Strisce blu nei pressi di ospedale e cimitero. Insensibile sfruttamento del dolore e della sofferenza a fine di lucro da parte di alcune amministrazioni comunali

Le famigerate "strisce blu" sono ormai onnipresenti nella vita quotidiana di gran parte dei cittadini italiani abituati a vedersele inesorabilmente dipinte in ogni carreggiata e nelle zone di sosta...

21 marzo 2010 - 10:29

Le famigerate “strisce blu” sono ormai onnipresenti nella vita quotidiana di gran parte dei cittadini italiani abituati a vedersele inesorabilmente dipinte in ogni carreggiata e nelle zone di sosta.

Come un'onda divoratrice dell'asfalto e delle zone di libero parcheggio si sono progressivamente estese dapprima dai centri urbani e poi sino alle estreme periferie e nei luoghi di maggiore affluenza e sosta delle autovetture, perché viste, non a caso, come strumento di approviggionamento di un balzello utile a rimpinguare le esangui casse degli enti locali più vicini ai cittadini: i comuni.

La metodicità con la quale sono state giustificate quale strumento necessario per l'utilizzo di mezzi alternativi alle automobili, è stata pari alla scrupolosità con la quale sono state poste ovunque, così come chi non avendo alcuno scrupolo è riuscito e riesce con latente insensibilità a sfruttare il dolore e la sofferenza umana per qualche euro in più per il bilancio comunale: è il caso di quelle amministrazioni comunali che hanno scelto di segnare di blu le zone a parcheggio antistanti i cimiteri, ospedali e luoghi di cura.

Tale scelta, come è noto, è stata adottata anche dall'amministrazione comunale di Lecce ed ormai da tempo è vista come una normale abitudine da parte dei leccesi, perché quello che abbiamo definito “sfruttamento” del dolore, passa proprio sulla pelle e sulle tasche di quei cittadini, spesso con problemi di deambulazione, che presi e scossi nel profondo dal proprio dolore o per quello dei propri cari sono costretti a parcheggiare l'auto tralasciando inevitabilmente il pensiero di quanto sia odiosa tale prassi.

Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D'AGATA, chiede un gesto di sensibilità verso la cittadinanza da parte di tutte le amministrazioni locali che hanno compiuto tale scelta e la cancellazione di tutti quei provvedimenti che hanno esteso i parcheggi a pagamento nei luoghi del dolore e della cura della salute.

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