T-Red, tutti assolti. Non fate ricorso (per ora)

Ancora una sconfitta per la pubblica accusa in un processo che riguarda il T-Red, tutti assolti i presunti colpevoli

13 marzo 2014 - 13:30

Niente da fare: per la seconda volta, la pubblica accusa esce sconfitta in un processo che riguarda il T-Red, le macchinette che multano chi passa col semaforo rosso. È vero che siamo al primo grado di giudizio, ma occorre prendere atto che lo scorso anno a Rovigo c'è già stata l'assoluzione di Stefano Arrighetti, il “padre” delle telecamere semaforiche che tra il 2006 e il 2008 hanno appioppato numerosissimi verbali agli Italia. Adesso, è arrivata anche l'assoluzione a Verona. Senza contare l'assoluzione per i vigili di Segrate. E così, resta a bocca asciutta (niente rimborso per la multa 150 euro circa, più il taglio di sei punti della patente) l'esercito di multati inferocito che riteneva troppo breve la durata della luce gialla, tale per cui era difficile attraversare l'incrocio senza essere pizzicati dalla telecamera: si passava spesso col rosso senza volerlo, incappando nella multa. Gli automobilisti contestavano che il semaforo passasse dal giallo al rosso in pochissimi secondi, e non c'era nemmeno un decimo di secondo tra il rosso e lo scatto del fotogramma che rileva l'infrazione. Il fatto è che il Codice della strada non prescrive la durata del giallo, ed è difficile dimostrare una manomissione dei semafori. Meglio non tentare la via del ricorso, perché la sconfitta pare certa: e ricordatevi che il Prefetto raddoppia la multa.

UNA QUESTIONE DELICATA – SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, interpellando Giorgio Marcon, consulente tecnico Unione nazionale consumatori che da anni porta avanti la battaglia contro l'abuso che i Comuni fanno dei T-Red: “Non è vero – spiega Marcon – che non si riesce a trovare la durata del tempo per fermarsi in sicurezza (giallo), e liberare l'intersezione in sicurezza (giallo sostituito con il tutto rosso). Basta effettuare un progetto come prestabilito da leggi dello Stato italiano. La Regione Veneto, dopo un incontro che ho organizzato con ingegneri del traffico arrivati da tutta Italia, ha definito in via preventiva il tempo di giallo minimo 8 secondi, basandosi su quelle leggi per progettare una intersezione semaforica in sicurezza. Non dimentichiamo che il tutto rosso (anche se condiviso) è la coda del giallo e non deve essere sanzionato. Il tutto rosso è la parte del giallo necessaria per liberare l'intersezione in sicurezza come prestabilito dall'articolo 41 comma 10”.

PIÙ GIALLO, PIÙ SICUREZZA? – Marcon ha una sua teoria: “Abbiamo visto, ed è ben documentato in diverse amministrazioni, che spostando il tempo di giallo da 5 a 7 secondi le sanzioni si sono ridotte a un minimo tale da non essere più conveniente per l'amministrazione installare la macchina sanzionatrice. Sopratutto, si sono ridotti in modo esponenziale gli incidenti, il traffico diventa più fluido. Non c'è la volontà dei cittadini di passare con il rosso”. Sarebbe utile, per Marcon, il count-down: il conto alla rovescia al semaforo, per annunciare che la luce sta per spegnersi. “Così si sarebbe potuto ridurre di due secondi il tempo di giallo, avendo il conducente recepito la temporizzazione del giallo, del rosso e del verde”. Infatti, si chiede Marcon, perché accadono gli incidenti nelle intersezioni semaforiche? “Accorciando il tempo di sicurezza giallo e il tempo del tutto rosso, chi si trova all'interno dell'intersezione accelera perché ha verde e si trova a scontrarsi con il veicolo che non ha potuto liberare l'intersezione in tutta sicurezza. Di chi è la colpa? Dell'amministrazione proprietaria della strada che non ha redatto un progetto per mettere in sicurezza quell'intersezione. Parecchi video dimostrano queste gravi situazione”. Viste queste sentenze, ci sarà un'altra ondata di T-Red, magari ancora più forte? “Io penso di no, e penso anche che queste sentenze siano state 'accordate' per non mettere in crisi le amministrazioni per la restituzione delle sanzioni, e da oggi in poi avere più attenzione nell'installazione”. Ma è ipotizzabile un ricorso contro i Comuni che piazzano T-Red con una luce gialla brevissima? “La strada più opportuna – risponde Marcon – è quella penale, per denunciare sull'attentato alla sicurezza stradale. Un proprietario della strada deve mettere in sicurezza tutte le strade altrimenti ne diventa responsabile civilmente e penalmente. A questo punto non avendo un progetto, diventa dura dimostrare che l'intersezione è in sicurezza. La partita è ancora tutta aperta”. Ma la Giustizia ha già dato torto alla pubblica accusa, quindi le speranze di vincere (per ora) sono quasi nulle. Quindi gli automobilisti multati (spesso ingiustamente) sono costretti a pagare…

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