Tariffe Aci +30%? Unasca: “Noi facciamo ricorso”

L'Unasca fa ricorso al Tar del Lazio contro il decreto del Governo Monti: ha rincarato del 30% le tariffe del Pra

7 giugno 2013 - 7:00

Ricordate il recente rincaro delle tariffe Pra? Era l'ultimo “regalo” del Governo Monti agli automobilisti, dopo una serie interminabile di rincari fra tasse, accise sui carburanti e superbollo. Ma l'Unasca non ci sta e fa ricorso.

CONTRO IL DECRETO – Infatti, l'Unasca (Unione nazionale studi di consulenza automobilistica, l'associazione maggiormente rappresentativa degli studi di consulenza automobilistica operanti nel settore servizi al mondo auto), assieme a due studi di consulenza in rappresentanza della categoria, ha proposto ricorso al Tar del Lazio per ottenere l'annullamento del decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze di concerto con il ministero della Giustizia del 21 marzo 2013, titolato “Adeguamento del sistema tariffario da corrispondere all'Automobile Club d'Italia – Aciper le attività relative alla tenuta del Pubblico registro automobilistico”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 28/3/2013. Il ricorso al Tar si fonda, dice l'Unasca, sulla violazione del principio di uguaglianza che contraddistingue il decreto: questo “permette all'Aci di incassare un aumento degli introiti non sui servizi che esso effettivamente eroga, ma anche su tutti quelli gestiti autonomamente dalle agenzie private”. Il decreto non prevede nessuna differenziazione dei due casi diversi, e così “il cittadino deve pagare l'aumento fissato anche quando si reca presso un'agenzia di pratiche auto invece che al Pra, il quale incassa in ogni caso l'emolumento maggiorato che non sarebbe più dovuto”.

C'È LO SPORTELLO DELL'AUTOMOBILISTA – “La gravità della cosa è facilmente comprensibile – spiega Ottorino Pignoloni, segretario nazionale di Unasca – se si pensa che con l'introduzione dello Sta, lo Sportello telematico dell'automobilista nel 2000, le agenzie si sono sostituite di fatto al Pra nell'eseguire oltre il 75% delle pratiche auto loro richieste, facendosi così  arico dei relativi i costi di gestione del  servizio  per quegli automobilisti”. L'Unasca mette nel mirino la premessa del decreto: “Ritenuta la necessità di garantire l'autonomo equilibrio economico-finanziario del servizio in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l'espletamento dello stesso”. Secondo l'Unasca, l'Aci percepisce emolumenti anche per quei servizi che non fornisce più, in ogni caso a prescindere dal fatto che li fornisca o no. “A questo punto – dice l'Unasca – l'Aci dovrà presentarsi innanzi al Tar Lazio e così dovrà fare il ministero per difendere il testo del decreto”.

QUANTI SOLDI BALLANO – Questo aumento tariffario delle pratiche auto, variabili di anno in anno, è valutabile per il 2013 in 30-40 milioni di euro, stima l'Unasca: “Un ulteriore salasso che ricade ingiustificatamente su automobilisti e imprese oltre che  sul mercato delle auto”. La stessa Unasca punta alla creazione di un unico archivio pubblico al posto dei due ridondanti archivi esistenti, quello della Motorizzazione, gestito dal Ministero dei Trasporti e quello del Pra, gestito dall'Aci. “Solo in Italia  – spiega Pignoloni – esistono due strutture e un doppio  archivio pubblico che si occupano entrambi dei dati relativi ai veicoli: la Motorizzazione Civile, che fa capo al ministero dei Trasporti, e il Pra gestito dall'Aci. Tale duplicazione dell'apparato pubblico comporta annualmente  costi e sprechi enormi per i cittadini e imprese nonché per  lo Stato, gli operatori commerciali del settore e per gli studi di consulenza e di pratiche auto, in termini di denaro, documenti, procedure,  tempi di lavoro e personale impiegato, oltre che provocare continue inefficienze come dimostrano ad esempio  le cartelle pazze  per il disallineamento dei dati”. Nel 2012, quantifica l'Unasca, è di due miliardi di euro quanto pagato dagli utenti per l'imposta provinciale, le doppie tasse e i doppi costi di gestione del sistema. Un solo archivio pubblico – auspica l'Unasca –  e la carta di circolazione europea quale unico documento del veicolo, così come auspicato dal rapporto del giugno 2008 depositato in Parlamento dalla Commissione tecnica del ministero dell'Economia e Finanze sulla spending rewiev nel settore trasporti, produrrebbero ingenti risparmi agli automobilisti e allo Stato per alcune centinaia di milioni di euro l'anno.

1 commento

Paoblog
8:28, 7 giugno 2013

“le agenzie si sono sostituite di fatto al Pra nell'eseguire oltre il 75% delle pratiche auto loro richieste,”

In questi giorni devo effettuare il passaggio di proprietà della Smart… all'Aci mi hanno detto che il costo è di circa 380 ?.

l'idea di andare nella Delegazione Aci a 2 km dall'ufficio mi tentava, avrei risparmiato un pòdi tempo, ma con la maggiorazione applicata al servizio me ne hanno chiesti 509.

Notare che la polizza ssicurativa (massimale 50+50 milioni, per capirci, che è meglio essere prudenti, furto & incendio ed altre polizzeaccessorie) mi costa 562 ?.

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