Svizzera: ecco la nuova supertassa auto sulla CO2

Ogni nuova tassa non piace a chi deve pagarla. Ma quella svizzera sulla CO2, che si pagherà da luglio, è più intelligente del superbollo italiano

13 gennaio 2012 - 7:00

In Italia i vari governi si ingegnano per affossare ancora di più un mercato dell'auto già agonizzante con una raffica di rincari per le tasse già esistenti (Ipt, accise sui carburanti e prelievo sulle polizze RC Auto) o inventandone di nuove (superbollo sulle vetture con oltre 185 kW). Il tutto con meccanismi che confermano l'approccio utilizzato da sempre nel nostro Paese: “se hai l'auto ti spremo e se ce l'hai potente ti massacro”.

IN SVIZZERA PAGA DI PIÙ CHI INQUINA DI PIÙ – In Svizzera, invece, il legislatore ha studiato una “supertassa” (chiamiamola così per comodità) che sicuramente non farà piacere agli automobilisti (ogni nuova imposta è ovviamente sgradita), ma che almeno ha il pregio di applicare il principio del “più inquini, più paghi”, certo più moderno di quello previsto dal nostro superbollo, basato sulla malefica equazione: “più potenza=più lusso=più tasse”. Malefica e anche sbagliata, poiché il prelievo fiscale non è proporzionale al valore del bene tassato, ma alla sua potenza, che con il valore c'entra come i cavoli a merenda. Nella Confederazione, la nuova misura si applicherà a partire dal 1° luglio 2012 su tutte le auto di nuova immatricolazione e per calcolarne l'importo sono necessarie parecchie acrobazie aritmetiche. Proviamo a spiegare come funziona.

UN SISTEMA COMPLICATO – Il principio generale sul quale si basa la nuova eco-imposizione fiscale elvetica è che gli orientamenti dell'Unione Europea sulle emissioni inquinanti si prefiggono per il 2015 un obiettivo di 130 g/km di CO2 e di 95 g/km per il 2020. Tutte le auto che ne emettono di più immatricolate, a partire dal 1° luglio 2012 saranno “supertassate”. Un altro principio-cardine è il peso a vuoto della vettura. Convenzionalmente, è stato assunto come peso a vuoto standard per i calcoli quello di 1.453 kg, pari a quello medio di tutti i veicoli venduti in Svizzera nel 2010. Quindi, la supertassa sarà proporzionale alle emissioni di CO2 più elevate di 130 g/km e al peso della vettura dichiarato dal costruttore che ecceda o meno la soglia dei 1.453 kg. Per ogni singolo veicolo vanno calcolate le cosiddette “emissioni-obiettivo”, che si ottengono mediante la seguente formula nella quale compare la costante 0,0457 utilizzata come corrrettivo:

Emissioni obiettivo di CO2 = 130 + 0,0457 x (peso dichiarato-1.453)

Una volta ottenuta la CO2-obiettivo, va considerata quella dichiarata dal costruttore. Se la prima è inferiore alla seconda, l'auto non pagherà alcuna supertassa, in caso contrariò la pagherà, e il suo importo sarà proporzionale a ogni grammo di CO2 di sforamento. Per il primo grammo si pagheranno 7,5 franchi svizzeri, per il secondo 22,5 franchi, per il terzo 37,5 e dal quarto in poi ben 142,5 franchi per ogni grammo. La sanzione risultante godrà di uno sconto per il 2012: si pagherà solamente il 65% della somma per arrivare progressivamente al 100% nel 2014. Dopo quella data, le sanzioni cresceranno in proporzione agli obiettivi previsti dall'Unione Europea per le emissioni di CO2 negli anni successivi, che saranno resi più restrittivi. Quindi, la supertassa salirà ancora, a meno che non vengano introdotti meccanismi di “addolcimento”. Tanto per chiarire meglio il meccanismo, pubblichiamo una tabella con due esempi di calcolo della supertassa relativi rispettivamente a un'utilitaria e a una potente macchina sportiva pubblicati sul sito del Touring Club Svizzero.

UNA “GRANA” PER CHI VUOLE IMPORTARE DA SOLO – La nuova tassa verrà pagata dalle case automobilistiche sul principio della compensazione. Ossia, ogni casa che importerà nella Confederazione una vettura che supererà il limite di 130 g/km di CO2 potrà compensare l'eccesso con una o più vetture che ne emetteranno meno di 130 grammi. In pratica, l'acquirente non potrà determinare esattamente il vero prezzo finale della vettura che sta acquistando. La tabella che pubblichiamo, però, serve da riferimento per il consumatore che intende importare da solo una vettura da un altro Paese e che dovrà pagare la nuova tassa prima di immatricolarla in Svizzera. Insomma, l'introduzione del balzello sulla CO2 si tradurrà in un ulteriore ostacolo per gli importatori “fai da te”, che dovrenno tener conto di un importo da versare che potrebbe rendere assolutamente sconveniente l'importazione del singolo veicolo, specialmente se molto potente e inquinante.

GLI EFFETTI SUL MERCATO – Secondo le previsioni del Touring Club Svizzero, in previsione della nuova supertassa che dovrà essere pagata dal prossimo luglio i consumatori anticiperanno gli acquisti e si affretteranno a immatricolare la nuova auto pima di quella data. Infatti, conta quella d'immatricolazione, e non quella del contratto d'acquisto. Insomma, il governo della Confederazione ha trovato il modo di dare una piccola boccata d'ossigeno al mercato dell'auto, come accadeva da noi per gli incentivi alla rottamazione, per sfruttare i quali i consumatori compravano l'auto anche prima di quando avrebbero voluto. La differenza è che con il sistema svizzero lo Stato non spenderà neppure un franco per gli incentivi: anzi, incasserà prima, e a costo zero, tutte le tasse e le imposte gravanti sulle compravendite anticipate. Bel colpo.

LA COLPA? SEMPRE DELL'AUTO – Sul fronte del buon senso, però, pur ammettendo che la soluzione elvetica è comunque assai più razionale e logica del nostro astruso e iniquo superbollo, va chiarito che in Svizzera si è puntato comunque a giustificare una nuova tassa ideata per presunti scopi “ecologici” e che graverà solo sui veicoli, i quali però non sono certo gli unici responsabili dell'eventuale cattiva qualità dell'aria. Inoltre, non va dimenticato che tutti i dati dichiarati dai costruttori per i consumi delle loro vetture, e quindi anche quelli delle emissioni che a quei consumi sono strettamente legati e che il sistema svizzero utilizza per calcolare la tassa, sono del tutto teorici (ne abbiamo parlato qui) e hanno ben poca corrispondenza con i consumi e le emissioni reali.

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