Stringiamoci alla vita: la nuova campagna ASAPS

L'ASAPS rilancia la campagna per l'uso delle cinture di sicurezza posteriori. Crediamo che il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori sia sotto gli occhi di tutti e stia diventando...

2 marzo 2010 - 7:40

L'ASAPS rilancia la campagna per l'uso delle cinture di sicurezza posteriori

Crediamo che il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori sia sotto gli occhi di tutti e stia diventando una sorta di rinuncia per non dire di rifiuto ormai consolidato (e fin troppo tollerato).

Eppure gli elementi valutativi degli esperti indicano in modo chiaro quanto sia utile ed essenziale l'utilizzo delle cinture anche nei posti posteriori per evitare lesioni gravi e risparmiare centinaia di vite anche nel nostro Paese.
L'Asaps ha deciso – è il caso di dirlo – di non mollare la presa e ha creato una propria campagna su questo tema “Stringiamoci alla vita”.

In Italia, è noto, le cinture, con diversità da regione a regione, vengono utilizzate fuori dei centri abitati da quasi l'80% dei conducenti e passeggeri anteriori. Per quanto riguarda l'uso in zona urbana, questo è, ad essere ottimisti, mediamente di circa il 70% (80% al Nord, 65% al Centro, 55% al Sud). Si noti bene che stiamo parlando dell'uso delle cinture nella parte anteriore dell'autoveicolo, dopo l'effetto “Patente a Punti” che ha fatto registrare un incremento di uso di circa 40 punti percentuali (prima l'uso medio era intorno al 30%!). Tutto questo rappresenta un importante risultato per la sicurezza stradale del nostro Paese; tuttavia, non si può non osservare come ancora tre italiani su 10 non abbiano compreso che l'uso delle cinture, prima ancora di essere osservanza della legge, è un dovere verso se stessi e verso i propri cari. Tutti gli studi svolti, infatti, indicano che le cinture possono concretamente aiutarci a mantenerci in salute nel malaugurato caso si sia coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità.

Se l'uso delle cinture anteriori è migliorato (70% rappresenta la mediana d'uso europea), l'uso delle cinture posteriori in Italia è assolutamente quasi inesistente.

Infatti, se la percentuale europea dell'uso delle cinture posteriori si ferma appena al 53%, in Italia la percentuale di chi indossa le cinture nei sedili posteriori è irrisoria. Si calcola intorno all'uno per cento al Sud, 10% al Nord e 5% in media nelle aree urbane.

Questo fatto è molto grave in quanto in caso d'urto un trasportato posteriore diviene un vero e proprio proiettile, che va ad impattare contro il poggiatesta di chi sta davanti (rovinandosi il viso, talora in modo irreparabile) oppure a colpire la testa del conducente o del trasportato anteriore, procurandogli un trauma cranico grave, spesso mortale.

Insomma, un passeggero posteriore senza cintura, oltre ad essere assai vulnerabile, è una sorta di spada di Damocle per coloro che viaggiano davanti.

Che l'uso delle cinture posteriori sia nel nostro Paese di fatto irrisorio è la dimostrazione, ancora una volta, di come i rischi della strada siano poco percepiti dagli italiani, come pure l'efficacia dei dispositivi di sicurezza: anche per le cinture posteriori, infatti, tutti gli studi svolti al proposito mettono in luce enormi vantaggi per chi le indossa.

La loro efficacia in rapporto alla velocità

Un errore imperdonabile è quello di ritenere che le cinture servano solo in autostrada e sulle strade extraurbane. In realtà le cinture sviluppano il massimo della loro efficacia fra i 30 e i 110 Km/h. Con la punta massima di differenza nei dati della mortalità fra i 40 e i 70 km/h.

Un discorso simile si potrebbe fare anche per i seggiolini dei bambini. Ancora oggi si notano situazioni assurde nelle quali un bimbo di pochi anni viene tenuto sul sedile anteriore senza cinture con tutti i rischi che possono derivare dallo scoppio dell'air-bag, ampiamente documentati da recenti fatti di cronaca nei quali dei bimbi hanno perso la vita per questo motivo.

Tenendo conto che una percentuale fisiologica di conducenti e soprattutto passeggeri continueranno comunque a non usare le cinture, con una adeguata campagna informativa e una severa azione di controllo e repressione delle violazioni (anche per i sedili posteriori), è stato calcolato che si potrebbero realisticamente salvare nell'Ue almeno 4.300 vite e 275.000 feriti. In Italia si potrebbero salvare circa 5-600 vite e 30.000 feriti l'anno.

Vale la pena tentare!

Un semplice click moltiplica per 10 le vostre probabilità di sopravvivenza.

I vantaggi delle cinture di sicurezza

Avete ancora dubbi sull'efficacia delle cinture, nonostante sia oramai comprovata? Forse questi argomenti vi convinceranno…

Le cinture sono uno dei dispositivi di sicurezza più efficaci in un veicolo a motore.

In caso di collisione, un corpo non assicurato viene proiettato attraverso il parabrezza o attraverso il veicolo con una potenza impossibile da trattenere con la forza delle braccia, nemmeno a bassa velocità. Le persone allacciate hanno inoltre molte più probabilità di rimanere coscienti e poter abbandonare rapidamente il veicolo in caso di necessità.

Le cinture sono irrinunciabili anche a velocità ridotte.

In?una collisione a 30 km/h i passeggeri sono proiettati in avanti con una forza che può essere anche pari a 20 volte il loro peso! In questo caso, un uomo di 70 kg è proiettato con una forza di circa 1.400 kg. Un bambino di 15 kg viene proiettato con una forza di circa 300 kg. La nostra capacità di trattenuta è di circa 25 kg.

Sbattere contro il volante o il parabrezza può causare ferite gravi o mortali.

Le cinture sono efficaci tanto sui sedili anteriori quanto su quelli posteriori.

Sui sedili posteriori i passeggeri non allacciati corrono un rischio due volte maggiore di subire ferite gravi rispetto ai passeggeri allacciati. In caso di collisione frontale a 50 km/h si trasformano in un proiettile di tre tonnellate che mette in grave pericolo anche gli altri occupanti.

L'airbag offre una protezione ottimale soltanto in combinazione con le cinture di sicurezza.

Utilizzati contemporaneamente, airbag e cinture di sicurezza offrono una protezione contro ferite gravi o mortali pari al 75%. Da solo l'airbag previene le ferite gravi solamente nel 14 % dei casi. Considerata la velocità di esplosione (200 km/h), in taluni casi può addirittura essere pericoloso.

Le cinture contribuiscono a ridurre i costi degli infortuni della circolazione.

Allacciarsi non significa solamente ridurre i rischi, ma anche dimostrare responsabilità.La sanzione per chi non fa uso delle cinture di sicurezza (anteriori o posteriori senza differenza) è di € 74 con la perdita di 5 punti.

Allora stringiamoci alla vita.

Da ASAPS (Associazione sostenitori amici Polizia stradale)

fonte – trasportale.it

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