Svizzera: la Volvo con stufa a legna

Le autorità elvetiche hanno autorizzato l'installazione di una stufa nell'abitacolo di un'auto. Ma durante la circolazione va tenuta spenta

21 febbraio 2012 - 8:00

Fossimo in aprile, avremmo pensato al classico “pesce”. Invece siamo immersi in un gelido febbraio, quindi la notizia, dopo averne comunque verificato l'attendibilità, oltre che perfettamente in linea con il clima attuale, è vera, e quindi va “trattata”. Ecco di che cosa si parla.

LA SVEDESE OMOLOGATA A LEGNA – Nella Confederazione Elvetica c'è un 38enne, tale Pascal Prokop, residente nel piccolo comune di Mettmenstetten (3.916 abitanti, nel cantone di Zurigo), che circola tranquillamente su una vecchia giardinetta Volvo 240 del 1990 dotata di… stufa a legna. E fin lì, a parte il domandarsi per quale motivo il cittadino svizzero non abbia deciso di riscaldarsi con il più razionale e pratico impianto di serie della vettura, nulla da dire. Senonché, la vera stranezza è che l'ingombrante stufa di bordo, collocata all'interno dell'abitacolo, non è affatto fuorilegge, anzie, è perfettamente omologata con tanto di via libera da parte dell'Ufficio della Circolazione svizzero, autorità equivalente alla nostra Motorizzazione Civile.

UNA CIMINIERA TROPPO INGOMBRANTE – La stravagante impresa di ottenere il nulla osta alla circolazione della fumigante giardinetta si è rivelata non priva di difficoltà. Inizialmente le autorità svizzere non ne volevano sapere, forse perché Prokop s'è presentato al collaudo con la versione iniziale del suo impianto, dotata di un incredibile camino che sporgeva per due metri dal tetto della vettura. Di fronte alla bocciatura, Prokop non s'è perso d'animo e si è rimesso umilmente nelle mani degli ingegneri, dicendo: “Se c'è qualcosa che non va, comunicatemi che cosa e io farò le modifiche fino a quando la macchina non sarà a posto”. Insomma, chi la dura la vince, e dopo aver accorciato l'ingombrante tubo da stufa, la vettura è ora regolarmente registrata come “berlina con stufa a legna”. Tuttavia, pur rispettando le legittime esigenze del cittadino in fatto di temperatura a bordo, le autorità gli hanno saggiamente negato il permesso di circolare con l'impianto in funzione: Prokop potrà riscaldarsi solo a vettura ferma perché, per fortuna, gli è stato rigorosamente probito di guidare con la stufa accesa. Indubbiamente ne risentirà l'effetto scenografico (chi mai non vorrebbe vedere una vecchia 240 avanzare vomitando fumo da una ciminiera di due metri?), ma almeno i requisiti minimi imposti dalla regole della sicurezza stradale verranno rispettati.

CALDO? CE N'È ANCHE TROPPO – La bizzarria di Prokop è recentemente approdata sul primo canale della televisione svizzera, dove il freddoloso inventore ha raccontato di essere talvolta costretto ad aprire il finestrino a causa dell'eccessivo calore prodotto dalla stufa, per installare la quale ha dovuto comunque rinunciare a due dei cinque posti della vettura, quelli dei passeggeri anteriore e posteriore destro. Ha dimenticato di dire che, oltre che per mitigare l'eccesso di calore, l'apertura dei finestrini è altamente consigliabile per ventilare l'abitacolo e impedire che venga saturato dal velenoso monossido di carbonio prodotto dalla combustione della legna. La Volvo in questione appartiene alla famosa versione “Polar” in vendita in quegli anni, ma quel che è certo è che tale denominazione, dopo la fantasiosa modifica, oggi appare certamente fuori luogo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Brand auto: oltre 1 su 2 ricompra Toyota. La classifica 2022

Polizze RC auto 2022: solo il 14,4% sono stipulate online

FIA lancia Drive with Care per la sicurezza stradale nel mondo