Taxi o Uber? Tra pregi e difetti ecco i due sistemi ai raggi x

Taxi e Uber si contendono il trasporto urbano. A Milano sarà sciopero, ma come funzionano i due sistemi?

18 marzo 2014 - 17:00

Tassisti vs auto con conducente, spirito corporativo vs innovazione e libero mercato. Tra il collaudato sistema radiotaxi e il moderno Uber, il sistema che consente di noleggiare una macchina con autista per un breve tragitto tramite un'app sul telefonino, è scontro frontale. I primi hanno già proclamato uno sciopero per giovedì 20 a Milano, i secondi replicano alle contestazioni e si dicono pronti ad un coinvolgimento diretto della storica categoria professionale. Noi di SicurAUTO.it, dopo averli contattati entrambi, proviamo a fare chiarezza sui due sistemi evidenziandone pro e contro.

IL NODO DELLA QUESTIONE – Lo scontro tra tassisti e “sistema Uber” nasce dall'interpretazione della legge 21 del '92 sul trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. “Gli autisti Uber non sono in regola con quanto previsto dalla normativa – spiega il responsabile comunicazione di radiotaxi 8585, Davide Pinoli – perché le loro auto dovrebbero stazionare in rimessa e non per strada come i taxi, che sono muniti di apposita licenza”. “E' la sola richiesta di servizio che deve arrivare presso la sede del vettore munito di licenza NCC – replica Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber Italia – ed è così che avviene mediante un sistema automatico di mail certificate”. La linea di demarcazione è sottile; proprio per questo e per gettare acqua sul fuoco, Uber ha inviato una lettera aperta al sindaco di Milano per il coinvolgimento dei tassisti anche al sistema Uber. “Ma al momento – dice la Lucini – non abbiamo avuto risposte”.

SISTEMI A CONFRONTO – Ma quali sono in realtà le differenze tra taxi e Uber? Nel primo caso, che si utilizzi internet o il telefono, la chiamata viene smistata dal centro di prenotazione radiotaxi e rimandata mediante sistemi gps alle vetture libere e più vicine al luogo di chiamata. “Il cliente sa che auto è in arrivo, dove e in quanto tempo”, dicono i tassisti. Con l'altro sistema avviene tutto in maniera telematica e si è in contatto diretto con l'autista disponibile. “Il taxi – illustra il vicepresidente di radiotaxi Verona Giorgio Bee – arriva nel punto esatto e in tempi comunicati all'utente, con il sistema Uber ho riscontrato anche errori di 300 metri sul luogo dell'appuntamento. Anche noi abbiamo una app ma che serve a migliorare l'interconessione degli spostamenti di chi viaggia anche in diverse città, usando appunto un unico sistema di prenotazione”. “La geolocalizzazione ha un margine di errore – replicano da Uber – proprio per questo l'utente ha il telefono dell'autista. Sui tempi di arrivo dell'auto stiamo migliorando perché il sistema non calcola ad esempio il traffico – prosegue Benedetta Lucini – però i nostri autisti sanno che devono avvisare il cliente che, in caso di ritardo, potrà avere restituiti i diritti di chiamata”.

SICUREZZA PER I CLIENTI – Polemiche a parte, al cliente interessa viaggiare in tempi ragionevoli e sicuri, ecco cosa offrono i due vettori. “Noi a Verona – dice Bee – abbiamo un sistema di videosorveglianza su tutte le auto che serve sia per gli autisti che per i clienti, tutto è tracciato ed eventuali problemi possono essere riscontrati”. “Abbiamo un rating per gli uni e per gli altri – dicono da Uber – si può dare un voto da 1 a 5 e i nostri autisti non devono mai scendere sotto il 4,5 pena l'esclusione. Eventuali utenti violenti vengono cancellati dal sistema”.

COSTI E TRANSAZIONI – Abbiamo preso due tratte simbolo per confrontare gli esborsi. Per la tratta Malpensa-Duomo la tariffa è fissa in entrambi i casi: 90 euro per i taxi e 120 per Uber. Da Linate al Duomo occorrono invece tra i 15 e i 20 euro con un taxi e da 20 a 25 con il sistema Uber. “In linea di massima siamo più cari di circa il 20% rispetto ai taxi, anche se ad esempio non abbiamo tariffe più care di notte”, afferma Lucini. I tassisti criticano ad Uber l'aumento delle tariffe in caso di eccesso di domanda. “Noi – replica Uber – siamo convinti che l'utente sia più propenso a pagare di più (secondo un algoritmo matematico) ed avere il servizio piuttosto che rinunciare”. Altro punto critico le transazioni con carta di credito che avvengono su conti esteri. “Vero – dice Lucini – perché la società non è italiana, ma i redditi degli autisti sono tracciabili e dichiarati in Italia”.

TASSISTI O CONDUCENTI, UN'OPPORTUNITA' DI LAVORO? – “Per fare i tassisti – spiega il responsabile di 8585 – occorre avere 21 anni, superare un'esame che concerne la conoscenza delle regole e delle strade e poi acquistare la licenza che costa circa 150.000 euro e che viene ammortizzata in dieci anni”. “Per il sistema Uber – spiega invece Benedetta Lucini – occorre avere la licenza NCC, poi verifichiamo lo stato delle auto che, ad esempio, non devono avere più di cinque anni, ed infine facciamo un colloquio prova con il candidato”.

GUADAGNI – Al lordo, secondo quanto affermato dal responsabile comunicazione di radiotaxi 8585, un tassista guadagna mediamente 130 euro al giorno. Difficile fare il calcolo per gli autisti Uber, ciò perché spesso gli autisti effettuano questo servizio come riempitivo di un altro impiego nel settore e quando c'è meno richiesta di autisti per eventi particolari, come può essere la settimana della moda di Milano. “Ecco perché – aggiungono da Uber – versiamo le quote spettanti agli autisti con cadenza settimanale”.

CONCLUSIONI – In definitiva, sembra un po' una sfida tra il vecchio ed il nuovo che avanza. Probabilmente i ragazzi avranno più propensione ad usare l'app, magari a fronte di costi di poco superiori per il trasporto, mentre gente abituata a comporre il numero dei radiotaxi continuerà a farlo, magari con servizi che questi ultimi saranno costretti ad aggiungere per non essere sorpassati in corsa dalla modernità che gli sta a fianco. Da un lato c'è la possibilità di controllare la chiamata senza scomodarsi, dall'altro c'è la certezza di un sistema rodato da decenni. A parità di pro e contro, come sembra sia la situazione al momento, ben venga una competizione sana e costruttiva che possa porre in primo piano sia la qualità e la sicurezza del servizio per l'utente finale che quella del cliene e del lavoratore alla guida di un taxi o di una vettura Uber.

2 commenti

Maurizio
14:59, 19 marzo 2014

Il giornalista poteva informarsi meglio e rendersi conto che i radiotaxi milanesi hanno le APPS da molto prima che arrivassero i “moderni innovatori” d'oltre oceano. Poteva anche, poi, informarsi molto, ma molto, meglio anche sul resto….sottacciamo sempre il perché c'è in atto questo “conflitto”. Evidentemente fa comodo così!!! Regna la disinformazione!!

Redazione
17:39, 19 marzo 2014

Gentile lettore Visentin, ci spiace che il suo punto di vista sia negativo rispetto alla nostra indagine. Abbiamo messo in luce l'app di Verona, così come avremmo potuto fare su Milano. Il nodo era il funzionamento del sistema e ciò che è scritto e ciò che ci è stato spiegato dagli uffici di Milano e Verona. Disponibili a riparlare in futuro della questione, le auguriamo buon lavoro.

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