni. Quasi 90 milioni di euro occorrono per riparare le infrastrutture di base (fra cui le strade) e 60 milioni di euro è il costo dei servizi di soccorso. Non sono previsti finanziamenti, invece, per le riparazioni di case private.

SODDISFAZIONE – Il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani si dice soddisfatto, anche se non sono ancora state espletate dalle autorità italiane tutte le pratiche necessarie affinché Bruxelles possa procedere all'erogazione dei 18 milioni di euro di aiuti stanziati in favore delle regioni Liguria e Toscana dopo le alluvioni dello scorso autunno. Il presidente dell'Emilia Romagna e commissario delegato per la ricostruzione, Vasco Errani, ha ringraziato la Commissione europea; positivi i commenti del presidente del Veneto Luca Zaia e del presidente della Lombardia Roberto Formigoni, che si è augurato “un equo riparto dei fondi, correlata alla percentuale dei danni indicata”. Nessun riferimento ai tre politici su indicati, ma è comunque auspicabile che tutto il denaro venga incalanato nel modo corretto: case, strade, infrastrutture. Sarà fondamentale la massima trasparenza della gestione di quei quattrini, visto che troppo spesso – in passato – gli aiuti statali si sono persi in mille rivoli: si veda, solo a titolo di esempio, il terremoto dell'Irpinia degli anni 80.

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