Strade riparate male, attacco all'Anas che fa il record di utili

Troppi rattoppi sull'E45: s'indaga per truffa aggravata. Asfalto non conforme alle condizioni del contratto

10 dicembre 2014 - 10:00

In un'Italia sommersa dagli scandali politici (vedi mafia capitale) e dalla corruzione, ecco un'altra brutta notizia: ventidue indagati per i lavori di manutenzione sulla superstrada E45. È il risultato di un'indagine condotta dalla procura di Forlì, guidata da Sergio Sottani, e da quella di Arezzo, condotta da Roberto Rossi, competenti per territorio. Indagati, a vario titolo, sono 22 persone, fra legali rappresentanti, dirigenti e direttori lavori, di numerose società che nel periodo dal 2010 al 2014 hanno eseguito interventi di manutenzione, miglioramento e messa in sicurezza, sulla superstrada E45 nei suoi due versanti romagnolo e toscano, percorrendo le vallate del Savio e del Tevere.

MATERIALE NON CONFORME – Come riporta ilrestodelcarlino.it, le indagini, condotte dai carabinieri dei nuclei Investigativi di Forlì-Cesena e Arezzo, hanno come ipotesi di reato, in concorso, il non avere adempiuto agli obblighi indicati nei contratti di fornitura stipulati con l'Anas. In particolare sarebbe stato riscontrato che il materiale cementato e stabilizzato non era conforme alle condizioni dettate dai contratti di fornitura. Da questo ne deriva la seconda ipotesi di reato, sempre in concorso, in quanto non adempiendo alle forniture indicate nei contratti ponevano in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti.

SI SFORA QUOTA 15 MILIONI DI EURO! – L'indagine riguarda 23 contratti, per un importo complessivo pari a 15.536.955 euro. Le aziende coinvolte nell'indagine hanno sede legale nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Modena, Ferrara, Arezzo, Rovigo, Palermo, Caserta, Latina e Trento. L'indagine in Romagna, ha preso in esame 153 segnalazioni per danneggiamenti subiti dai mezzi in transito e 19 interventi per incidente stradale. Non dev'essere un caso che il soprannome della Perugia-Cesena, superstrada della vergogna, sia dovuto alle pessime condizioni dell'asfalto, alle buche gigantesche, alle pessime gallerie, fra cui quella della Roccaccia, già giudicata la peggiore di Europa. Il problema, a dire il vero, riguarda un po' tutta Italia e tutti i gestori (salvo nell'ultimo decennio Autostrrade per l'Italia, perché i lavori vengono svolti dalla controllata Pavimental). Ma balza ancora di più all'occhio proprio in questi giorni in cui l'Anas sbandiera la chiusura del 2014 con un forte utile: Il gruppo Anas chiuderà il 2014 in utile, per il settimo anno consecutivo, per 16 milioni dopo un primo semestre in cui ha chiuso con un utile di 6,6 milioni. “I positivi risultati evidenziano un significativo miglioramento rispetto a quelli del 2013, che si è chiuso con un utile di oltre 3 milioni integralmente destinato a dividendo”, ha detto durante la sua recente audizione al Senato il presidente Anas Ciucci.

ATTO D'ACCUSA – Come scrive tuttoggi.info, la vicenda è scaturita da due esposti alla Procura, uno dei quali a firma del consigliere regionale dell'Umbria della Lega Nord Gianluca Cirignoni. Il rappresentante di Palazzo Cesaroni chiedeva indagini sugli interventi previsti per la E45, in particolare quelli sulla tratta San Giustino-Pieve Santo Stefano. Nella parte che attraversa la Valtiberina umbro toscana (da due anni l'intervento deve essere completato, con scarsi risultati secondo gli esposti). Cirignoni chiedeva che venisse fatta luce sull'avanzamento delle opere, a fronte del consistente intervento economico. Nel suo esposto in cui fa riferimento all'articolo 432 del codice penale, ovvero l'attentato alla sicurezza dei trasporti, che risale ad alcuni mesi fa, racconta, in particolare, un episodio che lo ha visto protagonista suo malgrado: “Il 14 ottobre 2013 stavo percorrendo la superstrada Orte/Ravenna (cosiddetta E45) in direzione sud. Sul viadotto compreso tra le entrate di Pieve Santo Stefano sud e Madonnuccia a causa di un malfunzionamento improvviso dell'impianto a gas, ero costretto a fermare l'autovettura lungo la corsia di marcia normale, nei pressi di un restringimento della carreggiata, dovuto alla presenza di cartelli di segnalazione di fondo stradale irregolare. Sceso, potei notare, dopo il cartello di interruzione, la presenza sulla corsia di marcia normale di una voragine senza fondo delle dimensioni di circa 50 centimetri per 50, inoltre osservando attraverso la voragine, si poteva vedere chiaramente l'armatura in ferro del fondo stradale e il terreno posto a circa 20 metri sotto”. Sul tratto, sottolineava ancora l'esponente leghista nell'esposto, erano da poco conclusi dei lavori per 19.997.316 euro… Ora non resta che attendere l'esito dei vari processi che seguiranno alle indagini.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

ASPI nuove colonnine di ricarica

ASPI: 400 nuove colonnine di ricarica da febbraio 2021

Tempi di guida e riposo degli autisti

Tempi di guida e riposo degli autisti di autobus extraurbani

Visione notturna: come funziona il sistema Night Vision Peugeot