TCS: le nuove auto sono più sicure con il sistema di frenata multipla

La frenata multipla eviterà impatti successivi in caso d'incidente. La Seat Leon tra le più piccole ad averlo di serie

5 dicembre 2012 - 8:00

Il Touring Club Svizzero ha contribuito negli ultimi anni insieme con altri Automobile Club europei a sviluppare il sistema di frenata che protegge gli occupanti da successivi impatti violenti in caso d'incidente.

SCONTRO A CATENA – In Germania e in Svizzera il 20% degli incidenti tra due auto avviene con una sovrapposizione dei veicoli molto bassa; questo tipo d'impatto, con overlap inferiore al 30% della larghezza della sagoma, espone i passeggeri al rischio di altri impatti dovuti all'energia cinetica residua non assorbita dalle strutture deformabili.  I test eseguiti dal TCS nel 2009 con due Opel Astra H (promossa con 5 stelle Euro NCAP) lanciate a 56 km/h in uno scontro frontale con una sovrapposizione del 23%, produssero i primi dati su cui si è aperto il dialogo con i costruttori auto per lo sviluppo di un sistema di frenata automatica che arrestasse l'auto dopo il primo impatto. Dopo oltre due anni il sistema che evita le multicollisioni inizia a diffondersi sulle nuove vetture.

QUELLA PROVA SCOMODA – Dal 1997 l'analisi dei crash test indipendenti svolti da Euro NCAP ha stimolato i costruttori a produrre auto più sicure e i legislatori a rendere obbligatori equipaggiamenti che qualche anno fa non si potevano nemmeno avere come optional, come ABS, airbag ed ESC. Grazie agli impulsi lanciati alle Case, le auto che guidiamo oggi hanno raggiunto standard elevati di sicurezza e lo dimostrano i recenti crash test svolti su circa 20 nuove auto pronte per il mercato, che hanno raggiunto la valutazione delle 5 ambite stelle (fa eccezione la Dacia Lodgy che ne ha prese 3). Il rischio di lesioni serie per i passeggeri in caso d'incidente senza sovrapposizione (cui Euro NCAP ha riservato una prova speciale per alcune berline) ha mostrato che in questi atipici ma molto diffusi impatti con decelerazioni fino a 30 g, le strutture laterali delle auto vanno rinforzate per evitare che la ruota penetri nell'abitacolo demolendo la struttura. Irrobustendo il telaio, però, i tecnici del TCS si sono accorti che le due Opel Astra, scontrandosi in condizioni analoghe a quelle precedenti, tendevano a scivolare l'una contro l'altra, rimbalzando con una velocità residua di 43 km/h contro i 28 km/h registrati con le strutture più cedevoli e la tendenza a incastrarsi nel punto d'impatto (i dettagli in gallery). Una velocità eccessiva che ha richiesto lo sviluppo di un sistema attivo fin dall'apertura degli airbag per evitare che l'auto finisse la sua corsa in un secondo impatto, contro un ostacolo o un'auto proveniente dal senso opposto di marcia.

DI SERIE SULLA LEON – Le prime risposte concrete agli interrogativi sugli impatti “small overlap” vengono da Audi, Bmw, Mercedes, Volkswagen e Seat. La nuova Seat Leon che abbiamo provato a Misano, tra le più piccole e accessibili al grande pubblico insieme alla nuova Golf 7, è tra le prime berline compatte a montare il sistema di frenata multipla. Il sistema Multi Collision Brake, che sarà di serie su tutta la gamma Leon, attiva autonomamente i freni per evitare un impatto secondario in caso di collisione. In particolare, il sistema di frenata multipla Seat si attiva con l'apertura dell'airbag, comandando il controllo elettronico della stabilità che aziona i freni e, al tempo stesso, accende le luci di emergenza e gli stop. Di seguito gli effetti di uno scontro tra due auto sprovviste di sistema di frenata multipla.

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