Superbollo: il Governo lo conferma

Dibattito sulla Legge stabilità: un gruppo di senatori ha provato a eliminare il superbollo per le auto potenti. Ma, alla fine, l'idea non è passata

28 novembre 2013 - 7:00

Niente da fare: superbollo era e superbollo sarà. Nel corso della discussione sull Legge di stabilità, un gruppo di senatori (di FI-Pdl) ha tentato di cancellare il superbollo: si tratta della sovrattassa per le auto potenti (20 euro per ogni chilowatt di potenza dei veicoli superiori a 185 kW). Per la precisione, emendamento depositato a palazzo Madama prevedeva l'abolizione del comma 21 dell'articolo 23 del decreto legge 6 luglio 2011, la prima manovra varata nell'estate del 2011 dall'allora Governo Berlusconi che introdusse l'addizionale erariale. Tassa poi resa più forte dal Governo Monti (vedi foto). Ma alla fine, l'idea è stata scartata. A Stefano Fassina, viceministro dell'Economia, non è piaciuto il tentativo di alcuni senatori di abolire il superbollo.

UN PECCATO – L'Esecutivo con un ordine del giorno ha fatto sapere che “si impegna a valutare l'opportunità di dare attuazione al contenuto normativo dell'emendamento” sul superbollo. Così, i nostri politici hanno perso un'ottima occasione: c'era la possibilità di dare un piccolo segnale di svolta, per dimostrare uno stacco dal passato, per cancellare gli errori dei precedenti Governi. L'Esecutivo Monti aveva rincarato quello introdotto dall'Esecutivo Berlusconi l'estate precedente: più costoso e per un numero maggiore di auto. Nata per portare nelle casse dello Stato 168 milioni di euro, ha prodotto una serie di effetti perversi che stanno penalizzando l'Erario, il mercato dell'auto e il suo indotto.

CHE BATOSTA – L'addizionale erariale sul bollo auto era stata introdotta nel luglio 2011 con un importo pari a 10 € per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW, con effetto retroattivo su tutto il 2011 e su tutto il parco circolante; successivamente, dal 1° gennaio 2012, la sovrattassa è stata portata a 20 €/kW ed estesa alle vetture con potenza superiore ai 185 kW. Nel solo 2012, invece, si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni di gettito Iva e 13 milioni di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni di mancato pagamento del bollo; per le Province 5,2 milioni di mancata IPT e circa 9 milioni di addizionale su Rca.

SOLO UN DANNO ALL'ERARIO – Il superbollo continuerà a causare danni. Uno, la riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW: -35% nel 2012 contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso. Due, la proliferazione, nel Nord Italia, di “falsi leasing”di autovetture con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani. Risultato: mancato versamento dell'Iva, del bollo, del superbollo, dell'Ipt, delle multe, dell'addizionale provinciale sulla Rca. E impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all'estero, fuga dal redditometro, difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti. Tre, il fenomeno della “esterovestizione” di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena con le conseguenze sopra indicate. Ecco quindi il boom di radiazioni per esportazione sia di auto di nuova immatricolazione, poi radiate e reimmatricolate con targa estera, sia di auto usate, che non produrranno più gettito per il Paese a partire dal secondo anno. Un disastro col Governo Berlusconi, col Governo Monti e col Governo Letta: in nome del superbollo.

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