Strade: crisi uguale poca manutenzione

La manutenzione delle strade è poco curata per via della crisi: i Produttori di bitume e asfalto lanciano l'allarme

26 giugno 2012 - 6:00

I numeri bruttissimi arrivano dalla Siteb, l'associazione italiana bitume e asfalto stradale, ed è quindi inevitabile che l'allarme lanciato dai Produttori non sia del tutto disinteressato; pur tuttavia, i dati sono inequivocabili e parlano di un patrimonio stradale di 5.000 miliardi di euro, a rischio per mancanza di investimenti. E con questo, un settore che conta 4.000 imprese, 50.000 addetti con un indotto di lavoratori dieci volte superiore.

GUAI PER LA SICUREZZA – È la crisi a spingere gli Enti proprietari delle strade a trascurare la manutenzione, così come emerge dalla stima sul patrimonio dell'infrastruttura stradale dell'Italia e sul futuro del comparto comparto collegato secondo il “Dossier sul valore delle strade” elaborato dalla Siteb. Che assegna un valore al sistema della viabilità: 1.300 miliardi di euro quello dei manti delle strade italiane (850.000 chilometri di estensione) e 5.000 miliardi quello dell'intera struttura stradale. I lavori di costruzione e manutenzione delle strade hanno raggiunto il minimo storico degli ultimi 20 anni: la produzione di asfalto è passata in pochi anni dai 44-45 milioni di tonnellate annui ai 29 milioni registrati nel 2010 e nel 2011. Occhio, perché la situazione è peggiorata nel primo semestre del 2012, con una stima sulla produzione di asfalto di 27 milioni di tonnellate, contro i 40 milioni ritenuti necessarii a tenere in sicurezza. Per dirla in parole semplici, non si riparano le buche, o si fanno lavori di pessima qualità.

STOP – L'Italia, ha spiegato la Siteb, è stata fra le prime nazioni in Europa a dotarsi di un sistema di moderne autostrade e delle necessarie competenze, degli impianti e delle macchine per costruirle. Negli ultimi anni il Paese si è però fermato e, anzi, ha cominciato ad arretrare fino ad arrivare alla situazione attuale. Male pure le arterie autostradali, aumentate di soli 187 chilometri in 14 anni. “Dopo gli annunci del ministro Passera sull'avvio di un piano nazionale per le infrastrutture, siamo in attesa di misure concrete – afferma Carlo Giavarini presidente del Siteb – per mettere in sicurezza le nostre strade che sono state tenute sotto la soglia minima di garanzia”. Il fatto è che “dopo 8-10 anni la pavimentazione diventa pericolosa e scomoda, fino a dover essere completamente rifatta dopo 12-15 anni”, conclude Giavarini. Altrimenti, diventerà ancora più difficile far calare gli incidenti, dopo che l'Italia ha mancato il target fissato dall'Unione europea di dimezzare i morti in strada dal 2000 al 2010 (obiettivo nemmeno raggiunto nel 2011).

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