Taratura autovelox: parola alla Corte costituzionale

La Cassazione ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della taratura degli autovelox

8 settembre 2014 - 10:00

Il tema “taratura degli autovelox” torna protagonista. Stavolta, non è un automobilista che fa un ricorso vicente, ma addirittura la Cassazione che, con sentenza 17766, depositata il 7 agosto 2014, rimanda il verdetto alla Corte costituzionale: “La Corte solleva d'ufficio la questione di legittimità costituzionale della norma di cui al Codice della strada, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalit à e di taratura”. Vedremo la decisione della Consulta che però, se sarà favorevole agli utenti, determinerà una serie rilevante di annullamenti dei verbali di infrazione.

VECCHIA FACCENDA – Gli autovelox necessitano della taratura periodica per garantire la correttezza delle rilevazioni? Sul punto, la seconda sezione civile della Cassazione rimette al vaglio della Corte costituzionale la questione sulla legittimità dell'esenzione dalla periodica taratura per gli autovelox. Tutto nasce dal ricorso di due cittadini rispettivamente conduttrice e proprietario di un'automobile, che si erano visti respingere i precedenti ricorsi innanzi al giudice di pace di Mondovì, il quale aveva respinto l'opposizione a un'ordinanza di rigetto del prefetto di Cuneo che a sua volta aveva rigettato un ricorso amministrativo avverso un verbale della polizia stradale per aver violato l'articolo 142 del Codice della strada elevato con autovelox. Anche il successivo appello innanzi al Tribunale di Torino aveva negato le istanze dei due ricorrenti che, imperterriti, avevano deciso di adire la Cassazione forti della convinzione circa l'illegittimità dell'originaria multa. Come evidenza lo Sportello dei diritti, i giudici di legittimità con precedenti decisioni avevano nei fatti ritenuto che le apparecchiature elettroniche per la determinazione dell' osservanza dei limiti di velocità, di cui all'articolo 142 del Codice della strada, non dovevano essere sottoposte alla procedura di taratura. Anche la Corte costituzionale si era pronunciata in passato sulla questione (sentenza n. 277/2007). Pur non ritenendo fondata la questione, “ma solo per erronea individuazione da parte del giudice rimettente del termine di comparazione, la Corte costituzionale ha avuto modo di svolgere affermazioni che non possono che indurre ad una riconsiderazione della questione”.

COSA POTREBBE ACCADERE – Coloro che hanno proposto ricorso o lo proporranno in materia di autovelox potranno chiedere al giudice di pace in primo grado, o al Tribunale in caso di appello, che sospenda la causa e gli effetti connessi al verbale (pagamento della sanzione e sanzioni accessorie), in attesa della definitiva decisione della Consulta. Se verrà fissato, una volta per tutte, l'obbligo di taratura periodica, le conseguenze saranno pesantissime: potrà essere sospeso l'obbligo del pagamento delle sanzioni pecuniarie e di quelle accessorie come la decurtazione dei punti e soprattutto la sospensione della patente di guida nei casi in cui è prevista, almeno in attesa della parola definitiva della Corte costituzionale. E la maggior parte dei verbali per infrazioni rilevate con le apparecchiature per la rilevazione elettronica della velocità dovrà essere considerata nulla.

MATTARELLI, ANVU: “MEGLIO IL TELELASER CON CONTESTAZIONE IMMEDIATA” – Secondo Luciano Mattarelli, presidente Anvu (Associazione Polizia locale d'Italia), si tratta della più recente versione della Cassazione: “In passato, alcune hanno distinto anche i modelli di autovelox significando che quelli di ultima generazione sono autoregolanti e quindi non necessitano di manutenzione e verifica di taratura. Altre sentenze invece ritengono la verifica di taratura necessaria. A questo punto, è giusto il pronunciamento della Consulta. Così, ci sarà una linea definitiva. La mia personalissima idea è semplice: la macchina (autovelox) ormai governa l'uomo e non viceversa. Per questo sono favorevole a una modifica normativa che consenta solo l'uso del telelaser, mettendo quindi in preminenza l'uomo sulla macchina. Come era alcuni decenni fa quando gli autovelox non esistevano. Quindi, non abbassare la guardia sui controlli delle velocità. La velocità resta sempre la prima causa dei sinistri. Però bisogna tornare a una dimensione in cui il pubblico ufficiale si avvale del dispositivo telelaser che gli conferma l'eccesso di velocità dei veicoli, i quali saranno fermati subito e contravvenzionati con contestazione immediata. In questo modo, l'uomo si avvale della macchina (e non viceversa) per doverosa precisione dei dati e nel contempo avrà più possibilità di spostarsi nel territorio ed essere presente in più zone nello stesso arco di servizio, là dove serve. Il controllo quindi resterà alto e a mio avviso più efficace. Inoltre, il cittadino non avrà come oggi la netta sensazione di trovarsi di fronte solo a un modo per fare cassa”.

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