Stati Uniti: immagini shock per chi non usa le cinture

Negli States vogliono vincere la battaglia contro chi non le allaccia e per riuscirci ricorrono a immagini forti. E se ci pensassimo anche in Italia?

12 ottobre 2011 - 7:30

La foto che pubblichiamo non è bella da vedere, ma colpisce, e negli Stati Uniti pensano che potrebbe essere utile. L'ha pubblicata l'altro ieri Chicagoland, l'edizione settimanale online del quotidiano Chicago Tribune, e ritrae un 16enne americano, Andrew Wegrzyn, dopo il pauroso incidente nel quale è stato coinvolto il mese scorso mentre, con altri sei amici (quattro 16enni come lui, tra i quali il conducente, e due 15enni), si recava in un locale distante tre isolati da casa per mangiare qualcosa.

200 PUNTI DI SUTURA E CICATRICI A VITA – A poche decine di metri dalla destinazione, la Jeep sulla quale si trovava s'è scontrata in pieno con una Chevrolet Blazer, finendo contro un'altra vettura parcheggiata e ribaltandosi. Andrew, che era seduto sul sedile posteriore e non aveva la cintura di sicurezza allacciata, è stato sbalzato parzialmente all'esterno dal veicolo accartocciato, rimanendo per metà fuori dall'abitacolo. Il risultato è quello che l'immagine mostra solo parzialmente: oltre 200 punti di sutura e cicatrici che forse non se ne andranno mai. Andrew, che immediatamente dopo l'incidente, mentre era ancora “appeso” al finestrino della vettura, ha avuto la forza di chiedere ai soccorritori una T-shirt per tamponare l'emorragia alla testa, ha dichiarato che «onestamente non gli era venuto in mente di usare la cintura». Ma subito dopo s'è affrettato ad aggiungere: «Per tutta la vita non salirò mai più su alcuna auto senza allacciarla». Ha pronunciato queste parole il giorno dopo essere stato dimesso da un ospedale di Chicago. Ovviamente con molta fatica, poiché ogni parola gli costa uno sforzo a causa delle ferite.

UN UTILE TESTIMONIAL – Andrew Wegrzyn e la sua immagine sono due utilissimi testimonial per vincere la battaglia senza quartiere che gli Stati Uniti hanno ingaggiato contro chi ancora non utilizza le cinture di sicurezza. Il loro tasso di utilizzo nel Paese è oggi dell'85%, inferiore a quello di Francia, Germania e Svezia. Nel corso degli anni tale valore è migliorato: dal 1994 al 2000 è salito di 13 punti percentuali, passando dal 58 al 71%. Tra il 2001 e il 2005 è aumentato di altri 9 punti, toccando l'80%, ma da allora al 2010 è salito solo di 5 punti. Nell'Illinois si è registrato nel 2010 un tasso di utilizzo del 92,6%, un risultato ottenuto anche grazie all'approvazione di una legge che consente agli agenti di ordinare a un conducente di accostare qualora rilevino che gli occupanti dell'auto non indossano le cinture. Il prossimo 1° gennaio ne entrerà in vigore un'altra che obbligherà ad indossarle anche i passeggeri dei posti posteriori. Un ulteriore imperativo che, si spera, contribuirà a migliorare la sicurezza sulle strade.

UN DIFFICILE 100% – Tuttavia, i dati dell'Nhtsa, l'ente americano che sovrintende alla sicurezza di strade e veicoli, indicano che il mancato uso delle cinture continua a costare migliaia di vite e miliardi di dollari ogni anno. «Ci sono persone – ha affermato John Ulczycki, vice presidente del Consiglio Nazionale per la Sicurezza – che si rifiutano di cambiare i loro comportamenti. Conoscono i fatti e capiscono i dati, ma ciò non basta per cambiare. La maggioranza sono maschi, giovani e adulti, residenti nelle zone rurali». Jim Hedlund, ex-funzionario dell'Nhtsa e oggi consulente per la sicurezza del traffico a New York, ha dichiarato che «Più ci si avvicina al 100 per cento nella percentuale di utilizzo delle cinture e più la percentuale rimanente che non le allaccia si dimostra refrattaria a modificare il proprio atteggiamento».

MEGLIO LO SHOCK O LE IMMAGINI SHOCK? – Questa residua resistenza forse spiega perché negli Usa hanno deciso di utilizzare immagini come quella che pubblichiamo (e le dichiarazioni dei feriti) per lanciare messaggi forti. Evidentemente, oltreoceano puntano ad avvicinarsi il più possibile al traguardo del 100% e per centrare l'obettivo non vanno tanto per il sottile. Da noi, invece, sembra quasi che i messaggi forti… siano troppo forti, anche quando ricorrervi sarebbe solo a fin di bene. E forse anche per questo, in Italia le cinture vengono utilizzate poco rispetto ad altri Paesi. Quelle posteriori, poi, soprattutto al sud, non vengono allacciate quasi per niente e rappresentano in assoluto il dispositivo meno utilizzato a bordo di un'auto: si pagano, ma rimangono nuove di zecca. Evidentemente c'è qualcuno che preferisce rischiare di offendere la vista dei cittadini con immagini shock piuttosto che fare qualcosa per evitare shock più devastanti.

2 commenti

Matteo
14:07, 13 ottobre 2011

E' sicuramente un buon metodo.
In Italia alcune città lo fanno già da anni.
Non guardiamo sempre agli USA come precursori di tutto!

Fausto
22:02, 13 ottobre 2011

Salve a tutti, non nego che le cinture di sicurezza siano un ottimo sistema di sicurezza ma a mio parere posso anche essere pericolose e non poco… vi racconto in breve… anni fa mio cognato ha avuto un brutto incidente stradale dovuto da un colpo di sonno, la sua fortuna è stata proprio il non portare le cinture, infatti nell'urto è stato sbalzato nel sedile lato passeggero e vi posso arricurare che il posto di guida era distrutto al suo posto c'era l'orma di un pino… se le avesse portate a quest'ora non ci sarebbe stato.
Le cinture sono valide a mio parere per urti frontali o posteriori (li ci sono anche gli AIRBAG) ma per i laterali?? un saluto

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