Sparisce il superbollo: via anche l'IPT sull'usato

Nel pacchetto di norme varato dal Governo, arrivano alcune novità sulle tasse che riguarderanno l'auto. ACI ancora salvo...

12 giugno 2014 - 6:15

Rivoluzione nel mondo auto. Addio al superbollo sulle auto potenti e niente più stangate sui passaggi di proprietà dell'usato. Aumenterà però il carico fiscale su chi acquista un veicolo nuovo. Sta tutto scritto nella bozza della riforma della pubblica amministrazione di cui SicurAUTO.it è venuto a conoscenza: la chiave di questa bozza di disegno di legge (che venerdì verrà approvato dal Governo) è l'articolo 15. Si può quindi parlare di riforma della tassazione sui veicolo. E l'accorpamento Automobile club d'Italia (che gestisce il Pubblico registro automobilistico)-Motorizzazione, tanto promesso da Renzi? Zero. L'ACI, anche stavolta, è salvo.

SUPERBOLLO ADDIO – Cancellato quindi il superbollo (come SicurAUTO.it aveva previsto). Il motivo? Semplice: il Fisco non ci ha guadagnato, si tratta di un flop di gettito, che ha compromesso gli incassi IVA e ha indotto a ricorrere a fittizie immatricolazioni all'estero. Si tratta della sovrattassa per le auto potenti (20 euro per ogni kiloWatt di potenza dei veicoli superiori a 185 kW). L'addizionale erariale sul bollo auto era stata introdotta nel luglio 2011 con un importo pari a 10 € per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW, con effetto retroattivo su tutto il 2011 e su tutto il parco circolante; successivamente, dal 1° gennaio 2012, la sovrattassa è stata portata a 20 €/kW ed estesa alle vetture con potenza superiore ai 185 kW. Nel solo 2012, invece, si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni di gettito IVA e 13 milioni di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni di mancato pagamento del bollo; per le Province 5,2 milioni di mancata IPT e circa 9 milioni di addizionale su RCA.

VIA LE PROVINCE, IPT RIVISTA – Il Governo approfitta della “abolizione” delle Province per eliminare l'IPT, l'Imposta provinciale di trascrizione. Ossia il balzello più pesante che grava su immatricolazioni del nuovo e soprattutto (dato il valore più basso delle transazioni) passaggi di proprietà dell'usato. Proprio l'IPT è un freno fortissimo al mercato dell'usato, senza considerare che si ha una sensibile e pericolosa evasione nella registrazione dei passaggi di proprietà. Occhio però, l'IPT viene sostituita da un nuovo tributo, che andrà alle Regioni e alle Province autonome: l'Imposta regionale di immatricolazione (IRI). Dunque, graverà solo sugli acquisti del nuovo, in una misura che verrà poi stabilita con decreto ministeriale. Rispetto all'IPT, resta la possibilità di variazioni locali fino al 30% sulle tariffe nazionali. L'IPT diverrà IRI nel corso del 2015. Quindi, le Regioni perderebbero la parte di gettito relativa ai primi mesi dell'anno. Ci sarà la possibilità di recuperare sul bollo auto, aumentando dal 10% al 12% (per il solo 2015) la quota di rincaro che ogni Regione può deliberare ogni anno rispetto alle tariffe nazionali.

ACI, NIENTE DI FATTO – La bozza non prevede l'accorpamento PRA-Motorizzazione. Dice che il PRA manterrà la sua funzione di certificazione della proprietà, pur annotandola nell'archivio unico che verrà costituito e nel documento unificato che sostituirà carta di circolazione e certificato di proprietà. Pare tuttavia che la Funzione pubblica non sia d'accordo con questa ipotesi e miri a una riforma più incisiva: veicoli e rimorchi perderebbero lo status giuridico di beni mobili registrati, il PRA sarebbe abolito e il suo personale messo in mobilità. Vivrebbe la Motorizzazione, che sarebbe autorizzata ad assumere 150 ingegneri per sopperire alle attuali carenze di personale. La grande promessa di Renzi legata all'auto, l'accorpamento ACI (PRA)-Motorizzazione, così da evitare costosissime duplicazioni di costi e documenti, che vanno a gravare sulle tasche degli automobilisti, non viene per ora mantenuta. Ora non resta da vedere se questa bozza della riforma della pubblica amministrazione diverrà legge: se ne parlerà, probabilmente, dopo l'estate. E solo se e quando si avrà una legge, si potrà dare un giudizio complessivo su questa riforma.

1 commento

Paolo
15:40, 12 giugno 2014

Nessuno chiederà i danni per i mancati introiti a quel genio che veniva dalla Bocconi?
Eppure continuiamo a pagarlo! Fosse un manager privato e senza raccomandazioni sarebbe a zappare la terra da un pezzo!

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