Targa blu, premio farsa sei tu

Ve lo diciamo per nostra esperienza diretta: Targa blu è un premio inutile per la sicurezza stradale

22 maggio 2012 - 12:10

Il primo elemento a disorientarti è il comunicato stampa del premio internazionale Targa blu 2011, quinta edizione, svoltasi a Roma, nella sala multimediale dei gruppi parlamentari, il 10 maggio 2012: una brodaglia lunga quanto un papiro, pieno di enunciazioni teoriche. Ma questo interessa gli operatori dell'informazione, e non voi lettori, ai quali noi di SicurAUTO intendiamo raccontare la nostra diretta esperienza, a giustificazione del titolo “Targa blu, premio farsa sei tu” che leggete in alto.

CHE COS'È – Il riconoscimento è stato istituito dal Centro studi indipendente sulla sicurezza stradale (Cesiss), presieduto da Paolo Pettinari, comandante capo della Polizia municipale del borgo marchigiano di Corridonia (in provincia di Macerata). Targa blu è nato nel 2007 ispirandosi al premio Bandiera blu per le spiagge. Il concorso riguarda gli Enti proprietari delle strade (come Comuni, Province, Regioni) che si siano distinti, in Italia e all'estero, per aver migliorato la sicurezza stradale. Il riconoscimento costituisce una “Certificazione di qualità” per quegli Enti.

UNA SELEZIONE… DURISSIMA – Iniziativa lodevole, in teoria. Tanto che pure noi siamo stati tirati dentro il trappolone, e due anni fa abbiamo dato spazio all'idea, entrando nella giuria e offrendoci di monitorare (gratuitamente) i Comuni della Sicilia. Poi, però, la realtà cui ci siamo trovati di fronte è stata molto diversa dalle aspettative. Infatti, per partecipare al concorso, sono gli Enti stessi che inviano la loro candidatura, scaricando il modulo dal sito Targa blu. A pagamento, versando una specie di gettone d'adesione: dai 400 ai 2000 euro. Dopodiché, il comitato valuta gli Enti e poi si arriva ai vincitori. Tenetevi forte, ora: nel 2010, su (circa) 70 Enti che si erano candidati, sono stati premiati… tutti e 70. Una selezione durissima.

NOME SENZA AUTORIZZAZIONE – Per giunta, Targa blu utilizza il nome di SicurAUTO e del suo responsabile senza averne l'autorizzazione. Tuttora compariamo come componenti della giuria, quando invece non è più così. Il nome del nostro responsabile, Claudio Cangialosi, è stato nominato durante la cerimonia di premiazione avvenuta a maggio. Assurdo, roba da denuncia e sulla quale ci stiamo già muovendo.

ALTRI SONO IN FUGA – Dopo essercela data a gambe levate dalla giuria di Targa blu, anche Massimo Soldini, dell'AMI (Associazione motociclisti incolumi), è seriamente intenzionato a salutare la compagnia di Targa blu. Pure lui, come noi, è sconcertato dalle modalità del premio, e dal fatto che vincano quasi tutti i partecipanti (che hanno pagato per aderire alla manifestazione). Per di più Soldini non è riuscito ad essere presente durante le riunioni della giuria ma è stato citato lo stesso come membro della stessa. Incredibile. Ha anche chiesto lumi sulle fantomatiche commissioni itineranti che da anni avrebbero dovuto controllare quanto dichiarato dagli enti, ma per l'ennesima volta il risultato è stato un “ci stiamo lavorando”…

RIMBORSO SOFFERTO  – Stendiamo un velo pietoso su una questione privata e delicata. Per partecipare all'evento di premiazione di Targa blu 2010, ci siamo sobbarcati quasi per intero i costi di trasferta. L'associazione ci aveva garantito un rimborso simbolico di 100 euro, mai arrivato nonostante numerosi solleciti. Non sono i soldi il problema, ma questo è un altro elemento che la dice lunga sulla mancanza di serietà di Targa blu.

A CHE SERVE? – L'utilità del premio Targa blu è pari allo zero secondo noi. Non sappiamo dove finiscano i quattrini versati dagli Enti per partecipare alla “selezione” (soldi che protrebbero essere seriamente investiti per migliorare la sicurezza stradale). Di certo, gli Enti premiati ricevono parecchia pubblicità sui mass media, uscendone con l'immagine rafforzata. E il giochino va avanti. Basta cercare “Targa blu” in Google News e si otterranno decine di siti che hanno effettuato il copiaincolla del comunicato, spiegando con enfasi che un certo Ente locale ha vinto il premio. Notizie fuffa per un premio farsa.

SCONCERTO – Ma non è possibile che tutti abbiano le fette di salame sugli occhi. E infatti c'è chi sente puzza di bruciato. Monta la polemica sulla quinta Targa blu per la sicurezza stradale che la città di Nardò (Lecce) ha ricevuto. Ecco Walter Gabellone di Associazione per la vita: “Mi chiedo come ci si può riempire di tanto orgoglio per un premio che a mio modo di vedere proprio quest'anno non dovremmo ricevere. Primo, per rispetto della anziana deceduta in via Duca degli Abruzzi a causa di un incidente stradale. Secondo, per tutte le strade dissestate, deformate e frananti. Terzo, per una segnaletica fatiscente e obsoleta in alcuni tratti”. E ancora: “In questo periodo di strettezze economiche – continua Gabellone – forse quei 700 euro [il riferimento è al denaro versato per partecipare al premio Targa blu] sarebbero stati più utili a finanziare una nostra campagna di informazione sulla sicurezza stradale, visto che da parte dell'amministrazione comunale quando bussiamo ci viene risposto sempre 'picche'”. Con stoccata finale: “Il 50% dei proventi delle multe dovrebbe essere speso in sicurezza stradale, e non in targhe da incorniciare”. La targhetta blu, appunto. Gli fa eco il responsabile Giovane Italia PDL: “Come si fa ad affermare e premiare tutto questo quando le nostre strade fanno pietà? Come si fa a vantarsi di questo fregio quando la gestione delle strade, ormai da molti anni, è a dir poco scandalosa? Corso Galliano, via Roma, via Napoli, la 'nuova' via Gallipoli che ha creato e crea tuttora grossi problemi. Buche ormai diventate voragini che recano pericolo agli automobilisti, basolato del centro inguardabile, aiuole e rotatorie a dir poco penose”. Ma una bella Targa blu non si nega a nessuno.

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