Tata Nano, flop clamoroso

La Tata Nano, l'auto meno costosa al mondo, si sta rivelando sempre più un buco nell'acqua

18 ottobre 2013 - 6:00

Doveva motorizzare il continente indiano, doveva far rottamare le vecchie moto a favore di una piccola auto, doveva attrarre per il prezzo bassissimo; doveva, ma così non è stato. Ci riferiamo alla Tata Nano, l'automobile meno costosa al mondo: dal 2009 viene prodotta dal colosso indiano Tata e venduta in India a 2.000 dollari (spicciolo più, spiccolo meno). Ma il Wall Street Journal è drastico: dopo quattro anni dalla sua introduzione sul mercato, la Nano è un fiasco.

SETTEMBRE PESSIMO – Addirittura, a settembre 2013, le vendite sono calate del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012; mentre mediamente vengono venduti 2.000 modelli al mese. Il raffronto va fatto col momento di massimo successo: era l'aprile 2012, quando le Nano commercializzate in un mese ammontavano a 10.000. Eppure, alle spalle, c'è un gigantesco investimento: la fase di sviluppo dell'auto è costata a Tata quasi 400 milioni di dollari, e altre centinaia di milioni sono state spese per produrne da 15.000 a 20.000 al mese. Questo era il target iniziale, ma evidentemente qualcuno – nel quartier generale del gigante indiano – ha fatto calcoli molto sbagliati, che negli anni si sono rivelati tremendamente ottimistici.

ALTRO CHE RIVOLUZIONE – Presentata nel 2009 come la low cost indiana che avrebbe rivoluzionato la mobilità dei Paesi emergenti, la Tata Nano tira così poco che è diventata una zavorra per le vendite e i profitti della Tata Motors, il quarto produttore auto indiano, il quale tra l'altro gestisce (e anche con successo) marchi di lusso come Jaguar e Land Rover. Acquistati dalla Ford nel 2008 per 2,3 miliardi di dollari. Sebbene a giugno le vendite dei modelli Jaguar e Land Rover siano aumentate dell'11% rispetto allo stesso periodo del 2012, le entrate della società sono scese del 23% rispetto all'anno scorso: in agosto, la Tata ha venduto quasi lo stesso numero di Nano e della berlina Jaguar XF, che costa circa 20 volte di più.

UN SECONDO TENTATIVO – Alla base, probabilmente, c'è il fatto che gli indiani volevano spendere poco, ma non desideravano una macchina così miseramente i low cost. Secondo il Wall Street Journal, la Nano non ha avuto successo perché molte persone della classe media indiana, il target individuato da Tata, hanno preferito non acquistare una macchina che li facesse sembrare poveri. Nel 2010, ci furono varie segnalazioni che alcuni modelli di Nano avessero preso fuoco da soli: anche se Tata disse che il fatto non era stato provocato da nessun difetto di produzione, l'immagine dell'auto rimase compromessa. Un atteggiamento che deve aver contribuito ad irritare i consumatori indiani, a quanto pare assai più maturi ed evoluti di quanto qualcuno si aspettasse. Il altro motivo sembra ascrivibile a un serio errore “strategico” di valutazione da parte del mamagement Tata. La Nano rimane una vettura economicissima, ma pare non lo sia abbastanza per le tasche delle fasce più povere della popolazione indiana, cioè proprio quelle alle quali l'auto si rivolgeva e che continuano a preferirle il tradizionale ciclomotore, certamente il mezzo di trasporto a motore più conveniente. Ora Tata ci riprova, con un lifting profondo: stereo e cerchioni cromati, e prezzo più alto, con una nuova campagna pubblicitaria. Un nuovo modello dell'auto, Nano LX, costerà più di 3.500 dollari e conterrà diversi miglioramenti, con la forma esterna e gli interni riprogettati. “Sarebbe imprudente dire che non siamo preoccupati. È difficile cambiare in un attimo l'opinione generale su una cosa: credo che ci metteremo un po' di tempo”, ha commentato Ankush Arora, dirigente di Tata. Perché sono a rischio anche i posti di lavoro nel gigante indiano, casomai pure la Tata riveduta e corretta si rivelasse un flop. 

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