Sulle multe al buio spuntano i decimali

L'instabilità del codice della strada, ormai cronica e, apparentemente senza rimedio, è un fatto consolidato. Il legislatore appare incapace di produrre norme dotate di una qualche stabilità, e...

7 luglio 2009 - 13:22

L'instabilità del codice della strada, ormai cronica e, apparentemente senza rimedio, è un fatto consolidato. Il legislatore appare incapace di produrre norme dotate di una qualche stabilità, e la rincorsa della sicurezza sembra più essere determinata dai clamori della cronaca, che non da una visione strategica finalizzata al governo dei fenomeni perniciosi che si traducono in sinistri stradali con conseguenze drammatiche. Nella promossa legge in materia di sicurezza, uno dei motivi conduttori nell'ambito delle modifiche al codice della strada appare costituito da una particolare attenzione ad alcune violazioni nella fascia oraria tra le 22,00 e le 7.00. Il provvedimento normativo prevede che una nutrita serie di violazioni, elencate nella tabella, qualora venissero commesse di notte, subiscano un inasprimento del trattamento sanzionatorio pecuniario. In particolare, viene previsto un aumento pari a un terzo; la modifica è stata introdotta con l'aggiunta di uno specifico comma all'articolo 195 del codice della strada, con una valenza generale rispetto alle norme in esso richiamate.

Cosa avverrà concretamente, sulle strade, a partire dall'entrata in vigore della legge? Proviamo a ipotizzare una violazione di quelle ricomprese nell'elenco, che dovesse essere commessa, per esempio, alle due del mattino. Qualora la nostra ipotetica violazione si concretizzasse in un «transito con semaforo proiettante luce rossa nel senso di marcia del veicolo fermato» (per utilizzare il linguaggio che poi si ritrova nel testo dei verbali di contestazione) il conducente si vedrebbe appioppare una sanzione aumentata di un terzo, secondo il seguente procedimento: la sanzione edittale, prevista nella misura da 150 a 500 euro, verrebbe utilizzata nel suo minimo edittale, secondo quanto previsto dall'articolo 202 del codice, sul quale opererà l'aumento, dando come risultato un importo pari a 200 euro (150 + un terzo di 150).

Le principali difficoltà si profilano proprio per gli agenti di polizia stradale i quali, sul relativo verbale di contestazione, avranno l'obbligo di indicare in maniera specifica l'aumento derivante dalla novella disposizione: infatti, la legge approvata ha modificato anche l'articolo 208 del codice, introducendo il comma 2-bis che così dispone: «Gli incrementi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 195, comma 2-bis, sono versati in un apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, di nuova istituzione, per essere riassegnati al Fondo contro l'incidentalità notturna (…) con provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze adottato sulla base delle rilevazioni trimestrali del Ministero dell'interno. Tali rilevazioni sono effettuate con le modalità fissate con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con i Ministeri dell'economia e delle finanze, della giustizia e delle infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di trasferimento della percentuale di ammenda di cui agli articoli 186, comma 2-octies, e 187, comma 1-quater, destinata al Fondo».

Una destinazione specifica, la cui finalità testimonia la volontà legislativa di finalizzare le risorse così ottenute dal maggior provento che verrà ottenuto.

Tuttavia, emerge una piccola distrazione nella formulazione delle norme, laddove non viene previsto l'arrotondamento all'unità di euro, così come invece è stato previsto, con l'introduzione del comma 3-bis nell'articolo 195 da parte della legge 311/2004, a fronte degli adeguamenti biennali sulla base degli indici Istat. In molti casi, dunque, vedremo riapparire i decimali nelle sanzioni per violazioni al codice della strada commesse tra le 22,00 e le 7,00.

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