Superbollo: il Governo pensa di eliminarlo

L'eliminazione del superbollo ''è una delle idee sul tavolo'' per sostenere il settore dell'auto: così s'è espresso il viceministro dell'Economia

18 settembre 2013 - 7:00

Una delle più sciagurate tasse sull'auto, il superbollo, potrebbe essere eliminato. Occorre andarci coi piedi di piombo, perché per ora si è fermi a una semplice esternazione di un membro del Governo.

È UN'IDEA SALVA-AUTO – L'eliminazione del superbollo (un'addizionale erariale che si applica alle auto con potenza a 185 kilowatt, con 20 euro per ogni kW superiore a quel limite) “è una delle idee sul tavolo per sostenere il settore dell'auto”: queste le parole del viceministro dell'Economia, Luigi Casero. Che in generale non è noto per affermazioni frequenti e avventate, sicché su questa frase si può anche elaborare un'ipotesi plausibile. Quella della cancellazione del superbollo, balzello inutile e iniquo, è una delle istanze di cui più volte in questi mesi SicurAUTO.it s'è fatto portavoce. “Rendere deducibili le spese legate all'auto” e “rivedere il superbollo, esempio di una politica fiscale che va abbandonata”. Sono solo due delle numerose proposte/provocazioni illustrate nel corso della terza edizione di “Missione Mobilità”, la manifestazione dedicata alla mobilità su due e quattro ruote tenutasi presso la sede dell'Aci e promossa da Amoer (Associazione per una mobilità equa e responsabile). Al centro del dibattito la denuncia delle continue vessazioni subite da automobilisti e motociclisti e l'analisi e le proposte presentate alle istituzioni per superare la crisi del settore: un incontro sulle mobilità e il rilancio dell'industria automotive.

VIA IL BALZELLO – Dal dibattito, sono uscite considerazioni e proposte concrete allo scopo di arrivare, quanto prima, a una reale svolta verso la ripresa, a partire, magari, dall'abrogazione del superbollo sulle automobili al top di gamma e da una revisione della fiscalità sulle vetture aziendali. Luigi Casero, viceministro dell'Economia, è stato perentorio: “Inutile nascondere che la situazione economica è complessa, con due settori fondamentali come l'edilizia e le auto che vanno molto male. In più, c'è una finanza pubblica che non permette di agire con la dovuta energia. Senza dimenticare che ogni qualvolta si cerca di intervenire in un settore, questo non accetta cambiamenti. Il clima di fondo verso l'automobile è negativo. E molte misure del precedente Governo sono figlie di un atteggiamento punitivo a partire dal superbollo che ha dato gli effetti contrari a quelli per cui era stato creato: del resto una politica fiscale di tipo ideologico porta regolarmente disastri”. È tempo – ha spiegato il viceministro – di intervenire per un sostegno reale al settore, in modo complessivo e non a favore di una singola azienda come è successo in passato. “Il primo elemento – ha concluso – resta un'inversione di tendenza nella cultura generale verso l'auto che deve coinvolgere le amministrazioni locali e chi ci lavora. Il nostro impegno è in primis quello di evitare gli errori del passato e riuscire a dare una mano a questo settore vitale per l'intera economica italiana”.

TROPPO FISCO SULL'AUTO – Sulla stessa linea Daniele Capezzone, presidente commissione Finanze della Camera: “I problemi sono sotto gli occhi di tutti. In pratica, dopo 30-40 anni di errori sono arrivati i nodi al pettine per due elementi fondamentali, come la casa e l'auto. La cattiva politica, unita alla grande stampa e all'industria automobilistica, ha portato a questa situazione. Penso che insieme possiamo agire su due fronti: non possiamo limitarci a pensare a una politica di piccole correzioni, ‘dello zero virgola', ma bisogna realmente aggredire le situazioni e dobbiamo batterci contro il politically correct basato più che altro sulla demagogia contro l'utilizzo delle auto e non sulle situazioni reali. Da parte mia, mi batterò perché le spese legate alle auto siano considerate come quelle di altri settori e quindi con un trattamento fiscale ben più favorevole di quello attuale. L'automobilista è troppo vessato dallo Stato”. Non resta che attendere: dopo il rincaro del bollo del Governo Prodi, il superbollo dell'Esecutivo Berlusconi, il superbollo ancora più pesante del Governo Monti, riuscirà l'Esecutivo di Letta a eliminarlo?

1 commento

Bruno
12:31, 18 settembre 2013

Parole sante quelle del viceministro Casero e di Capezzone a cui speriamo facciano seguito i fatti. Che i governi di sinistra penalizzino fiscalmente l'auto non è certo una novità ma che l'abbia fatto anche l'ultimo governo Berlusconi (che nel '94 tolse il superbollo voluto da Amato) è francamente inconcepibile. Dei disastri del governo Monti, meglio non parlarne per non rovinarci la giornata.

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