Tagliando auto: chi l'ha detto che una citycar è economica?

Il prezzo dei tagliandi è aumentato a svantaggio delle auto più piccole che con il passare degli anni costerebbero di più

10 ottobre 2013 - 7:00

Il costo dell'auto è aumentato in modo spropositato negli ultimi anni, accompagnato dai rincari del carburante e delle assicurazioni che hanno provocato una contrazione dei consumi e la propensione a circolare senza RC auto. Ma che anche la spesa per i tagliandi fosse aumentata quasi nessuno se n'era accorto, anche perché, quando si acquista un'utilitaria nuova o usata, non si penserebbe mai di spendere più di un SUV tedesco per cambiare olio, filtri e freni.

POCHI BADANO A QUANTO COSTA MANTENERLA – Invece è lo scenario presentato dall'ultima indagine Dat-Italia, che ha analizzato il costo dei tagliandi delle auto più vendute nel 2012. A quanto pare, la spesa per la manutenzione dell'auto nei suoi primi 100 mila chilometri non è sempre proporzionata alle dimensioni, alla cilindrata del motore e all'esclusività del marchio. L'analisi della spesa per la manutenzione tiene conto delle operazioni ordinarie (cambio olio e filtri) e straordinarie (sostituzione delle pastiglie freno anteriori) eseguite nelle officine ufficiali della Casa costruttrice e previste dal piano di manutenzione. La manutenzione è uno dei fattori di cui si tiene poco conto quando si acquista un'auto nuova, rapiti dalle combinazioni di colori e accessori per renderla unica. Eppure, uno sguardo ai costi di manutenzione sarebbe meglio darlo prima di portarsi a casa un'auto, soprattutto quando la si compra usata per risparmiare, con diverse migliaia di chilometri percorsi e più vicina ai tagliandi di mezza età.

DA NUOVA CONVIENE DI PIU' – A giudicare dai costi per la sostituzione di un kit di pastiglie anteriori, piuttosto equilibrato, non sembrerebbe esserci nulla di anomalo ma il costo complessivo degli interventi a lungo termine strappa alle utilitarie il primato per cui sono scelte: l'economia. Secondo i dati elaborati da Dat-Italia, una Fiat Panda (1.2 51 kW) costerebbe al consumatore ben 730,01 euro nei suoi primi 60 mila chilometri, oltre 100 euro più di una Mercedes Classe B (1.8 CDI 80 kW) che costa quasi quanto 3 citycar italiane. C'è una discrepanza evidente anche confrontando auto di pari cilindrata: la Chevrolet Orlando (2.0 D 96 kW) che costa circa 10 mila euro meno della Volkswagen Tiguan (2.0 TDI 103 kW) in base agli allestimenti, richiederebbe circa il doppio dei soldi per tenerla in ordine (1.086,72 euro contro 492,04 euro a 60 mila km – 1.787,70 euro contro 933,19 euro a 100 mila km).

PREZZI IMPROPONIBILI – I costi consultabili nella tabella allegata in alto sono calcolati considerando dei prezzi presumibilmente più alti di quelli applicati in un'officina esterna alla rete ufficiale della Casa costruttrice ma pur sempre legata a un brand (vedi TRW, Bosch Car Service, ecc.) dove è possibile effettuare i tagliandi senza perdere la garanzia. E' vero che i moderni propulsori richiedono lubrificanti con speciali caratteristiche ma è anche vero che non sempre il costo applicato a un litro di olio motore supera 15 euro e lo stesso vale per la manodopera (45 euro/h).

1 commento

Bruno
11:40, 10 ottobre 2013

Con questa indagine si scopre l'acqua calda. E' più che evidente che in % , rispetto al prezzo di listino della vettura, i costi di manutenzione incidono maggiormente su una vettura piccola dal prezzo di acquisto limitato. Una vettura del segmento premium costa 5-6-7 volte di più di una city car, invece il materiale di consumo e la tariffa di mano d'opera possono avere variazioni di prezzo assai più limitati, a prescindere dalla classe di appartenenza delle auto.
Alcuni anni fa, ad esempio, le pasticche anteriori della Jaguar XJ costava meno di quelle della Fiat Croma. Inoltre non è corretto considerare la sostituzione delle pasticche freni anteriori una operazione straordinaria: si tratta sempre di materiale di consumo che in molti casi deve essere sostituito ad ogni tagliando (periodicità 30 mila Km).

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