Speed Check: il ministero ribadisce il no

Il ministero dei Trasporti conferma che, nei centri urbani, i dissuasori di velocità Speed Check non possono essere usati come autovelox fissi

31 luglio 2012 - 6:00

Il ministero dei Trasporti conferma e ribadisce, con parere 3937 del 4 luglio 2012, quanto già aveva stabilito il 27 giugno 2011: in città, i dissuasori di velocità Speed Check (le colonnine arancione anti velocità) non possono essere usati come autovelox fissi. Come già SicurAUTO.it aveva spiegato qui e qui tempo fa.

NIENTE DECRETO – Per gli Speed Check non risulta concessa alcuna approvazione, ai sensi dell'articolo 45 comma 6 del Codice della strada: “Nel regolamento sono precisati i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonché quelli atti all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, e i materiali che, per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all'approvazione od omologazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione”. È vero: l'articolo 60 della Legge 29 luglio 2010, numero 120, “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, rinvia ad apposito Decreto ministeriale la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità. Ma questo Decreto ancora non è stato emanato. Qui sta il punto: i Comuni, in attesa che venga emanato il Decreto, utilizzano ugualmente gli Speed Check con un autovelox fisso dentro; e lo fanno quindi abusivamente, perché quei dispositivi non sono riconducibili a nessun componente della segnaletica prevista.

UNICA SOLUZIONE – Al momento, per il ministero, l'unico impiego consentito è quello che prevede l'installazione al loro interno di misuratori di velocità di tipo approvato, “ovvero quando è previsto, all'interno delle strategie di controllo delle infrazioni, adottate dagli organi di Polizia stradale, un ricorso frequente all'utilizzo di box di contenimento per collocarvi un rilevatore mobile, considerato che anche una collocazione fissa non implica necessariamente un'attività di rilevamento continuativa; in tali casi si applicano le disposizioni vigenti in materia di controllo della velocità”. Quindi, nei centri abitati, la Legge non consente l'installazione di postazioni di controllo velocità totalmente automatiche. Così, per operare nella legalità, i Comuni hanno due strade: assicurare la presenza di Vigili durante il funzionamento degli apparecchi; tenere le postazioni vuote o disattivate. Tutto ciò non vale sulle strade urbane di scorrimento (viali a doppia carreggiata senza incroci che non abbiano semafori e dove non si può sostare) e su quelle extraurbane ordinarie se il Prefetto ha autorizzato controlli automatici in determinati tratti.

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