Taglio di punti-patente: ok al ricorso rapido al Giudice di pace

Taglio di punti-patente: ok al ricorso rapido al Giudice di pace Chi riceve una multa col taglio di punti-patente può ricorrere immediatamente al Giudice di pace: così la Cassazione

Chi riceve una multa col taglio di punti-patente può ricorrere immediatamente al Giudice di pace: così la Cassazione

20 Marzo 2012 - 11:03

Oltre al verbale, di fronte al Giudice di pace l'automobilista può contestare subito anche il taglio dei punti della patente. Lo ha stabilito, a sezioni unite civili, la Cassazione con sentenza 3936 del 27 settembre 2011, depositata il 13 marzo 2012. Occhio: visto che la decisione è stata presa a sezioni unite, pesa ancora di più delle sentenze a sezione unica.

VINCE IL CITTADINO – La Cassazione ha così accolto il ricorso presentato da un automobilista sanzionato (per eccesso di velocità) nel 2004 che, senza essere stato fermato subito, si era visto recapitare il verbale a casa. Per piazza Cavour, si può contestare subito il taglio di punti, contestualmente alla sanzione: non occorre attendere l'arrivo a casa della lettera del ministero dei Trasporti che avverte della sottrazione di punteggio. Infatti, “in tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del Codice della strada che, ai sensi dell'articolo 126-bis del Codice della strada, comportino la previsione dell'applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, il destinatario del preannuncio di detta decurtazione – di cui deve essere necessariamente fatta menzione nel verbale di accertamento – ha interesse e può quindi proporre opposizione dinnanzi al Giudice di pace, ai sensi dell'articolo 204-bis del Codice della strada, onde far valere anche vizi afferenti alla detta sanzione amministrativa accessoria, senza necessità di attendere la comunicazione della variazione di punteggio da parte dell'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida”.

ENTRO I TEMPI GIUSTI – Contro i verbali che oltre alla sanzione pecuniaria preannunciano la decurtazione dei punti patente, occorre inoltrare il ricorso entro i tempi previsti dalla legge (30 giorni per il Giudice di pace), se si ritiene illegittimo il provvedimento: in questo modo, l'Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida non effettuerà la decurtazione finale sino a quando il procedimento non sarà chiuso.

IL BIVIO – Giova inoltre ricordare cosa accade se il proprietario di un'auto viene “pizzicata” a commettere un'infrazione taglia-punti per eccesso di velocità, passaggio col semaforo rosso o altre infrazioni rilevate con dispositivi elettronici, senza contestazione immediata. Ricevuta a casa la multa (contestazione differita), l'automobilista si trova di fronte a un bivio: comunicare il nome del guidatore alla Polizia, al quale vengono poi tolti i punti; non comunicarlo, e ricevere una multa supplementare di 269 euro, che si aggiungono all'ammenda originaria, in tal modo nessuno perde i punti-patente. E comunque, se il proprietario ricorre contro la multa, la sanzione supplementare viene sospesa in attesa del verdetto: in caso di vittoria, sia la prima sia la seconda ammenda si annullano; se invece il ricorso è respinto, la multa originaria va pagata, e stavolta o si comunica il nome del conducente oppure scatta inesorabile la multa supplementare.

1 Commento

500L
18:50, 20 Marzo 2012

La Cassazione si è dimenticata di aggiungere che questo tipo di ricorso viene a costare circa 180 euro di contributo unificato, perchè il valore della causa è indeterminabile e si applica lo scaglione più alto tra quelli previsti per il Giudice di Pace.

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